CENTRALE EOLICA SUL MATESE
L’ASOIM, Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ONLUS ha scritto la lettera che riportiamo alle autorità regionali, invitando i lettori a leggere anche la nota che segue sullo stesso argomento.

Realizzazione di una centrale eolica sui Monti del Matese nei pressi del paese di Gallo Matese

Lettera dell’ASOIM a:
On. Antonio Bassolino Presidente Regione Campania;
On. Luigi Nocera Assessore regionale all’Ambiente;
On. Gabriella Cundari Assessore regionale alle Politiche del Territorio;
On. Alessandro De Franciscis Presidente Provincia di Caserta;
Dr. Rocco Perna Assessorato all’Ambiente della Regione Campania;
Alle Associazioni ambientaliste;
Alla stampa.

Oggetto: realizzazione di una centrale eolica sui Monti del Matese nei pressi del paese di Gallo Matese.

La nostra Associazione è venuta a conoscenza del deposito presso la Regione Campania di un progetto per la realizzazione di un impianto per produrre energia eolica sui Monti del Matese, nei pressi del Comune di Gallo Matese.
Si ricorda che all’interno dei Parchi regionali le norme di salvaguardia vietano esplicitamente l’installazione di centrali eoliche e qualsiasi altra forma di impianti eolici.
Nell’eventualità l’impianto dovesse sorgere all’esterno del perimetro del Parco la nostra Associazione chiede ugualmente alla Regione di non concedere l’autorizzazione.
L’area interessata, infatti, ospita la nidificazione di una coppia di Nibbio reale (Milvus milvus), specie classificata di recente come SPEC1 (massimo grado di minaccia) da BirdLife International e inserita nella categoria “Specie in pericolo e minacciate” della Lista Rossa italiana. La specie è presente sul Matese con solo due coppie.
L’area, inoltre, è zona di caccia dell’Aquila reale (Aquila chrysaetos), presente con una sola coppia sul Matese, e considerata SPEC3 da BirdLife International e inserita nella categoria “Specie vulnerabili” della Lista Rossa italiana, e del Biancone (Circaetus gallicus), SPEC3 e inclusione nella categoria “Specie in pericolo o minacciate” della Lista Rossa italiana.
Vi nidificano inoltre il Nibbio bruno (Milvus migrans), SPEC3 e specie vulnerabile per la Lista Rossa italiana, la Poiana (Buteo buteo) e il Corvo imperiale (Corvus corax), specie, quest’ultima, classificata come “a basso rischio” nella Lista Rossa italiana.
A queste specie si devono aggiungere anche quelle migratrici che sfruttano le correnti calde ascensionali dei crinali appenninici per gli spostamenti: Falco pecchiaiolo, Biancone, Cicogna bianca, Cicogna nera.
Tutte specie espressamente tutelate dalla Direttiva Comunitaria “Uccelli”.
Studi scientifici condotti negli Stati Uniti e in Spagna hanno dimostrato la stretta correlazione esistente tra gli impianti eolici e l’estinzione della specie di uccelli rare su menzionate. E del resto l’estinzione del Nibbio reale dalle Province di Avellino e Benevento è da attribuire alla realizzazione dei tanti impianti eolici.
L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale (ASOIM) – ONLUS chiede quindi alla Regione Campania di negare l’autorizzazione all’impianto eolico e si riserva di agire in tutte le sedi legali ed amministrative per contrastare tale evenienza. Si dichiara, altresì, disponibile a fornire tutti gli elementi scientifici necessari e utili. Chiede alla stampa e alle Associazioni ambientaliste di unirsi in una battaglia di civiltà contro tale assurdo e ignobile progetto.
Il Presidente Prof. ssa Danila Mastronardi email: danila.mastronardi@tin.it Il Vicepresidente Prof. Maurizio Fraissinet email: mfraissinet@tiscali.it

NOTA

Da parte nostra, nel ricordare che chi scrive, insieme al presidente dell’Arga della Campania,Francesco Landolfo, è socio Asoim, aggiungiamo una breve annotazione alla lettera.

Si parla sempre di salvaguardare l’ambiente, ma nei fatti poi si agisce diversamente. La domanda, quindi, è più che legittima: quando si devono fare scelte sull’utilizzo del territorio perchè non si convocano tutte le parti interessate prima della decisione finale?
Nel caso specifico, poi, va ricordato che l’Asoim non è sconosciuta alle istituzioni campane, per aver fornito ripetute consulenze sempre andate a buon fine.
Ciò detto, però, non si può chiuderla qua.
Da anni si parla di sfruttare per le esigenze umane le fonti energetiche alternative, individuando quali ideali per la Campania quelle dei pannelli solari, l’energia eolica, i gas, lo sfruttamento delle acque calde termali, le correnti dei fiumi, ecc. Ma quando si giunge al dunque, ecco che sorgono intoppi, veti e via dicendo.
Un po’ come avviene per gli impianti di smaltimento e riciclo dei rifiuti urbani che proprio in Campania stanno mandando in tilt i sindaci, presi d’assalto dai cittadini che non vogliono che nei territori da loro abitati sorgano questi “mostri ecologici”, come su più di un cartello di protesta è capitato di leggere. Ma a Copenaghen, in Danimarca, ed in altre capitali europee, i Cdr stanno in pieno centro e nessuno s’è mai lamentato.
Facile, a questo punto rimettere in circolo l’antico detto:”La moglie ubriaca e la botte piena”.
Ma per quanto ancora si continuerà ad ignorare che vi sono esigenze impellenti che bisogna soddisfare per assicurare la vivibilità “ordinaria” ai cittadini? Per quanto ancora si dovrà assistere a istituzioni contro? E, soprattutto, la concertazione promessa dal governo in carica perché non fa proseliti negli enti territoriali locali? Eppure, in ogni settore della vita sociale cui attendono principalmente le istituzioni, vi sono regole, le chiamano disciplinari, che vengono siglati dalle parti interessate proprio per evitare “il far da sé”.
Di questo passo, invece, si andrà verso il caos totale: tante regole, nessuna regola.
Come non dar ragione ai vertici dell’Asoim?
Gianpaolo Necco


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.