XIV Dossier Caritas sull’immigrazione: oltre 100.000 i cittadini stranieri in Campania; e fanno impresa.
Parte il master in “Cooperazione per lo Sviluppo delle Aree Rurali e Forestali” per fornire conoscenze sui problemi del sottosviluppo, e dei sistemi socio-politici tipici dei Paesi ad economia povera.
di Claudia Torre
Nel 2003 è arrivato a 111.596 il numero dei cittadini stranieri in Campania: il 90,3% (ovvero 52.955 persone) in più dell’anno precedente, è quanto emerge dal “Dossier statistico immigrazione 2004” ovvero il XIV rapporto della Caritas e della fondazione Migrantes, presentato ieri contemporaneamente a Napoli, Prato, Treviso, Crotone, Torino e Palermo. Una regione, la nostra, in cui l’immigrazione è sempre più al femminile e sempre più stanziale, e fa impresa. Provengono da 160 diverse nazioni e sono per il 58% femmine e per il 42% maschi gli immigrati nel territorio campano: il che vuol dire che costituiscono il 48% delle presenze straniere del sud Italia ed il 5,1% di quelle dell’intera penisola ( in cui gli immigrati sono 2.193.999). Napoli conta 61.557 stranieri, ovvero il maggior numero di presenze rispetto alle altre province (55,2% della regione, ma il 5,9% in meno del 2002), seguono Caserta 22.334, Salerno 18.294, Avellino 6.620 e Benevento con 2.791. In tutte le province campane la nazionalità prevalente è quella Ucraina (a Napoli sono 16.316 ed in Campania oltre 31.000 le persone che provengono da questa nazione). I permessi di soggiorno sono stati concessi per lavoro subordinato nel 69% dei casi (il dato medio nazionale è del 60,5%), il 21% per ricongiungimenti familiari ed il 3,6% per lavoro autonomo. Infatti il numero complessivo dei titolari di impresa con cittadinanza estera al primo semestre del 2004 ha raggiunto in Italia le 71.843 unità (che danno lavoro a 200.000 italiani), facendo registrare un incremento del 27% rispetto all’anno precedente (il dato complessivo dell’imprenditoria italiana è dello 0,5%!), ed anche se al sud è presente solo il 9% dell’imprenditoria immigrata (stando ai dati riportati dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa –CNA), questo 9% si traduce in Campania in un incremento dal 2000 al 2003 del 200%. Come è ormai evidente al primo posto degli imprenditori stranieri nella nostra regione sono i Cinesi: le loro attività si espandono continuamente, e se da un lato lavorano, producono e investono legalmente, accade anche che la camorra stringa accordi con malavitosi cinesi ed arrechi danno all’economia locale, attraverso il contrabbando, ad esempio, di pomodori e Jeans da 1 euro. La questione del rapporto con la legalità è d’altro canto un punto fondamentale nel quadro del fenomeno dell’immigrazione, come ha sottolineato Giancamillo Trani, caporedattore del capitolo sulla Campania del Dossier e responsabile dell’Ufficio Immigrati Caritas Campania: “Sull’aumento di presenze di stranieri ha influito in maniera determinante la sanatoria introdotta dalla legge Bossi – Fini, ma dobbiamo pensare a meccanismi più snelli di emersione. Se la persona immigrata non è messa in condizione di regolarizzarsi, se è costretta a pagare un affitto esoso per dormire in una topaia (agli extracomunitari vengono richiesti affitti maggiorati del 25 % e del 60 %), può finire in mano alla criminalità”.
Per volgere lo sguardo alle popolazioni in difficoltà e per favorire la conoscenza dei problemi dei paesi poveri partirà invece a gennaio 2005 il Master di I livello in “Cooperazione per lo Sviluppo delle Aree Rurali e Forestali” promosso dall’Università di Napoli “Federico II” in collaborazione con l’Assessorato all’Educazione ed alle Relazioni Internazionali del Comune di Napoli.
Presentato ieri a Palazzo S.Giacomo, dal sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, dall’assessore all’Educazione Raffaele Porta, dal preside della Facoltà di Agraria Alessandro Santini, dalla Responsabile Scientifica del Master Rosa Rao, e dal rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione dell’Università Roberto Dinacci. Il Master, ad accesso programmato (25 studenti in possesso di laurea di vecchio o nuovo ordinamento + 5 studenti provenienti da Paesi in via di sviluppo), sarà di durata annuale (i termini di presentazione delle domande scadranno il 15 novembre). “Il Master intende fornire conoscenze sui problemi generali del sottosviluppo, della crescita ineguale e dei sistemi socio-politici tipici dei Paesi ad economia povera”, ha dichiarato Santini. “In particolare – ha aggiunto la prof.ssa Rao – il Master si propone di formare esperti con capacità operativa in grado di realizzare progetti di sviluppo internazionale in un contesto multidisciplinare.” “Il Comune di Napoli è lieto di dare il proprio contributo alla formazione di capacità professionali idonee a rispondere alle esigenze tecniche e culturali nell’ambito della Cooperazione Internazionale”, ha dichiarato il Sindaco Iervolino. “Il nostro – ha specificato l’assessore Porta – sarà un contributo attivo che prevede, tra l’altro, un finanziamento di 30.000 euro per i tirocini pratici degli studenti presso istituzioni e sedi di ONG in Paesi in via di sviluppo e per l’ospitalità nella nostra città degli studenti stranieri che si iscriveranno al Master.” “Quest’anno – ha concluso Porta – i 5 posti riservati a studenti stranieri saranno destinati a giovani provenienti dalle Università di Nassirya (Iraq) e di Nablus (Palestina).


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