LA COLDIRETTI CALABRESE A ROMA PER FERMARE IL TRATTATO DI LIBERO SCAMBIO CETA TRA CANADA E UNIONE EUROPEA

10.07.2017    COLDIRETTI, CONSORZI TUTELA DOP/IGP CALABRESI DICONO NO ALL’ACCORDO CETA CANADA-UE
Molinaro: una espressione corale molto significativa che è un ulteriore invito ai parlamentari cala
I Consorzi di Tutela di 11 (su 17) prodotti Dop/Igp calabresi dicono un secco e chiaro no all’accordo CETA UE- Canada. Si va dalla Cipolla Rossa di Tropea, al limone di Rocca Imperiale, i quattro salumi Dop (Soppressata, Pancetta, Salsiccia, Capocollo); ed ancora i fichi di Cosenza, la liquirizia di Calabria, l’olio di Calabria, Patate della sila, Pecorino Crotonese e i vini Dop Terre di Cosenza. Una vera e propria rivolta – spiega Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – della stragrande maggioranza dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine calabresi che è molto significativa da parte di protagonisti del’agroalimentare che vogliono salvaguardare denominazioni storiche frutto del lavoro di intere generazioni. Da chi è quotidianamente impegnato a difendere il valore del proprio territorio vengono dunque smascherate – sostiene Molinaro – le bugie interessate sui contenuti di un accordo che concede la possibilità di chiamare con lo stesso nome produzioni del tutto diverse legalizzando di fatto la pirateria agroalimentare, (vedi un esempio nella foto allegata) il peggior nemico del Made in Calabria all’estero. . Si conferma dunque che l’accordo con il Canada è il cavallo di Troia delle politiche commerciali dell’Unione per portare alla volgarizzazione delle produzioni agroalimentari nazionali custodite da generazioni di agricoltori e la presunzione di chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi è inaccettabile perché si tratta di una concorrenza sleale che danneggia i produttori ,inganna i consumatori sui mercati internazionali dove invece abbiamo il dovere di difendere i prodotti che sono l’espressione di una identità territoriale non riproducibile altrove, realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione e sotto un rigido sistema di controllo. “Il CETA, – prosegue – è anche una mina per l’occupazione e tra l’altro immette sul mercato quello che da sempre bolliamo come falso Made in Calabria che fa un tutt’uno con prodotti di bassissima qualità. La chiara e netta espressione contraria dei nostri Consorzi di Tutela – conclude – inequivocabilmente è un ulteriore e deciso invito ai nostri parlamentari a non ratificare il trattato.
 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

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06 luglio 2017 Molinaro chiede ai parlamentari calabresi di fermare il trattato di libero scambio tra Ue e Canada fortemente penalizzante per gli agricoltori, consumatori italiani e lavoratori
La delegazione della Coldiretti Calabria (vedi foto) si è unita alle migliaia gli allevatori, agricoltori, consumatori, sindacalisti, ambientalisti, rappresentanti della società civile e cittadini che sono giunti dalle diverse regioni a Roma a manifestare in piazza Montecitorio per fermare il trattato di libero scambio con il Canada, che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti piu’ tipici e spalanca le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Il presidente della Coldiretti Calabria Molinaro chiede ai parlamentari calabresi di non ratificare l’accordo che rappresenta la svendita del Made in Italy di cui il Made in Calabria è un pezzo importante.
Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
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NO ALLA RATIFICA DELL’ACCORDO CETA TRA CANADA E UE: DOMANI UNA NUMEROSA DELEGAZIONE CALABRESE A PIAZZA MONTECITORIO
04 luglio 2017 Molinaro: chiediamo ai parlamentari calabresi di partecipare e non ratificare il trattato
Forti del NO al trattato di libero scambio CETA tra Canada e Ue da parte del Consiglio Regionale della Calabria, dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza e di tantissimi comuni calabresi, domani mercoledì 5 luglio una numerosa delegazione di agricoltori della Coldiretti Calabria sarà insieme a tutte le altre regioni a Roma in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento dove è in corso la discussione per la ratifica del Trattato. “Chiediamo ai parlamentari calabresi di partecipare all’iniziativa in piazza e votare contro la ratifica dell’accordo, è l’invito di Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria che aggiunge: “se il Ceta venisse ratificato, molti tra i più famosi prodotti agroalimentari calabresi, non sarebbero protetti dalla contraffazione. nemmeno i marchi Dop e Igp, faticosamente conquistati, potranno essere riprodotti liberamente venduti a prezzi più competitivi rispetto agli originali, con gravissimi danni per le aziende che invece producono Dop e Igp nel rispetto dei disciplinari, peraltro rigidi, imposti dai rispettivi consorzi di tutela. Un accordo, poi, che avrà un impatto devastante sulla coltivazione di grano con il rischio desertificazione di intere aree spalancando le porte al grano trattato con il glifosato e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori per la carne di manzo e suina a dazio zero. Da sottolineare poi le modalità produttive discutibilissime che vengono adottate in Canada. Non possiamo accettare la ratifica di un accordo che in un attimo azzera e cancella i sacrifici e l’impegno quotidiano di agricoltori e allevatori che hanno puntato sulla qualità delle loro produzioni. A perdere – conclude Molinaro – saranno i consumatori, i produttori, i lavoratori e l’economia della Regione che subirà un durissimo colpo per la concorrenza sleale verso il Made in Calabria con prodotti di bassissima qualità”.
Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
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1 luglio 2017 – L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA ALL’UNANIMITA’ HA DETTO NO ALL’ACCORDO UE-CANADA CETA
Molinaro: un provvedimento importante che va nella direzione giusta e fa il paio con quello della provincia di Cosenza. Ora i sindaci.
“Un ottimo segnale quello giunto dall’ultimo Consiglio Regionale della Calabria che all’unanimità,ha approvato un ordine del giorno, di iniziativa dei consiglieri Bova e Sergio che dice NO all’accordo commerciale UE-Canadà”. Questo l’immediato commento del presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro che conferma che “è un accordo scellerato, che condanna la Calabria ultima regione d’Europa e gli effetti che esso può produrre sono devastanti per il Made in Calabria che è un pezzo importante del Made in Italy; una regione – continua -che basa la sua economia sull’agroalimentare sulla distintività, qualità e capacità di competere e che può quadruplicare la produzione non può permetterselo. La risposta solerte e autorevole del Consiglio Regionale, che impegna la Giunta regionale ad intraprendere iniziative per sollecitare Parlamento e Governo ad impedire l’entrata in vigore nel nostro Paese del Trattato CETAva nella giusta direzione – ribadisce- perché impedisce un livellamento verso il basso della qualità che porta una competizione basata solo su prezzi bassi e rischi per l’ambiente, la salute e perdita di posti di lavoro. Nessun prodotto calabrese – aggiunge – riceverà protezione nel Paese dell’acero. Infatti nell’ elenco, dove figurano 41 nomi italiani rispetto alle 289 denominazioni made in Italy registrate, non troviamo nessuna denominazione della Calabria e la conseguenza è che non siamo protetti dalla contraffazione. Inoltre -ricorda – con l’opzione dazio zero è assicurato l’ingresso in Italia di grano duro trattato con il glifosato, addirittura transgenico, con agenti chimici vietati in tutto il territorio dell’UE, questoinsieme a ingenti quantitativi di carne trattata con gli ormoni. Abbiamo avviatouna campagna di sensibilizzazione che definiamo “fino allo spasimo”,coinvolgendo le Istituzioni e l’atto dell’Assemblea Legislativa calabrese è la punta avanzata di una battaglia che ha visto pronunciarsi contro l’Accordo CETA anche l’Amministrazione Provinciale di Cosenza e via via lo stanno facendo anche i sindaci. Insomma con l’accordo ci perdono i consumatori, produttori, lavoratori e l’economia della Regione e pertanto il NOdalla Calabria deve continuare ad essere forte. Apprezziamo anche – prosegue Molinaro – un emendamento del consigliere Franco Sergio, che ringraziamo, alla proposta di Legge sulla semplificazione e celerità Amministrativa che innova la L.R. 19/2001. Adesso -conclude – non ci sono più alibi per attuare in tempi veloci l’affidamento ai CAA delle importanti funzioni che possono svolgere per accorciare i tempi delle risposte agli agricoltori e al sistema agricolo.
30.06.2017 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
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22 giugno 2017 – COLDIRETTI L’ACCORDO CETA, UE-CANADA CONDANNA LA CALABRIA A RESTARE ULTIMA REGIONE D’EUROPA
Molinaro: invitiamo i parlamentari calabresi a non ratificare l’accordo. Perdiamo su tutti i fronti
L’accordo di libero scambio con il Canada (CETA Comprehensive Economic and Trade Agreement) con un gioco al ribasso,, da il via libera alle imitazioni canadesi dei nostri prodotti piu’ tipici, e spalanca le porte all’invasione di grano duro trattato in preraccolta con il glifosato vietato in Italia (in Calabria anche per le produzioni integrate biologiche) e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero.
“E’ un accordo scellerato, che condanna la Calabria ultima regione d’Europa” – afferma il Presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro.Gli effetti che esso può produrre sono devastanti per il Made in Calabria che è un pezzo importante del Made in Italy e una regione che basa la sua economia sull’agroalimentare sulla distintività, qualità e capacità di competere e che può quadruplicare la produzione non può permetterselo.
Un livellamento verso il basso della qualità che porta una competizione basata solo su prezzi bassi con rischi per l’ambiente, la salute e perdita di posti di lavoro. Nessun prodotto calabrese riceverà protezione nel Paese dell’acero. Infatti nell’ elenco, dove figurano 41 nomi italiani rispetto alle 289 denominazioni made in Italy registrate, non troviamo nessuna denominazione nostrana e la conseguenza è che non siamo protetti dalla contraffazione.
Un accordo a perdere che avrà un impatto devastante sulla coltivazione di grano con il rischio desertificazione di intere aree e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori sui quali peserebbe – continua – l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero e il costo della carne canadese ad esempio è della metà rispetto alla nostra, grazie a modalità produttive discutibilissime. Ci sarà l’azzeramento del dazio per il grano proprio mentre il governo canadese si è già mosso per sollevare questioni di compatibilità del trattato con il decreto di indicazione obbligatoria dell’origine della pasta che l’Italia ha depositato a Bruxelles. Abbiamo tutto da perdere e per questo con una pluralità di soggetti economici, sindacali e associativi – Cgil, Arci, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch – continueremo fino allo spasimo la battaglia contro il CETA che mette a rischio i nostri asset storici e annulla gli standard di sicurezza alimentare e ambientale e per informare i cittadini.
Chiediamo ai parlamentari calabresi un secco NO all’accordo altrimenti sapori, identità territoriali, produzioni di nicchia, storia legati al successo del nostro cibo diventeranno un sogno e invece assisteremo ad un aumento delle importazioni di prodotti di bassa qualità. “Ci rimettiamo su tutti i fronti – è l’appello finale di Molinaro – perdono i consumatori, i produttori, i lavoratori e l’economia della Regione che subirà un durissimo colpo per la concorrenza sleale verso il Made in Calabria con prodotti di bassissima qualità”.
22.06.2017 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria


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