Addio Fufi e Laika: Cani e gatti sempre più umani, anche nei nomi. Ma non mancano i nomi planetari come Sole e Luna.
L’animale da compagnia è come uno di famiglia: i nomi Fufi, Laika e Poldo, però, non piacciono più. Da qualche tempo l’amico a quattro zampe ha cambiato nome. Ugo, Carlotta, Ida, Nina e Cammilla sono solo alcuni degli appellativi più usati per i gatti e i cani di casa nostra. E così mentre si fanno due passi in un parco è sempre più frequente sentire le signore chiamare a gran voce “Marco” e vedere arrivare un bassotto con la pallina in bocca anziché un ragazzino col pallone al piede.
Ma tutto ciò non deve stupire. Cani e gatti vengono trattati sempre di più come esseri umani. I padroni comprano per loro cappottini griffati, li portano in palestra a fare sport e quando li mandano a cuccia li fanno accomodare sul divano. L’animale è diventato uno di famiglia, per cui è prassi comune dare al cucciolo il nome del nonno deceduto o chiamare il nuovo arrivato come l’amica del cuore o la zia più simpatica. Il rapporto tra animale da compagnia e padrone è cambiato. E decidere come chiamare quello che sarà il fedele amico di una vita è diventata una cosa di primaria importanza.
Tuttavia ci sono delle piccole regole da seguire soprattutto se si tratta di un cucciolo di cane. Innanzitutto bisogna scegliere un nome breve e adatto alle dimensioni, alle caratteristiche e al carattere dell’animale. Ciò che è più importante è accertarsi del sesso del nuovo arrivato. Sarebbe veramente brutto avere sorprese dopo. Inoltre è molto importante che il cane impari bene il suo nome: i padroni quindi farebbero bene a non usare diminutivi o vezzeggiativi ogni volta che lo chiamano per non confondergli le idee, (da Tiscali animali).

LUNA
La stessa cosa vale per i gatti, ovviamente.
Anche per loro i nomi si sprecano, ma con qualche variazione mutuata all’astronomia. Sole, luna e i pianeti irrompono sulla scena e non sono pochi quelli che se ne appropriano. Un esempio in Campania, a Napoli, è emblematico al riguardo.
Una gattina grigio-nero screziato, di circa tre mesi, ibrido di persiano, occhi luminosi e gialli, è stata chiamata Luna e le padrone, Laura e Rosaria, ma anche gli zii acquisiti, Enzo e Paola, fanno a gara per insegnarle a passare il tempo col gioco della pallina di carta (non tessuto perché gli sfilacci possono soffocarla) che lei puntualmente riporta alle mittenti, deliziandosi a ripetere il gioco instancabilmente per ore. Si diverte lei, si compiacciono le sue padrone che con il suo arrivo ha portato sconquasso in casa: tende e poltrone messe a dura prova dai graffi involontari della gattina che cresce a vista d’occhio. Si nutre abbondantemente, perché spreca energie in quantità eccessive data l’età. In casa c’è una vasca con due pesci dorati che avranno almeno sette anni: quando li scoprirà che farà? L’aiuola del giardino per lei è quello che per noi da bambini era un bosco: un luogo dove scoprire le mille fantasticherie della natura. Gli uccelli, che scopre e osserva come fossero marziani, la invitano a saltelli nell’intento di imitarne il volo e lo sfregolio delle foglie delle piante la invitano a farsi accarezzare al tiepido sole primaverile, la scoperta delle formiche la induce a seguirle appiattendosi al pavimento e ogni anfratto tra le piante è un nascondiglio dove provare a entrare e sostare. Quindi, esausta, si abbandona alle carezze delle “mamme” adottive e fa le fusa fino ad addormentarsi.
Per lei e i suoi simili questa è la vita, potesse essere così anche per noi esseri umani!
(Gianpaolo Necco, nella foto Luna)


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