CAMPANIA, RIFIUTI STORY: gli aggiornamenti di ottobre 2010
L’INTERVENTO DELL’ARPAC
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ANALISI SU POZZI CAVA SARI, ASSESSORE ROMANO: “ARPAC PRONTA ANCHE DOMANI MATTINA”
“L’Arpac è pronta ad effettuare i campionamenti e le successive analisi sulle acque dei tre pozzi spia di cava Sari già da domani mattina se anche le amministrazioni locali sono pronte”. Lo ha detto l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Boscoreale. “La data di martedì 2 novembre, fissata questa mattina durante la riunione che io stesso ho convocato presso la Prefettura, era stata concordata con Arpac, Ispra, Istituto Superiore Sanità e Dipartimento nazionale di Protezione civile da tutti i tecnici delegati dai sindaci delle amministrazioni coinvolte. Le analisi riguardano – ha precisato l’assessore Romano – tutti i parametri necessari a verificare un eventuale inquinamento delle falde. Peraltro, oltre ai normali test effettuati ordinariamente, Arpac si è impegnata ad eseguire anche le analisi su tutti gli altri parametri richiesti dai Comuni”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 28 OTTOBRE 2010
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SINDACATI IN CAMPO
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Napoli, 28 ottobre. RIFIUTI. CGIL CISL E UIL: SERVE SOLUZIONE DEFINITIVA E CONDIVISA
Lettera a Caldoro per un incontro urgente e un tavolo permanente. Al lavoro anche per una piattaforma nazionale. A margine della visita del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ad Acerra, Cgil, Cisl e Uil Campania stigmatizzano la necessità di mettere a punto una soluzione definitiva alla questione dei rifiuti al fine di evitare che nuove emergenze possano prendere forma sul territorio regionale.
A questo proposito i segretari regionali Michele Gravano (Cgil), Lina Lucci (Cisl) e Anna Rea (Uil) hanno indirizzato al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro una lettera con una richiesta di incontrarsi, insieme alle rispettive categorie, al fine di affrontare congiuntamente le problematiche ancora aperte. Una precedente missiva indirizzata all’Assessore Regionale Romano è rimasta lettera morta.
Il Sindacato confederale fa squadra, unisce le forze e gli intenti per combattere una battaglia importante, che non può più attendere, a fronte di un problema enorme per il territorio determinato da responsabilità che investono tutti i livelli istituzionali: dal Comune di Napoli alla Provincia, dalla Regione Campania al Governo.
Cgil, Cisl e Uil Campania ritengono indispensabile l’avvio di un tavolo interistituzionale permanente regionale sull’emergenza rifiuti anche per verificare mese dopo mese, in tempi prestabiliti, tutte le fasi per un ritorno alla normalità e per la realizzazione del ciclo integrale di smaltimento dei rifiuti, la messa in moto degli impianti di riciclaggio e la bonifica dei territori inquinati.
Contemporaneamente il Sindacato Confederale è impegnato nell’organizzazione di una piattaforma nazionale integrata con le istituzioni, gli industriali e le confederazioni nazionali per coinvolgere anch’essi in una responsabilità che deve essere di tutti e per accompagnare la Campania sulla strada della normalità. Cgil, Cisl e Uil faranno la loro parte per governare la fase delicata dell’emergenza.***
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PRECISAZIONI SULLE DISCARICHE
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RIFIUTI, ASSESSORE ROMANO: “VALLE DELLA MASSERIA È STATA ESCLUSA SIA DAL PIANO PROVINCIALE CHE DA QUELLO REGIONALE. A MACCHIA SOPRANA SOLO I RIFIUTI DELLA PROVINCIA DI SALERNO”.
“Valle della Masseria non si farà: è stata esclusa dal Piano provinciale dei rifiuti e non è nel Piano regionale dei rifiuti che sarà approvato entro il 31 dicembre”.
Lo ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano. “Ho inviato, a firma del governo regionale – ha detto l’assessore Romano – una lettera al sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, al presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli e al presidente della società provinciale EcoAmbiente, Roberto Celano, in cui si precisa, su loro richiesta, che l’attivazione della discarica di Valle della Masseria è da considerarsi non più realizzabile giacché la stessa non è contemplata nei Piani approvati dalla Provincia di Salerno di cui alla Legge 123/08.
“Per quanto riguarda invece la discarica di Macchia Soprana – ha spiegato l’assessore all’Ambiente della Regione Campania – l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 31 dicembre scorso prevedeva il completamento della stessa, con il conferimento complessivo di 100mila metri cubi di rifiuti, necessari ad avviarla a chiusura definitiva. I rifiuti che saranno inviati in discarica – ha assicurato l’assessore Romano – saranno esclusivamente quelli della Provincia di Salerno, nulla avranno a che vedere con quelli destinati ad altre province e non provocheranno alcun disagio ai residenti nella zona interessata. Come per le altre discariche regionali è previsto un Comitato di controllo formato dai Comuni e da rappresentanti di cittadini.
“La decisione di sversare i rifiuti di Salerno a Macchia Soprana deriva dalla provincializzazione dei rifiuti, il ché è anche una garanzia: così come i rifiuti di Salerno non potranno andare in altre province e/o al termovalorizzatore di Acerra, così i rifiuti di altre province non potranno giungere alla provincia di Salerno. Il ridotto conferimento dei rifiuti in discarica, rispetto ai quantitativi previsti, garantirà anche una gestione ottimale dell’impianto.
“Al Comune di Serre, così come ad altri Comuni in cui sono site discariche, sono state già attribuite risorse economiche ed è previsto un piano per ulteriori compensazioni”, conclude Romano.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 27 OTTOBRE 2010
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RESPONSABILITA’ E DIALOGO
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Napoli, 25 ottobre 2010.RIFIUTI. LUCCI (CISL CAMPANIA): SOLO CON RESPONSABILITA’ E DIALOGO SI SUPERA
STORICA INDECENZA ISTITUZIONALE
SU MORTE DEL LAVORATORE CISL: SOLIDARIETA’ POLITICA NON BASTA, FARE CHIAREZZA. SINDACATI SIANO CONVOCATI SU EMERGENZA RIFIUTI
Napoli, 25 ottobre 2010. «La situazione rifiuti a Napoli e in Campania – ha dichiarato Lina Lucci – Segretario Generale Cisl Campania – ha travalicato da tempo la decenza istituzionale, l’unica via per superarla è il dialogo e la responsabilità, non certo il
“manganello” minacciato in queste ore dal Ministro degli Interni, Roberto Maroni.
E al tavolo devono sedere le forze sociali, come la Cisl, perché si tratta di problemi che riguardano lavoratori, donne, e uomini che noi rappresentiamo in quanto sindacato.
Siamo stanchi di dover assistere a un dramma che porta con sé, da ultimo, anche l’ennesima morte bianca – su cui occorre fare chiarezza – di un lavoratore, Silvano Di Bonito, sindacalista della Cisl e tecnico dell’Asia, travolto da una pala meccanica all’interno di un capannone. La solidarietà della politica non basta, servono azioni concrete e che superino definitivamente un’emergenza infinita.
I violenti vanno isolati e le forze dell’ordine devono essere tutelate, contemporaneamente vanno tenute in conto le esigenze manifestate dalle popolazioni locali, su cui anche i vertici della Chiesa non hanno potuto far altro che esprimere solidarietà. Occorre evitare che da una parte ci sia chi cavalca la protesta in maniera irresponsabile e dall’altra che le istituzioni continuino a rimanere sorde rispetto alla necessità di un dialogo vero. Anche perché sono loro, a tutti i livelli, ad aver determinato una nuova emergenza.
In una situazione già assai complicata sul piano dell’occupazione, infatti, si ripresenta un problema che si è fatto passare colpevolmente per risolto e le responsabilità vanno ascritte principalmente alle istituzioni locali. Il Comune di Napoli si è preoccupato solo di rinnovare il Consiglio di Amministrazione dell’Asìa, aspettando che la situazione tornasse di emergenza per esprimersi, mentre la raccolta differenziata stenta a decollare e la Tarsu è aumentata in un anno fino al 160% e rimane evasa per il 40%. La Provincia di Napoli ha avuto mesi di lavoro per avviare attività ferme al palo, l’Assessore regionale all’Ambiente alle continue richieste delle parti sociali a incontrarci per affrontare la questione ha risposto che è troppo impegnato, come se si potesse prescindere dal confronto per trovare soluzioni.
Il Ministro Tremonti, dal canto suo, ha atteso che la situazione tornasse esplosiva per dare corso alle compensazioni a favore dei Comuni di un anno fa.
In tutto questo l’Unione Europa ci bacchetta nuovamente e dice che se si dovesse procedere all’apertura di una discarica in un parco nazionale possiamo scordarci di vedere sbloccare i 145 milioni di euro di fondi europei attualmente congelati.
In questa situazione, a fronte delle decisioni prese dal Governo, risulta ancora complicato tenere a bada le tensioni sociali, impegno a cui la Cisl prova a tenere fede nonostante le palesi difficoltà, ma le Istituzioni – ha concluso Lucci – diano un segnale netto di dialogo e di misure tese a risolvere definitivamente una questione che ha un peso abnorme sulla qualità della vita, sullo spreco di risorse pubbliche, oltre che più in generale sull’economia e sull’occupazione. Basti pensare al turismo, con i tour operator che ormai tengono non solo Napoli ma tutta la Campania sempre più ai margini delle loro offerte in Italia e all’estero».***
da: CISL CAMPANIA Ufficio Stampa [stampa@cislcampania.it]
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SEQUESTRATA DISCARICA ABUSIVA
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sabato 23 ottobre 2010 – 10:25
Palomonte (SA) – Sequestrata una discarica abusiva
Una discarica abusiva di oltre mille metri quadrati è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel territorio di Palomonte in provincia di Salerno. I finanzieri hanno sequestrato anche due fabbricati realizzati senza autorizzazione nell’area della discarica. Una donna è stata denunciata.
Autore: Redazione di Radio Alfa
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SE NE PARLA E DISCUTE A ROMA
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sabato 23 ottobre 2010 – 10:24
ROMA – Ieri la riunione sulla situazione rifiuti in Campania.
Il sottosegretario di Stato Guido Bertolaso tornerà a Napoli per riportare in dieci giorni alla normalità la situazione di caos dovuta alla nuova crisi rifiuti.
Al Comune di Terzigno, scenario degli scontri dei manifestanti anti-discarica, vanno 14 milioni di euro per il ‘disturbo’ creato dall’impianto, che sarà gestito dalla Protezione civile. Più a lungo termine, con l’avvio dei due termovalorizzatori a Napoli e Salerno ci sarà la soluzione definitiva. Questo è quanto è stato deciso nel vertice di ieri a Palazzo Chigi convocato dal premier Berlusconi.
“Era necessario e urgente – ha commentato il capo dello Stato Giorgio Napolitano – che il Governo si assumesse le sue responsabilità: e oggi l’ha fatto al più alto livello”.
Autore: Redazione di Radio Alfa
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L’UE E’ PREOCCUPATA
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sabato 23 ottobre 2010 – 10:15
CAMPANIA – Rifiuti. Da Bruxelles preoccupazioni per la situazione di caos
Preoccupazioni da Bruxelles per le immagini e le notizie che arrivano da Terzigno nel napoletano dove da giorni si protesta duramente contro l’apertura di una nuova discarica. E’ una situazione seria dice con linguaggio diplomatico un portavoce a nome del Commissario europeo per l’ambiente, lo sloveno Janez Potocnik. Dal Parlamento fa invece la voce grossa la laburista olandese, Judith Merkies: “In Campania si possono scordare che siano sbloccati i fondi europei attualmente congelati dalla Commissione europea”. La parlamentare parla dei circa 145 milioni e mezzo di euro di contributi erogati dal Fondo europeo per lo Sviluppo regionale che avrebbero dovuto finanziare piani per lo smaltimento rifiuti della Campania e che la Commissione europea ha congelato da tre anni e mezzo in virtù della procedura d’infrazione aperta il 26 aprile 2007.
Autore: Redazione di Radio Alfa
Tel. 0975.587.003 –
Email: redazione@radioalfa.fm
Approfondimenti su www.radioalfa.fm
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UN COORDINAMENTO
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RIFIUTI, AD ASSESSORATO AMBIENTE E PREFETTURA DI NAPOLI IL COORDINAMENTO CON PROTEZIONE CIVILE
Sarà l´Assessorato all’ Ambiente della Regione Campania ad assumere il coordinamento della gestione dei rifiuti in Campania.
Le attività di raccordo politico-istituzionale saranno invece in capo alla Prefettura di Napoli. E’ questo il quadro dopo il vertice di Roma sulla crisi.
La logistica i flussi e tutte le dinamiche operative avranno il loro quartier generale presso la struttura regionale dove, già questa sera, si è svolta la prima riunione strategica, coordinata dal Presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro e alla quale hanno preso parte, oltre all´assessore all´Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, anche il generale Morelli, responsabile della struttura di governo per l´emergenza rifiuti in Campania, il generale Monaco, capo dell’Unità operativa, Nicola dell´Acqua, direttore generale della Protezione civile, i vertici della Sap.Na, l’amministratore delegato Asia, daniele Fortini e l´avvocato dello Stato Ettore Figliolia, in rappresentanza del Sottosegretario Bertolaso.
La struttura di Bertolaso avrà il compito di affiancare la Regione e la Prefettura, garantendo il rispetto delle procedure di legge in ordine alla gestione dell´impianto di Terzigno.-
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 22 OTTOBRE 2010
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TERMOVALORIZZATORE A SALERNO?
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Venerdì 22 ottobre 2010
ROMA – Incontro per il termovalorizzatore di Salerno.
Il sindaco di Salerno, De Luca, ha partecipato ieri pomeriggio a Roma ad una riunione con il sottosegretario di stato alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, dedicata all’ipotesi di costruire un termovalorizzatore a Salerno. Si è trattato, come si legge in una nota del Comune, di un incontro istruttorio e interlocutorio nel corso del quale il sindaco De Luca ha ribadito quanto già più volte esternato sulla questione. A realizzare l’impianto, è stato ribadito, “deve esser il Comune di Salerno che ha già dimostrato straordinaria affidabilità e capacità operativa tanto con una raccolta differenziata da primato nazionale quanto con la costruzione a tempi di record di un moderno impianto di compostaggio”. Avere il Comune di Salerno come soggetto attuatore dell’opera, sottolinea l’amministrazione, è l’unica garanzia di qualità progettuale, celerità nell’esecuzione dei lavori, severi controlli nella gestione dell’impianto, tutela dell’ambiente e positive ricadute economiche sulla comunità salernitana e campana. L’incontro si è svolto in un “clima sereno, all’insegna di uno spirito di ampia e condivisa collaborazione.
Autore: Redazione di Radioredazione@radioalfa.com
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OCCORRE UN PIANO REGIONALE
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GESTIONE RIFIUTI URBANI, VIA ALLA CONSULTAZIONE
ROMANO: “SENTIAMO TUTTI I SOGGETTI COMPETENTI IN MATERIA AMBIENTALE”
La Regione Campania dà il via alla consultazione sul Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, in fase di elaborazione.
Da oggi al 6 dicembre prossimo, tutti i soggetti competenti in materia ambientale potranno fornire contributi, informazioni, osservazioni e suggerimenti utili a calibrare correttamente i contenuti del Rapporto Ambientale del Piano.
La procedura di valutazione avviata, in attuazione del decreto legislativo 152 del 2006 e delle Direttive comunitarie di settore, si applica a tutti i piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale.
La sua finalità è quella di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente, e di contribuire allo sviluppo sostenibile.
Il processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevede una fase preliminare di consultazione dei soggetti competenti in materia (detta fase di scoping), l’elaborazione del Rapporto Ambientale e confronti pubblici, prima dell’approvazione definitiva del Piano.
“Intendiamo – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano – sentire tutti per arrivare ad un Piano condiviso dall’intera comunità campana, compresa la cittadinanza.
“Il cronoprogramma che ci siamo dati prevede tempi strettissimi. Abbiamo fissato al 6 dicembre prossimo il termine ultimo per avere contributi e suggerimenti. Subito dopo procederemo a completare il percorso. Rispettiamo gli impegni che il presidente Caldoro e la Giunta hanno assunto per dotarci quanto prima di uno strumento importante e decisivo per la gestione dei rifiuti urbani”, conclude Romano.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 22 OTTOBRE 2010
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22 ottobre 2010. Complimenti Gianpaolo per la prontezza con cui intervieni e grazie anche per le riflessioni e gli spunti.
Un abbraccio Maurizio Fraissinet
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22 ottobre 2010. La nota l’ho inserita nel portale www.argacampania.it rubrica “Campania che fa”.
Caro Maurizio, so che non basta ma i soci delle arga italiane sono tutti giornalisti e l’ho fatta girare, sperando non solo in una solidale partecipazione ma anche a qualche iniziativa che veda protagoniste le istituzioni per interventi coerenti con le attese dei cittadini campani.
Il problema, infatti, non dobbiamo circoscriverlo solo alle popolazioni del parco del Vesuvio ma, in una prospettiva non lontana, a tutto il territorio regionale per giungere ad un concreto e fattibile piano da realizzare nelle zone periferiche, quelle desertiche e quindi non abitate (e ce ne sono), ma già collegate alle strade di grande viabilità.
Sperando però, che gli ambientalisti non vengano a parlarci di paesaggi rovinati, (le falde acquifere sono fuori discussione), perché con la situazione che ci troviamo ormai bisogna salvare prima il salvabile, cioè l’uomo, e poi tutto il resto avendo tante belle menti istituzionali e non, che sanno il fatto meglio di noi.
Basta poco ma il guaio è che si parla solo. Quando si comincerà a fare sul serio?
Il dibattito è aperto anche su questo portale, un caro saluto a tutti, Gianpaolo Necco
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Ottimo Paola, ci voleva. Ti suggerirei di inviarla anche alla redazione del quotidiano Terra
Ciao Maurizio Fraissinet, vicepresidente Asoim
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22 ottobre 2010. Si invia comunicato stampa e documento redatto dai dipendenti del parco nazionale del vesuvio nella speranza di avere supporto e solidarietà
grazie per l’attenzione Paola Conti PnV.
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Riceviamo e pubblichamo volentieri l’ennesima protesta relativa ai rifiuti e ai luoghi di destinazione degli stessi.
Sono anni che questa storia va avanti senza una soluzione che dia certezze a chi ha la sventura di vivere accanto alle discariche ma ora anche a chi quotidianamente vede crescere i cumuli di immondizia ad ogni angolo di strada.
Eppure, anche in Campania, vi sono luoghi desertici atti a ricevere i rifiuti, con tanto di strade per arrivarci,e soprattutto lontani dai centri abitati.
Vogliamo sperare che siano (stati?) visionati e presi in debita considerazione, per evitare che questa lunga storia, da drammatica quale già è si trasformi in apocalisse.
Con espressioni similari già ne parlano i media nel resto del mondo e solo noi continuiamo a gingillarci con carte bollate e petizioni, rese inutili da una mancata programmazione dell’uso del territorio e dall’insipienza di chi è preposto alla soluzione del problema.
Col riusultato che pagano sempre i più deboli!
Magra soddisfazione per tutti…per la gente che vive quotidianamente il disagio di abitare vicino le discariche, per quelli che lavorano nei dintorni, per i bambini e gli anziani, per tutte le popolazioni nelle stesse situazioni, basta la nostra sola solidarietà?
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COMUNICATO 2
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SOS: Un grido di dolore … un urlo di rabbia
Le ultime ferite inferte al Parco Nazionale del Vesuvio, Riserva Mondiale di Biosfera, stanno creando profondo dolore, sconcerto ed impotenza, non solo tra i cittadini dell’area vesuviana, ma anche in chi quotidianamente profonde tutto il suo impegno per la conservazione, lo sviluppo e la valorizzazione di questo territorio.
Il Vesuvio, il vulcano più famoso al mondo, unico candidato per l’Italia a Settima meraviglia naturale del mondo, sta vivendo giorni assolutamente drammatici.
L’apertura di una seconda e ben più ampia discarica in area Parco, la Cava Vitiello, rappresenterebbe senza dubbio alcuno una condanna definitiva per il territorio vesuviano trasformandolo nella pattumiera più grande d’Europa.
L’Ente Parco non può esimersi dal chiedere a gran voce il contributo ed il sostegno da parte di tutta la società civile, perché si possa preservare al meglio il patrimonio ambientale del Somma-Vesuvio, certamente unico al mondo, esprimendo inoltre la più profonda solidarietà a tutti i cittadini che, nel rispetto delle regole civili, stanno difendendo il loro diritto alla salute, tentando di
preservare l’integrità del territorio vesuviano.
I dipendenti dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.
Per maggiori informazioni: www.parconazionaledelvesuvio.it
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COMUNICATO 1
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Un grido di dolore!Un urlo di rabbia!
Lo scempio che si sta facendo del Vesuvio e le ferite inferte ad un territorio che con fatica, ma con
grandissimo entusiasmo, abbiamo provato con tutte le nostre forze a tutelare e valorizzare nell’ottica di una sostenibilità sociale ed economica, oltre che paesaggistico-ambientale, creano sconcerto, profondo dolore ed impotenza!
Il Vesuvio, il “vulcano più famoso del mondo”, è dal 1995 Parco Nazionale, dal 1997 Riserva
Mondiale della Biosfera MAB UNESCO; comprende altresì due Siti di Importanza Comunitaria e
una Zona di Protezione Speciale ai sensi delle Direttive Comunitarie nonché un’area wilderness e
una Riserva Forestale Statale.
Questo è il Vulcano delle prelibate albicocche, dei pomodorini del piennolo, del famoso Lacrima
Chrysti e dei tantissimi prodotti di una agricoltura e di un artigianato di qualità, conosciuti ed
apprezzati a livello internazionale. Qui si intrecciano una cultura millenaria, un’economia
tradizionale ed una natura spettacolare ed è proprio per difendere questo patrimonio unico al mondo che è nato il Parco Nazionale del Vesuvio.
Sul territorio vesuviano a partire dal 1960 sono arrivati rifiuti da tutta l’Italia raccolti in discariche di
prima categoria, oggetto di indagini della Magistratura per traffico illecito di rifiuti speciali: la
Fungaia Monte Somma di Somma Vesuviana, la Amendola-Formisano di Ercolano e la SARI di Terzigno che sono state chiuse agli inizi degli anni ‘90 grazie all’istituzione dell’area protetta.
Da quel momento siamo stati impegnati a scongiurare la possibilità di aprire nuovi sversatoi di rifiuti in questo territorio.
Il nostro lavoro parte da lontano perché tutti i momenti di estrema difficoltà per la gestione del ciclo
dei rifiuti in Campania hanno interessato l’area protetta.
Nel 1999 vi è stato l’adeguamento a
discarica di prima categoria dell’invaso esistente proprio all’interno della area SARI di Terzigno;
nel 2001 l’individuazione di 8 siti di stoccaggio provvisorio di R.S.U. di cui ancora oggi 4 sono colmi di rifiuti nei comuni di Terzigno, Trecase, Boscoreale ed Ercolano;
nel 2003 sono state depositate
balle di CDR che di “eco”, come abbiamo accertato aprendole, non avevano nulla e che ancora oggi occupano la Cava Ammendola Formisano di Ercolano e la SARI (di nuovo!!!) di Terzigno per
un totale di circa 1000 unità;
nel 2004 sono stati riaperti i siti di stoccaggio provvisorio del 2001 nei
Comuni di Trecase e di Boscoreale.
Nel 2007 un Decreto del governo Prodi aveva già identificato un sito di accoglienza di RSU a Cava Vitiello, ma in seguito ad un’audizione presso la
Commissione Ambiente del Senato e grazie agli atti di solidarietà pervenuti all’Ente Parco, il
Decreto fu modificato per precisare che l’uso finale del sito sarebbe stato consentito per il solo recapito della frazione organica stabilizzata ed esclusivamente a fini di ricomposizione morfologica dello stesso. In ogni occasione sopra citata l’Ente Parco è stato parte attiva con propri atti e proprie iniziative respingendo o mitigando la realtà emergenziale che da tempo immemore vive la Campania. Arriviamo così al 2008 ed alla emanazione del Decreto di identificazione dei siti di Cava
Sari e Cava Vitiello conosciuto come Decreto deroga proprio perché ha derogato le competenze di tutti gli enti preposti al rilascio di pareri ed autorizzazioni in materia paesaggistica, ambientale e sanitaria.
In tutte le Conferenze di Servizi convocate sia per l’apertura dei siti da destinare a discarica che
per la realizzazione di una viabilità di accesso ex novo nel territorio del Parco, il parere contrario
dell’Ente Parco è sempre stato netto per motivazioni di carattere tecnico-ambientale e normativo.
Abbiamo tra l’altro promosso ricorso contro le discariche, nelle opportune sedi di competenza; abbiamo radiografato ogni rigo dei progetti, dei decreti, delle deroghe, delle valutazioni ambientali, li abbiamo smantellati, tecnicamente e giuridicamente.
E siamo stati premiati da sentenze sempre favorevoli proprio perché inoppugnabili erano le motivazioni addotte.
La stessa Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo, nell’ispezione effettuata nell’estate 2010, non ha potuto che confermare quanto già espresso chiaramente nei pareri dell’Ente Parco.
La nostra attività di “smantellamento” tecnico e giuridico era ed è tuttora in corso e non si interromperà nonostante il duro colpo inferto inaspettatamente nella notte del 20 ottobre.
Continueremo ad impegnarci fino allo stremo in questo lavoro di
“demolizione”, oscuro per molti,
da topi di ufficio, fatto di “studio delle carte”, di verifiche tecniche, di verifiche amministrative e
normative. Questo è l’unico modo che conosciamo per rendere un servizio utile a questo territorio, è l’unico modo in cui un’Amministrazione dello Stato può agire.
Noi non ci arrenderemo. Le nostre aspettative ed il nostro impegno verso questo territorio non intendono essere mortificate da nessun Decreto-deroga. Lavoriamo in un Parco Nazionale e
pensiamo da Parco Nazionale.
Quattro anni fa siamo stati premiati come il Parco più efficiente d’Italia; un anno fa è arrivata la candidatura del Vesuvio a nuova settima meraviglia naturalistica del mondo, unico candidato
dell’Italia!!
L’istituzione del Parco nazionale del Vesuvio, chiesta fortemente dalle comunità locali, grazie alle
iniziative di sensibilizzazione e valorizzazione messe in campo, ha di fatto provocato una profonda
trasformazione culturale ed una nuova consapevolezza del diritto al territorio che si legge nelle
parole dei Comitati dei cittadini a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per quanto sta accadendo.
I cittadini stanno crescendo nell’ottica della sostenibilità ambientale, accompagnandoci in questo
percorso che ci ha condotto ad una riduzione dell’abusivismo edilizio, alla chiusura delle grandi cave vesuviane, alla drastica riduzione degli incendi boschivi.
Nello scorso periodo di programmazione,l’Ente ha saputo attivare e coordinare progetti ed
iniziative a favore dei Comuni del Parco e delle popolazioni locali realizzando interventi
infrastrutturali per la riqualificazione dei centri storici e per il recupero di aree degradate, oltre che progetti di ricerca e sviluppo e supporto al piccolo tessuto imprenditoriale impegnato in attività
compatibili con l’esistenza di un’area protetta.
Questo significa “fare il Parco”. Non un “museo della natura”, ma un luogo nel quale migliorare in modo oggettivo la qualità della vita dei cittadini.
Inutile negare che il lavoro da fare è ancora lungo: siamo in un contesto difficile, fatto di piccoli e grandi abusi che continuano a mortificare il territorio. Ma proprio per questo l’apertura delle “discariche di Stato”, lo stesso Stato che aveva scommesso sul Vesuvio come grande risorsa, di fatto vanifica anche il profondo cambiamento culturale che l’Ente Parco ha costruito in questi anni sminuendo e rendendo incomprensibile il nostro ruolo.
Come possiamo riuscire a far comprendere ad un cittadino che deve mantenere in modo corretto il
proprio fondo agricolo se a pochi metri si permette di aprire la più grande discarica d’Europa?
E se un cittadino ci chiede cosa fare dei suoi vigneti, cosa possiamo rispondere? Come possiamo
promuovere in campo nazionale ed europeo i prodotti vesuviani, se poi lo Stato permette anzi promuove, una tale devastazione ambientale? Come possiamo promuovere l’ecoturismo? Come si
possono dire dei no per mantenere gli equilibri ecologici del territorio quando con un vergognoso Decreto si è scritto un sì tanto grande da sovrastare le voci legittimamente sdegnate di molte delle Istituzioni competenti?
L’Ente Parco Nazionale è poi da tempo sul territorio vesuviano il Presidio di legalità per la sostenibilità. Il suo compito è anche quello di trasformare un’area protetta in un’area di alto valore civile, cui il Ministero dell’Ambiente ha fornito un contributo sostanziale, anche economico, con il
quale, solo per citare l’esempio più noto, è stato possibile il recupero del Palazzo Mediceo da tutti un tempo conosciuto come il “Castello di Cutolo”.
Per vincere la battaglia della legalità, che passa necessariamente attraverso la salvaguardia dei valori ambientali, bisogna continuare ad accompagnare questo faticoso processo di visibilità e presenza delle istituzioni pubbliche nell’area vesuviana.
Indebolire l’Ente di gestione dell’area protetta da un lato tagliando drasticamente il contributo ordinario con l’effetto di ridurre al silenzio e vanificare l’azione di questa Amministrazione, e dall’altro compromettendo di fatto il valore ambientale del territorio per le generazioni future attraverso l’apertura di due discariche, non ci sembra la strada giusta.
Non ultima la costatazione che tutta l’area di Terzigno – Boscoreale è inserita nel Sito di Interesse
Nazionale “Aree del Litorale Vesuviano”, che comprende al suo interno tutte le aree di cava, ex
discariche e siti di stoccaggio provvisorio rientranti nel perimetro del Parco, che sono state inserite
nel programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati e per le cui attività nel
S.I.N. sono stati stanziati 6.700.000,00 euro dal Ministero dell’Ambiente!
Ma il nostro presunto “silenzio” farà tanto “rumore” e soprattutto non significherà mai resa.
Raccogliamo questa ennesima sfida perché il Somma-Vesuvio viva e non sopravviva.
Siamo al fianco delle istituzioni locali e dei cittadini, da sempre.
I dipendenti dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio 22 ottobre 2010
C.S.ricevuti da: Paola Conti [pconti@epnv.it]
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COMUNICATO STAMPA ASSESSORE GIOVANNI ROMANO: “INCENTIVI ALLE IMPRESE CHE RICADONO NEI TERRITORI DOVE SONO UBICATI GLI IMPIANTI”
“D’intesa con il presidente della Giunta Regionale della Campania, Stefano Caldoro e con l’assessore alle Attività Produttive, Sergio Vetrella, stiamo già valutando tutte le opportunità offerte dalle normative nazionali, regionali ed europee – ha riferito l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano – per individuare misure di incentivazione economico-finanziaria alle attività produttive e turistico-ricettive che ricadono nelle aree dove sono ubicati impianti di trattamento rifiuti di tutta la Campania. Non si tratta – ha aggiunto l’assessore Romano – di provvedimenti compensativi, ma di un sostegno agli imprenditori che potrebbero risultare penalizzati dalle attività connesse agli impianti, ossia di un segno di attenzione verso le imprese”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 20 OTTOBRE 2010
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RIFIUTI: PDL CAMPANO, RISPETTO LEGGE E SI A CAVA VITIELLO
“L’unica strada è il rispetto della legge e questa prevede la realizzazione della nuova discarica di Cava Vitiello, una discarica controllata e sicura in grado di garantire la massima tranquillità alle popolazioni residenti migliorando radicalmente la situazione attuale”. E’ questo il documento approvato durante il vertice che si è svolto a Roma. Lo ha reso noto l’onorevole l’onorevole Nicola Formichella a nome dei parlamentari della Campania.
“Questa è la conclusione – si legge nel documento – dell’incontro tra i parlamentari campani, il Governatore Caldoro e i presidenti delle provincie Cesaro, Cirielli e Sibilia. L’ordinanza del presidente della Regione cesserà gli effetti il prossimo 26 ottobre”.
“La delegazione parlamentare ha appreso – si legge nel documento approvato – con soddisfazione che nei prossimi giorni partiranno le procedure di appalto per i termovalorizzatori di Napoli Est e Salerno e dell’avanzata costruzione degli impianti di biostabilizzazione e compostaggio dei rifiuti bloccati da anni”.
“Tutto ciò consentirà alla Campania – concludono i parlamentari – di poter contare finalmente su un sistema a regime fermo restando la necessità inderogabile da parte dei comuni, a cominciare dal capoluogo di Napoli, di rispettare le previste percentuali di raccolta differenziata”.
“Il Governo, da parte sua, dovrà mantenere gli impegni assunti – conclude la nota – in merito alla compensazioni finanziarie in favore delle amministrazioni che ospitano impianti sul proprio territorio, così come si dovranno garantire le condizioni di sicurezza e di ordine pubblico”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 20 OTTOBRE 2010
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PRECISAZIONI
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RIFIUTI, REGIONE CAMPANIA: PROVVEDIMENTO PER NAPOLI E PROVINCIA
L’Ufficio Flussi dell’Assessorato Ambiente della Regione Campania rende noto che il prospetto diffuso dal Comune di Napoli rispetto al riparto del conferimento dei rifiuti è relativo esclusivamente alla giornata odierna.
L’ordinanza del presidente Caldoro interessa Napoli e la provincia per il conferimento di circa 1000 tonnellate da conferire extra provincia.
Era già previsto da domani un ampliamento delle tonnellate per il Comune di Napoli che avrà la possibilità di conferire ulteriori 150 tonnellate agli Stir di Tufino e Giugliano, al fine di rimuovere i rifiuti in strada e negli autocompattatori.
Il meccanismo, connesso all’ordinanza firmata dal Presidente della Giunta, consentirà di ritornare a regime entro la data fissata nello stesso provvedimento.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 19 OTTOBRE 2010
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LA REPLICA
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RIFIUTI: CALDORO, BISOGNA DECIDERE PER EVITARE ERRORI ULTIMI ANNI
“La Regione si è assunta la responsabilità di decidere”. Il presidente Stefano Caldoro commenta la firma all’ordinanza d’urgenza adottata per fare fronte alla crisi dei rifiuti.
“Bisogna decidere ed intervenire tempestivamente quando la situazione lo richiede. In questi anni troppo spesso si sono rinviate scelte importanti ed oggi i cittadini campani sono costretti a subire fasi di emergenza perché non si sono assunti provvedimenti strutturali quando si doveva”.
“Abbiamo chiesto la solidarietà, per un periodo di tempo limitatissimo, ad altre province intervenendo in aree dove già esistono e funzionano discariche. Chiediamo – precisa Caldoro – alle Istituzioni ed ai cittadini il massimo senso civico, è necessario l’impegno di tutti per superare anche legittime preoccupazioni territoriali”.
“Siamo al lavoro per realizzare, d’intesa con il Governo e gli enti locali, rimedi strutturali come la realizzazione degli impianti e tutte quelle misure necessarie per superare definitivamente l’ emergenza. Deve essere chiaro – conclude Caldoro – che in pochi mesi non si possono superare quindici anni di errori e ritardi”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 19 OTTOBRE 2010
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LE PROTESTE
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LA MOTTA (EPT): “NO A CONFERIMENTO STRAORDINARIO RIFIUTI A S.ARCANGELO TRIMONTE CALDORO TUTELI IL SANNIO”
In riferimento al conferimento straordinario di rifiuti indifferenziati provenienti dal napoletano presso la discarica di S.Arcangelo Trimonte – Benevento, il dott Giovanni La Motta – Amm.re E.P.T. di Benevento, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Mi lascia perplesso la decisione del Governatore della Campania Stefano Caldoro di adottare un provvedimento urgente per fronteggiare la nuova emergenza rifiuti che penalizza ingiustificatamente Benevento ed il Sannio.
Prima di tutto ciò, avremmo gradito una sua visita ufficiale a Sant’Arcangelo Trimonte per valutare personalmente la situazione. A questo punto è necessario che tutti si oppongano ad una scellerata ed assurda decisione della Regione Campania che ancora una volta danneggia il Sannio, la cui morfologia va preservata dal punto di vista naturalistico e paesaggistico e non aggredita e contaminata.
da: alfredosalzano@tin.it
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RIFIUTI: CALDORO ESERCITA I POTERI SOSTITUTIVI DELLA REGIONE
Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, vista la legislazione vigente e sentite le amministrazioni provinciali della Regione, è intervenuto con una ordinanza d’urgenza al fine di creare le condizioni necessarie per arginare e superare l’attuale stato di crisi per quanto attiene il ciclo di raccolta dei rifiuti a Napoli ed in provincia.
Vista anche la richiesta del Prefetto di Napoli di consentire ai comuni della Provincia di Napoli, che utilizzano la discarica di Terzigno, di conferire i rifiuti in discariche site in altre province, il presidente ha disposto con proprio atto che i Comuni ed i gestori degli impianti STIR della provincia di Napoli, che attualmente conferiscono i propri rifiuti alla discarica di Terzigno, conferiranno gli stessi presso le discariche di Savignano Irpino (AV), San Tammaro (CE) e Sant’Arcangelo Trimonte (BN).
I conferimenti si intendono per quantità ben precisate e fino al ripristino delle condizioni di regolare funzionamento degli impianti siti nella provincia di Napoli, previsto per il giorno 26 ottobre.
Si è preso atto, in questo momento, che a causa delle manifestazioni attuate dai cittadini nelle aree contigue alla discarica di Terzigno, nonostante i servizi di accompagnamento degli autocompattatori da parte delle forze dell’ordine, non è possibile assicurare il conferimento di gran parte dei rifiuti nella predetta discarica.
Tale situazione, come comunicato da numerosi comuni, comporta l’impossibilità di garantire il regolare servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che, in conseguenza, si stanno accumulando nei centri abitati, ivi compreso il capoluogo.
La scelta di intervenire si è resa necessaria per la situazione eccezionale determinatasi e per scongiurare, a causa del protrarsi e l’ulteriore accumularsi dei rifiuti medesimi nei centri urbani, pericoli gravi per l’igiene e la salute dei cittadini.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 19 OTTOBRE 2010
da: ufficiostampa.caldoro@gmail.com
e da: Ufficio Stampa [ufficio.stampa@regione.campania.it]
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