Slitta il passaporto europeo per cani, gatti e furetti. I proprietari di animali domestici potranno andare quest’estate in vacanza insieme con i loro amici anche se non avranno il passaporto come richiesto secondo le normative Ue. Ad annunciarlo è stata in questi giorni la stessa Commissione europea. Già da ieri, infatti, i proprietari avrebbero dovuto disporre di un passaporto per attraversare i confini dell’Unione europea con i loro quattrozampe, rimpiazzando il vecchio certificato veterinario che attesta che l’animale è stato vaccinato contro la rabbia. Ma molti Paesi nel blocco delle 25 nazioni non sono riusciti a fornire un sufficiente numero di passaporti ai veterinari, alimentando una gran confusione e diffondendo il timore che gli animali non avrebbero avuto il permesso di viaggiare quest’estate. E così la Commissione è corsa ai ripari e la nuova scadenza per l’applicazione della legge è stata posticipata al primo ottobre. I certificati dei veterinari continueranno ad essere usati fino ad allora.
La deroga. In pratica, fino al primo ottobre, saranno accettati anche gli animali da compagnia sprovvisti di passaporto, ma in regola con le condizioni poste dal Paese che li ospiterà. Una decisione saggia: «I proprietari non devono soffrire perché le autorità nazionali non sono riuscite a implementare la legislazione nel tempo giusto», ha detto il commissario Ue per la protezione dei consumatori e della salute David Byrne. «Il passaporto – si legge nel comunicato della Commissione – semplificherà le cose, poiché fissa un unico limite per far viaggiare cani, gatti e furetti: il vaccino contro la rabbia».
All’estero. Solo nel caso di Irlanda, Svezia e Gran Bretagna, al cane o gatto che voglia entrare è necessario anche un test immunologico di verifica degli anticorpi. Per Andorre, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e Vaticano saranno applicate invece le stesse regole che valgono per i Paesi membri. La legge. Il passaporto, che dal primo ottobre dovrebbe essere diffuso in tutta Europa, sarà rilasciato dal veterinario al momento della vaccinazione antirabbica, ma, per dimostrare che appartiene proprio a quel cane o gatto, è necessario anche un tatuaggio o un microchip. In tal modo, sul passaporto, oltre a foto, nome, specie, razza e sesso dell’animale si riporteranno il numero e la data d’impianto del microchip. I ritardi. La maggior parte degli Stati, ha fatto sapere la Commissione, non sono stati in grado di mettere in atto il sistema per la data convenuta, perchè «la distribuzione dei passaporti ai veterinari si è dimostrata problematica». «Sono felice – dice comunque il commissario irlandese alla Sanità David Byrne, l’ideatore del passaporto – perchè abbiamo trovato una soluzione temporanea in modo da assicurare agli europei di partire in vacanza con i loro animali da compagnia».


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