Caserta. Il convegno sulla sfida qualità nell’agroalimentare promosso dalla Banca Monte dei Paschi di Siena in collaborazione con il Sole 24 Ore .

Tanta gente al convegno e, a guardare bene, pochissimi gli sfaccendati, i curiosi, cioè i non addetti ai lavori. Tante, invece, le presenze del mondo imprenditoriale e bancario e a far da collante tra i relatori, il giornalista Massimo Esposti, caporedattore Centrale Il Sole 24 Ore, che ha dato prova di grande professionalità ed esperienza, mettendo a proprio agio gli intervenuti che, con la massima chiarezza,(e franchezza), hanno esposto i loro punti di vista sulla sfida alla qualità e all’innovazione nell’agroalimentare.

Ad aprire l’incontro è toccato a Giancarlo Barbieri responsabile Direzione Rete Banca Monte dei Paschi di Siena che dopo aver fatto una disamina delle situazioni di fido bancario nelle varie regioni, ha fornito una dato che se lascia riflettere al Nord non sorprende al Sud, riferendo che la sofferenza bancaria (cioè il ricorso al credito) è del 22% dell’intero fatturato MPS. Cosa significa? Che la Banca ha problemi con i creditori, che ha difficoltà a far capire i meccanismi del credito, cosa che provoca il ricorso ad altre fonti economiche che sfociano spesso nell’usura vera e propria. Ciò nonostante la MPS è impegnata ad agevolare il rapporto col mondo agricolo.

In relazione alla qualità nell’agroalimentare, il professor Vincenzo Maggioni, preside della Facoltà di Economia Seconda Università di Napoli distaccata a S.Maria Capua Vetere(CE), ha spiegato il lento processo di innovazione nel settore dandogli una lettura storica, cioè percorrendo le varie tappe: da quando si mangiava per bisogno, senza guardare alla qualità (periodo bellico e post bellico), ai giorni d’oggi, dove si cerca la qualità ma non sempre c’è l’appagamento (ed a volte la presa in giro). In mezzo ci ha messo elementi negativi come i centri commerciali che somministrano prodotti che se influenzano il pubblico per la grande pubblicità che li accompagna (o per i prezzi accattivanti) non sempre garantiscono la qualità del prodotto, anche se l’etichettatura di molti prodotti (non tutti) aiuta a capire alcuni aspetti: provenienza, contenuto e scadenza. Ma non basta per dire che si è sicuri al cento per cento che i dati forniti confortino il consumatore. Il preside, che nella facoltà ha un laboratorio di analisi dei prodotti di nicchia tra cui pesche e noci, e di quelli che sono maggiormente consumati, la mozzarella, lamenta l’assenza di una adeguata collaborazione tra le istituzioni preposte e ad una informazione insoddisfacente sui consumi certi, (e certificati), a cui invece potrebbero riferirsi gli acquirenti dei prodotti campani. La sua è stata una relazione fitta di dati e analisi (ci sarebbe voluto un libro per dirsi soddisfatti) che ha chiuso con un auspicio: il nuovo assessore regionale non è un politico ma viene dal mondo agricolo (la Coldiretti), a lui, che stima molto anche per la lunga conoscenza, ha rivolto l’appello a collaborare col mondo accademico che ha orientato le sue ricerche nel variegato mondo dell’agricoltura raggiungendo risultati utili e perciò preziosi.

Vito Amendolara, neo assessore (da soli due mesi) regionale all’agricoltura ha aperto il secondo tempo dell’incontro riservato alla tavola rotonda, rispondendogli che di ciò ha tenuto conto quando stava dall’altra parte dell’istituzione regionale, figurarsi ora che ne fa parte. Ma le problematiche da affrontare per l’assessore sono molte; difficili e tutte bisognevoli della massima attenzione. Ha parlato delle varie scadenze che prevedevano fondi dell’UE che rischiavano di essere superate perdendo fondi pur stanziati a favore dell’agricoltura della Campania.
Un inciso: in due mesi ha rimesso in corsa la Campania e molti milioni di euro allieteranno gli imprenditori agricoli i cui bandi sono già partiti. Da un pericolo scampato ad un altro: la tabacchicoltura. Anche per questo settore c’erano soldi, ma il governo centrale aveva tralasciato di occuparsene: ora lo farà direttamene la Regione (con le altre interessate) e l’esito appare positivo.
Ma ha lanciato una proposta per quanto riguarda la commercializzazione all’estero dei nostri prodotti, tra cui il vino, i latticini, l’ortofrutta. Dal momento che per pubblicizzarli alle mostre che si fanno all’estero occorrono depliant almeno bilingue, perché non pensare ad investire quei soldi finanziando i produttori, le aziende e i lavoratori addetti, visto che con la crisi che c’è stanno un po’ tutti con l’acqua alla gola? E problemi ancora si presentano con i prezzi delle uve, del pomodoro e del grano decisamente tutti in ribasso e che bisognerà fronteggiare per evitare un collasso epocale. Ma il panorama non è del tutto degradato: rimboccandosi le mani è del parere che la china si risalirà. Rivolto ai responsabili della MPS ha evidenziato come le procedure di accesso al credito restano ancora troppo rigide, anche in presenza di richiedenti ampiamente garantiti da quello che fanno con le loro aziende sui mercati. Un accesso al credito facilitato garantisce anche sviluppo e imprenditorialità.

Per Luigi Chianese, presidente del Consorzio per la tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana ci sono degli aspetti negativi nel settore che riguardano i territori di provenienza del latticino più famoso al mondo ma che per la questione dei rifiuti e dei territori inquinati stanno mettendo in forse la credibilità stessa del prodotto e in questa direzione si sta muovendo il Consorzio di tutela per convincere i consumatori italiani ed esteri che il prodotto è sano. E pensa ad affiancarle altri derivati del latte perché la mozzarella non ripaga più i produttori. Certo sarebbe stato utile che dicesse “sua sponte” se il Consorzio ha raccomandato agli allevatori di bufale, suoi associati, come comportarsi con i bufalotti maschi visto che se ne trovano tanti nei Regi lagni: ci sono mercati che li richiedono e questa barbarie in ogni caso è da vietare.

Gualtiero De Felice, Responsabile Area Territoriale Sud Ovest della Banca MPS, ricordando le sue origini napoletane, ha voluto lanciare segnali distensivi e di disponibilità verso tutti coloro che si rivolgono alla MPS anche se ritiene che chi ha bisogno di crediti bancari dovrebbe prima documentarsi se è in grado di poter corrispondere alle condizioni della banca. Ma la porta resta aperta a tutti coloro che lo vorranno. E’ stata una risposta all’assessore o un monito ai debitori? A questa domanda ha dato risposta Tommaso De Simone, presidente della Camera di commercio di Caserta, che prima ha snocciolato il grande numero di iscritti, secondi solo a Napoli, su cinque province, e poi le difficoltà di accesso al credito degli associati pur in presenza di copertura economica fino all’86% della stessa Camera di Commercio. Quel 13-14% che doveva essere coperto da una banca, non ha avuto alcun riscontro di disponibilità. Un dato di inequivocabile sfiducia nei confronti degli imprenditori casertani che forse pagano pegno per tutto quello che di malsano s’è prodotto sul territorio con le cosche camorristiche e i rifiuti tossici.

Note positive da Biagio Mataluni, presidente Gruppo Mataluni Oleifici che occupa un centinaio di addetti e con un bilancio sempre in attivo, pur avendo fatto ricorso al credito bancario che non gli è mai stato negato. Segno che le sue fideiussioni erano state considerate valide garanzie ma anche il datato e accorsato nome dell’azienda aveva avuto la sua parte.

Alessandro Pasca di Magliano, fondatore della Masseria Giòsole, che ha per prodotto-guida le pesche nettarine, ha tracciato un quadro preoccupante sulla distribuzione: il mercato non tira e in questi ultimi anni, nonostante l’ottima qualità della frutta, i compratori hanno pagato solo a determinati prezzi al ribasso. E vede la situazione sempre più difficile e complicata cosa che in 50 anni di attività non era mai accaduta.

Mauro Rosati, segretario generale della Fondazione Qualvita, ricordando che con il Pac Bruxelles tende a dimezzare le risorse destinate all’Italia in campo agricolo, e quindi in uno scenario che si presenta davvero preoccupante, ha lanciato alcune proposte all’assessore regionale, tra cui: regole certe nell’etichettatura per la tracciabilità dei prodotti e consorzi di tutela per tutti i prodotti agroalimentari.

La risposta Amendolara l’ha data subito, perché in Regione si sta già lavorando a tutto campo su queste procedure, ma anche là ci sono ancora resistenze che bisogna abbattere e il dialogo con i politici non sempre è agevole e per lui che conosce solo la politica agraria è ancora più difficile farsi capire.

Al cronista resta solo tirare le somme delle impressioni ricevute dall’incontro, dopo aver ascoltato i vari interventi. Quasi tutti hanno difeso e vantato i settori di loro competenza: banca, aziende, produttori e istituzioni territoriali e locali hanno cercato di spiegare che in fondo quando si dialoga, si possono raggiungere risultati ottimali per tutti.
Le strategie aziendali per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo nell’agroalimentare però, anche se appaiono convergenti, (ed è un buon segnale, che dà fiducia), sono ancora piene di interrogativi che solo il tempo dirà se si è riusciti a risolvere “affrontandoli per le corna”, come ama dire Amendolara.
Gianpaolo Necco

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L’INVITO
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Oggetto: invito ad evento

Egregio dottor Necco referente per l’Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura Aliment. Territorio …

La Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. è lieta di comunicarle che, anche grazie alla collaborazione del Sole24ore, con grande profusione di impegno ha organizzato il convegno intitolato “Territorio, Economia ed Innovazione (la sfida qualità nell’agroalimentare)”.
L’evento sarà tenuto presso il Crowne Plaza Hotel di Caserta il giorno 6 ottobre 2010, ore 17.
Alleghiamo, all’uopo, l’invito in formato elettronico con tutti i dettagli utili per rendere agevole la pianificazione della Sua molto gradita presenza.
Cordialmente
MARINELLI MAURO FILIPPO (MPS-1024) [mailto:maurofilippo.marinelli@banca.mps.it]
Inviato: venerdì 1 ottobre 2010 14.48
A: g.necco@tiscali.it
Cc: NAPOLEONE VINCENZO (MPS-3417


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