COMMISSIONE REGIONALE PER L’EMERSIONE DEL LAVORO NON REGOLARE

Molinaro ha scritto al presidente Di Iacovo ed al Governatore Scopelliti

Dalla lotta al sommerso in Calabria oltre all’equità sociale si possono recuperare risorse per due miliardi di €uro

E’ urgente la riunione della commissione luogo di incontro di tutte le parti sociali

Il lavoro sommerso è una piaga profonda che dilania, da sempre, il nostro Paese. Pur essendo un fenomeno “invisibile” i suoi effetti sono “reali” e devastanti per i lavoratori, le imprese e per la stessa economia del nostro Paese e della nostra regione, in particolare. Le unità in posizione di irregolarità, nero e/o sommerso in Calabria al 31/12/2009 sono pari a 171.897, con un tasso di irregolarità del 24%. Esso è causa di assenza di tutele per i lavoratori, di concorrenza sleale tra le imprese e di minori entrate per l’erario nazionale e regionale.
In Calabria il dato record: 990 euro l’anno di imposte mancanti per ogni cittadino residente.
Segue la Basilicata con 830 euro per residente, la Sardegna con 809 e di seguito tutte le altre.
La Calabria guida questa particolare classifica registrando una percentuale di incidenza del lavoro irregolare sul Pil pari a 17,4%, con un fatturato (sommerso, cioè sconosciuto all’imposizione fiscale regionale) di oltre 5,5 miliardi di euro, con un volume di evasione fiscale e previdenziale (cioè mancate entrate erariali) nella regione Calabria, pari a circa 2 miliardi di euro l’anno.
In particolare spiccano i dati di Reggio Calabria – tra le provincie più irregolari su scala nazionale – che conta 36.000 unità irregolari, con un tasso del 24,7%, ed un fatturato sommerso di 1,6 miliardi di euro. L’emersione del lavoro e dell’economia sommersa è una condizione indispensabile per produrre ricchezza anche nella nostra regione.
Ogni 1000 € investite, da parte della Regione Calabria in azioni e politiche di contrasto per l’emersione del lavoro non regolare, producono 300.000 € di entrate, a vario titolo (irap, addizionali regionali irpef, contributi previdenziali, ecc.) per l’erario regionale.
Commentando questi dati il presidente della coldiretti Pietro Molinaro nella sua qualità di componente il Commissione regionale per l’emersione del Lavoro non Regolare, ha scritto una lettera al presidente dell’organismo Benedetto Di Iacovo e vista sia la rilevanza regionale che la configurazione della commissione quale luogo di incontro tra tutte le parti sociali inviata per conoscenza al Presidente Scopelliti.
Nella missiva Molinaro riconoscendo il massimo impegno al presidente Di Iacovo sollecita la convocazione a “stretto giro” del l’importante organismo regionale perché si legge “ dopo l’interruzione dovuta a ragioni elettorali strettamente connesse al rispetto Istituzionale va assolutamente ripreso il lavoro progettuale e di programmazione interrotto”.
Ritengo- scrive Molinaro – che la progettualità in itinere della Commissione per l’Emersione rappresenta un punto di forza delle politiche attive del lavoro e viene incontro alla necessità di sradicare nella nostra regione lavoro nero ed irregolare ed economia sommersa che danneggiano la parte sana del sistema produttivo.
D’altronde le Politiche del Governo Nazionale, anche attraverso il piano straordinario varato a Reggio Calabria a gennaio scorso, tendono ad investire in modo operoso Enti ed organismi a livello territoriale attuando quella che coldiretti ha battezzato “tolleranza doppio zero” che rappresenta anche una conquista di equità contributiva.
Nella sua lettera Molinaro ricordando il lavoro positivo fin qui fatto dalla Commissione Regionale Emersione sottolinea che “il circuito positivo intrapreso non va assolutamente interrotto esso anzi va rafforzato ed accompagnato anche con un proficuo monitoraggio e che pertanto bisogna continuare ad essere parte attiva e non avere battute di arresto”.
Coldiretti Calabria

da: Ufficio Stampa Coldiretti Calabria
ufficiostampa.calabria@coldiretti.it


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