COMMERCIO: COLDIRETTI, «SOSTENERE RIPRESA ALIMENTARI CON TRASPARENZA»
(AGE) ROMA – Il positivo balzo in avanti nelle vendite dei prodotti alimentari va sostenuto proseguendo con gli interventi per garantire la trasparenza della spesa nella formazione dei prezzi e nelle caratteristiche, a partire dalla provenienza dei cibi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’aumento del 3,7 per cento nelle vendite al dettaglio dei prodotti alimentari ad aprile rilevato dall’Istat. Per rilanciare i consumi occorre – sostiene la Coldiretti- dare ai cittadini la possibilità di fare acquisti convenienti mettendo a confronto le diverse offerte sulla base di informazioni indispensabili per scelte consapevoli. Lo dimostra il fatto che – precisa la Coldiretti – a distanza di un anno dall’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta il luogo di allevamento o mungitura del latte fresco in vendita i consumi hanno avuto dopo anni di crisi un aumento record di oltre il 6 per cento e analogo trend è prevedibile per la passata di pomodoro dopo che lo stesso obbligo è entrato in vigore lo scorso 15 giugno. Nonostante i passi in avanti compiuti l’etichetta – riferisce la Coldiretti – resta anonima per la carne di maiale e le conserve vegetali ma anche per l’extravergine di oliva con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato con l’effetto di spacciare come Made in Italy quello spremuto da olive tunisine o spagnole. Un rischio – conclude la Coldiretti – che si corre anche nell’acquisto della frutta e verdura al mercato dove nonostante la legge in vigore sono praticamente scomparse le etichette obbligatorie con l’indicazione dell’origine, varietà e livello qualitativo. (AGE)Data: 22/06/06 11:52Autore: AUR

MATURITA’: COLDIRETTI, CAMPAGNA D’ATTUALITA’ IN SOCIETA’ POSTINDUSTRIALE
(AGE) ROMA – Un tema che è un giusto riconoscimento del grande valore assunto dalla campagna per lo sviluppo sostenibile di una moderna società postindustriale dove cresce la domanda dei cittadini di sicurezza alimentare e ambientale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la traccia di attualità degli esami di maturità su “Campagne e paesi d’Italia” che rappresentano un patrimonio nazionale in grado di contribuire alla crescita economica, sociale ed ambientale del Paese. Un valore aggiunto dimostrato dai risultati di una recente indagine condotta sul sito www.coldiretti.it dalla quale è emerso che se si potesse scegliere, la maggioranza degli italiani (52,3 per cento) preferirebbe vivere in un piccolo comune con meno di 5mila abitanti, che garantisce una migliore qualità della vita grazie alla semplicità nel costruire rapporti personali duraturi, un territorio più sano e una maggiore sicurezza ambientale, alimentare e sociale. Una preferenza – continua la Coldiretti – che è implicito riconoscimento del valore della campagna e dei suoi prodotti frutto della collaborazione tra agricoltura, artigianato, industria e commercio che alimentano una soft economy che contribuisce in modo determinante all’affermazione del Made in Italy nel mondo. Si tratta di risultati ottenuti – sottolinea la Coldiretti – anche grazie alla grande responsabilità dell’agricoltura italiana che ha fatto scelte d’avanguardia in termini di divieto di coltivazioni biotech e ha raggiunto primati qualitativi, sanitari e di rispetto ambientale a livello comunitario. L’Italia dispone – precisa la Coldiretti – di 4100 prodotti tradizionali censiti dalle regioni e il primato europeo di 155 denominazioni di origine riconosciute dall’UE mentre nella coltivazione di prodotti biologici il tricolore, con un milione di ettari coltivati e quasi quarantamila imprese, è sul podio mondiale davanti a Stati Uniti e Brasile ed è preceduto soltanto da Australia e Argentina, tutti Paesi che hanno la disponibilità di terreni coltivati enormemente più grande di quella nazionale. Eccellenze uniche anche per alimentare il motore della vacanza enogastronomica e ambientale, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama di crisi dell’offerta turistica, con un fatturato 2006 stimato in 5 miliardi di euro. Un esempio concreto – conclude la Coldiretti – delle grandi opportunità di sviluppo sostenibile offerte dalla campagna e dai suoi paesi dove è necessario recuperare i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti, con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino alle edicole, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo. (AGE)Data: 21/06/06 11:39Autore: AUR

LAVORO: ISTAT; COLDIRETTI, «AUMENTO RECORD DIPENDENTI AGRICOLTURA»
(AGE) ROMA – “Con l’aumento record del 15,1 per cento nel numero di lavoratori dipendenti l’agricoltura segna la migliore performance tra i diversi settori produttivi e contribuisce in misura determinante alla crescita dell’occupazione”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sull’andamento dell’occupazione in Italia nel primo trimestre del 2006 che secondo l’Istat fanno registrare in media un più 1,7 per cento con un aumento di 374mila unità. In agricoltura – sottolinea la Coldiretti – si è verificato un vero boom nelle assunzioni di lavoratori dipendenti che passano su base annua da 365mila a 420mila con una crescita tendenziale del 15,1 per cento mentre si verifica una leggera flessione in quelli indipendenti che si riducono da 506mila a 490mila con un calo del 3,1 per cento e il risultato complessivo è di 910mila occupati con un incremento del 4,5 per cento. La crescita occupazionale che si è verificata – sostiene la Coldiretti – è anche la dimostrazione dell’impegno del sistema delle imprese che opera in agricoltura nel continuare il percorso di trasparenza dei rapporti di lavoro intrapreso negli ultimi anni. Con la Legge 81/2005 fortemente sostenuta dalla Coldiretti si è avviata la riforma della previdenza agricola che ha favorito l’occupazione con lo snellimento degli adempimenti burocratici e il contenimento dei costi. Una strada – precisa la Coldiretti – che occorre proseguire con forza con ulteriori interventi nella stessa direzione. Dopo un anno caratterizzato da una riduzione nei redditi e nelle produzioni agricole, le rilevazioni del 2006 evidenziano – sottolinea la Coldiretti – che, con quasi un milione di occupati, in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole seriamente intraprendere con iniziative innovative, ma anche per chi chiede possibilità di occupazione. Non si tratta di un fatto marginale ma – conclude la Coldiretti – di una opportunità, per molti disoccupati, immigrati, donne e giovani, che è in grado di garantire valore economico, ambientale e di sicurezza alimentare all’intera società. (AGE)Data: 20/06/06 13:06Autore: AUR

CALDO: COLDIRETTI, «ARRIVA L’ESTATE MA NON E’ PIU’ LA STESSA»
(AGE) ROMA – “Maggior numero di giorni consecutivi di caldo intenso, modificazione della distribuzione delle piogge e aumento delle temperature estive e dell’intensità delle precipitazioni con maggiore frequenza di eventi alluvionali, sono i principali cambiamenti climatici che influenzano le stagioni con i quali si devono confrontare i cittadini che si apprestano a trascorrere le vacanze, ma anche le imprese in agricoltura dove è in atto il momento più importante per le coltivazioni.”. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’arrivo della stagione estiva che inizia il 21 giugno con il solstizio d’estate conosciuto come il giorno più lungo dell’anno. La nuova stagione si apre in Italia all’insegna della siccità che sta interessando le regioni del Nord con risorse idriche a livello di guardia nei fiumi e nei laghi di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli che mettono a rischio l’irrigazione delle colture in un periodo determinante per la loro crescita. E preoccupazioni – continua la Coldiretti – sono presenti anche per l’arrivo di temporali che possono manifestarsi con la caduta di grandine, ma anche con pioggia così intensa da non poter essere assorbita dal terreno secco e provocare l’effetto ruscellamento con la perdita di nutrienti e fertilità. Dall’analisi della Coldiretti emerge una situazione di carenza idrica che interessa l’intero sistema dei laghi lombardo piemontesi come quello di Como, Iseo e Maggiore, ma anche il fiume Po e i suoi affluenti come la Dora Baltea, l’Adda e il Ticino. Una situazione causata da scarse piogge e temperature più alte della media stagionale, ma anche dal mancato rilascio di acqua da parte dei bacini alpini che – denuncia la Coldiretti – vengono mantenuti chiusi dalle società che ne hanno la concessione per la produzione di elettricità, che impediscono in questo modo che l’acqua giunga a valle e la sottraggono ai cittadini, all’ambiente e all’agricoltura. Nell’immediato a rischio – continua la Coldiretti – sono le risaie del pavese, del novarese e del vercellese dove manca l’acqua per il necessario riempimento, ma anche nella pianura padana le coltivazioni di granoturco e quelle di pomodoro in fase di maturazione. Anche in Sardegna in provincia di Sassari sono gravi i danni segnalati dalla Coldiretti alle colture foraggiere e cerealicole derivati dalla mancanza di piogge. I cambiamenti climatici – precisa la Coldiretti – sono destinati a produrre effetti strutturali sull’attività agricola che rappresentano una nuova sfida per le imprese del settore con effetti sulla riduzione della riserva idrica, l’aumento dell’erosione in zone collinari e alluvioni in pianura. Di fronte alla tropicalizzazione del clima per mantenere l’agricoltura di qualità – conclude la Coldiretti – servono, soprattutto al Nord, interventi strutturali per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi, creando bacini aziendali e interaziendali, ma anche un impegno sul versante del risparmio idrico, riducendo le dispersioni delle condutture e favorendo la diffusione di nuove tecnologie a basso consumo per l’irrigazione dei campi. (AGE)Data: 20/06/06 10:51Autore: AUR


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