Il CIBUS DI PARMA RIPROPONE LA NECESSITA’ DI UNA REGIA UNICA PER LA PROMOZIONE DELL’AGROALIMENTARE CALABRESE

13 maggio 2010. Lo spacchettamento promozionale di vari Enti e Istituzioni in una fase favorevole può indebolire il sistema Calabria.
Meno campanili, meno protagonismi individuali e più brand Calabria.
“L’importante rassegna dell’agroalimentare di qualità “Cibus” che ha chiuso i battenti a Parma e che ha visto la presenza di imprese agricole ed agroalimentari calabresi che hanno esposto il meglio della produzione regionale ripropone comunque a giudizio di Pietro Molinaro Presidente della Coldiretti calabria “la necessità di un assetto complessivo delle politiche di promozione delle produzioni calabresi più ordinato ed efficiente di quello attuale”.
Lo spacchettamento promozionale
portato avanti da vari Enti a giudizio di Molinaro non da una immagine complessiva e coordinata della Calabria in tutti i suoi aspetti e su questo vi è molto da fare e c’è da sperare che il nuovo Governo regionale proceda con decisione. In questi ultimi anni –prosegue – si è assistito a una poderosa crescita del numero di attori pubblici impegnati nelle attività promozionali. Questo fermento determina dispersione delle risorse pubbliche in una miriade di attività la cui utilità effettiva non contribuisce a rafforzare l’immagine del “sistema Calabria”.
E’ giunto il tempo di pensare ad una Agenzia Regionale per la Promozione dell’Agroalimentare Made in Calabria. Certamente qualche passo avanti è stato fatto ma per non sprecare questo tempo proprizio occorrono adesso scelte selettive e strategiche e non attività inerziali basati tra l’altro su una distribuzione e utilizzo a pioggia delle risorse su azioni promozionali. Certamente le ultime Fiere internazionali hanno consolidato l’importanza e il successo dell’agroalimentare calabrese adesso bisogna fare gol e vincere la partita attuando anche misuratori di efficacia ed efficienza.
“E’ necessario –conclude Molinaro – rafforzare un “Made in calabria” unico che prende forza dalle distintività territoriali, e su questo bisogna giocare una partita all’attacco che veda uniti gli Enti di promozione che hanno questa specifica missione.
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11 maggio 2010
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AL CIBUS DI PARMA SI RAFFORZA E TROVA CONFERME IL PROGETTO DI UNA FILIERA TUTTA AGRICOLA E ITALIANA.
Le imprese agroalimentari calabresi si distinguono per varietà e qualità. Presenti imprese condotte da giovani
Grande attenzione ed interesse per le produzioni 100% italiane
L’ultimo rapporto sull’economia in Calabria conferma le performance dell’agroalimentare
“Gli occhi dei più importanti osservatori e opinion leader del settore in questi giorni sono puntati tutti sul Cibus in corso a Parma – commenta Pietro Molinaro presidente della Coldiretti Calabria presente all’importante kermesse-che ospita una parte significativa dell’alimentare di qualità e che terminerà il prossimo 13 maggio.
Notevole per partecipazione e per la qualità delle produzioni esposte è anche la presenza delle imprese agricole ed agroalimentari calabresi con molti giovani che scommettono sul proprio futuro”.
All’interno della vasta area dei saloni Cibus – prosegue Molinaro –le imprese alimentari ormai puntano con decisione alla valorizzazione del prodotto al 100% italiano e questo rappresenta la conferma occasione dopo occasione che il progetto di una filiera agricola tutta italiana ormai è una realtà e che il mercato è pronto a questo salto di qualità”.
A comprova che l’agroalimentare è motore ed artefice di sviluppo, lo testimonia l’ultimo rapporto Polos sulla economia presentato presso le Camere di Commercio della regione, nel quale in modo significativo emerge che l’agroalimentare insieme al turismo-binomio che consideriamo vincente – sono i settori che maggiormente danno dinamicità alla economia regionale.
Le occasioni di promozione ultimo il Cibus di Parma, – continua Molinaro –non fanno altro che aprire spazi commerciali importanti e valorizzare nel contempo rilevanti giacimenti storico, culturali e ambientali.
Siamo sulla strada giusta –conclude Molinaro – e per questo dobbiamo continuare a sventare i due furti che subisce la nostra agricoltura quello di identità e di immagine che ha visto l’agricoltura e l’agroalimentare calabrese, nel 2009, perdere circa un miliardo di €uro a causa della contraffazione del made in Calabria e quello che vede sottopagati i nostri prodotti senza alcun beneficio per i consumatori.

da: Ufficio Stampa Coldiretti Calabria [ufficiostampa.calabria@coldiretti.it]


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