CAMPANIA, MARCIANO (PD): PERCHÉ SILENZIO CALDORO DOPO ULTIMA VERIFICA PIANO DI RIENTRO SANITÀ?
Napoli, 24 Luglio – “Si è conclusa ieri a Roma la riunione del Tavolo tecnico interministeriale per la verifica trimestrale sul piano di rientro dal debito sanitario della Regione Campania. Curiosamente, non sono partiti comunicati né si leggono commenti o tweet dai toni trionfalistici cui pure il presidente Caldoro ci ha abituati”.

Così in una nota il vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Antonio Marciano.

“Eppure, sarebbe opportuno e istituzionalmente corretto da parte di Stefano Caldoro, governatore nonché Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di Rientro della spesa sanitaria, dar conto al Consiglio regionale e poi a tutti i cittadini della Campania di quanto emerso dalla riunione”, prosegue il consigliere.

“Soprattutto Caldoro dovrebbe spiegare, se il Tavolo ha confermato l’azzeramento del debito annunciato nei giorni scorsi, come mai la Campania continui ad avere il ticket e le addizionali Irpef più alti d’Italia e perché tutto sia fermo sul fronte delle procedure sullo sblocco del turnover. Ad oggi, insomma, le uniche certezze sulla sanità nella nostra regione sono il crollo dei livelli minimi di assistenza, il progressivo taglio dei Presidi di Pronto Soccorso, i turni massacranti per il personale medico, l’assenza di un piano per la rete ospedaliera e l’aumento dei ricoveri fuori regione”, conclude Marciano.


Gennaro Mancini

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NAPOLI, 5 MAGGIO 2014
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SANITA’, LUCCI: BENE AZZERAMENTO DEFICIT
ORA CALDORO PUNTI A RIDURRE TICKET E IRPEF
– “Quello raggiunto dalla Regione Campania è senza dubbio un risultato apprezzabile, ma l’obiettivo cui bisogna puntare adesso è garantire un’assistenza ai cittadini degna di questo nome. Gli ingenti tagli ai fondi del Sistema sanitario regionale praticati nel corso degli anni hanno, infatti, reso i livelli essenziali di assistenza assolutamente inadeguati rispetto alle esigenze dei campani”. Così Lina Lucci, segretario generale Cisl Campania, commenta i dati sul bilancio della Sanità regionale, per la prima volta in attivo con un avanzo di 6,1 milioni di euro nel 2013, “anche grazie all’azione del sindacato della responsabilità”.
“A fronte di un notevole risparmio di risorse, il piano di rientro ha avuto come effetto collaterale chiusure di reparti, tagli di posti letto e lunghe liste di attesa che hanno reso sempre più difficile mantenere i livelli essenziali di assistenza – spiega Lina Lucci – Va bene proseguire sulla strada del rigore, purchè punti a ridurre le diseconomie. Ma ora – aggiunge il segretario generale della Cisl – è altrettanto necessario reindirizzare parte degli avanzi di gestione al miglioramento dei Lea, evitando che i pazienti siano costretti a rivolgersi a strutture private, e al potenziamento della rete sanitaria territoriale. Quest’ultima – aggiunge Lucci – deve essere messa nelle condizioni di fornire servizi adeguati anche al fine di assicurare agli ospedali un filtro per garantire le vere emergenze. Un obiettivo, questo, che chiama in causa la responsabilità dei direttori generali, i quali devono uscire da una gestione monocratica di Asl e Ospedali e verificare insieme alle forze sociali le scelte più opportune per garantire il decollo di un sistema integrato funzionale tra la rete ospedaliera e la medicina territoriale”.
“Azzerato il deficit – conclude Lucci -, bisogna adesso guardare ai ceti meno abbienti e rimettere mano alle aliquote regionali Irpef, sulle quali la Campania ha vantato per anni un triste primato proprio a causa del disavanzo sanitario, e alla riduzione del ticket a favore delle fasce più deboli della popolazione, a partire dai pensionati”. ***
US CISL CAMPANIA [stampa@cislcampania.it]

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NAPOLI, 2 APRILE 2014
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SANITA’, LUCCI (CISL): STOP APPROVAZIONE ATTI AZIENDALI
SISTEMA NON ORGANICO, COSì A RISCHIO L’ASSISTENZA
– La Cisl Campania, assieme alle categorie della Funzione Pubblica, dei Medici e dell’Università, esprime preoccupazione in merito a quanto sta avvenendo in questi giorni circa la riorganizzazione del Sistema sanitario campano, in particolare per l’approvazione degli atti aziendali. Sotto accusa ci sono i metodi e i tempi di valutazione degli stessi atti da parte della Commissione regionale nominata da Caldoro.
La Cisl ritiene la valutazione e l’eventuale approvazione di questi documenti limitata alle sole sei Aziende ospedaliere di rilievo nazionale (Cardarelli, Azienda dei Colli, Santobono, Moscati di Avellino, Rummo di Benevento, San Sebastiano di Caserta), separata dalla contestuale valutazione e approvazione degli Atti delle Asl territoriali, delle Università di Napoli e Salerno e dell’Irccs “Fondazione Pascale”, rischi di disegnare un sistema non organico, non coerente con gli obiettivi di efficientamento della spesa e incapace di garantire l’appropriatezza dell’assistenza.
Obiettivi raggiungibili solo attraverso una visione organica dell’intero sistema sanitario regionale, che passa attraverso riorganizzazione e sinergia delle strutture di emergenza–urgenza, medicina territoriale, distrettuale e delle aziende ospedaliere di rilievo nazionale.
Inoltre, la Cisl Campania, consapevole degli impegni assunti dalla Regione con la sottoscrizione del piano di rientro e considerando che la fase commissariale più strettamente legata agli aspetti finanziari ha di fatto raggiunto tali obiettivi, auspica che la valutazione degli atti aziendali prenda in considerazione finalmente gli aspetti qualitativi assistenziali del disegno delle Direzioni generali e non si limiti solo alla verifica della congruità dei parametri numerici, come fatto finora.
“Chiediamo a Caldoro l’immediata sospensione delle procedure di approvazione degli atti delle sole Aziende di rilievo nazionale perché la qualità dell’assistenza non sia ulteriormente mortificata” –dichiara Lina Lucci, Segretario generale Cisl Campania.
“Nel contempo, invitiamo la struttura commissariale ad avviare – prima di procedere a una valutazione contestuale e a un’approvazione complessiva delle proposte di tutte le aziende interessate – appositi incontri di verifica con le Organizzazioni sindacali sui contenuti e sulle modifiche agli atti che sono state richieste dall’apposita commissione regionale. Non si può chiamare il sindacato della responsabilità solo quando è utile la partecipazione – conclude Lucci – è un valore sempre soprattutto quando è in discussione la salute dei cittadini”. ***
US CISL CAMPANIA [stampa@cislcampania.it]


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