CAMPANIA RIFIUTI STORY aggiornamenti del mese di dicembre 2010
LA REGIONE DA’ I NUMERI
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28 dic. 2010, ore 18,33.
Rifiuti: La Regione Campania ha fatto la sua parte, ecco i numeri.
Sono 36mila le tonnellate di rifiuti che complessivamente (tra frazione organica proveniente dagli Stir e Rsu provenienti direttamente dai Comuni) sono state trasferite da Napoli e provincia con flussi extra provinciali.
Ecco il dettaglio:
– Il Comune di Napoli, nel periodo che va dal 13 novembre (assunzione degli impegni da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri) al 26 dicembre, ha conferito presso altre province circa 13.000 ton di RSU, con una media giornaliera di 300 ton
– I comuni della provincia di Napoli, nello stesso periodo hanno conferito presso impianti fuori provincia per circa 8.000 ton di RSU, con una media giornaliera di 200 ton.
Le discariche delle altre province campane hanno smaltito circa 15.000 ton (media 400 ton.die) di frazione umida proveniente dagli Stir della provincia di napoli (periodo 13 nov. 26 dic)
(Segue allegato: qui non riproducibile perchè non in word ordinato )
Nota: Dopo la gestione negativa degli impianti Stir di Tufino e Giugliano (che attendono il definitivo passaggio a Sap Na) e della discarica di Terzigno, ad Asia resta in mano l’importante servizio di raccolta della città di Napoli.
Si precisa che 120 tonnellate di frazione organica stabilizzata proveniente dallo Stir di Giugliano sono stati caricati oggi (28 dic.) su 4 camion e scaricheranno domani(29 dic.) a Taranto (Puglia).
Restano poi gli accordi con le altre Regioni.
da: Regione Campania Ufficio Stampa
per l’Ufficio Stampa Caldoro [mailto:ufficiostampa.caldoro@gmail.com
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ACCUSE: SCIACALLAGGIO MEDIATICO
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DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DELLA REGIONE CAMPANIA, GIOVANNI ROMANO, SUI RIFIUTI
“!Stiamo assistendo ad una vera e propria azione di sciacallaggio mediatico da parte di chi ha messo in ginocchio la regione, in 15anni di inefficienze conclamate a livello mondiale. Noi, con il Governo, stiamo facendo attività di supplenza che compete al Comune, lo facciamo per aiutare Napoli e i Comuni interessati. Ad oggi non abbiamo risposto alle polemiche ma evidenziamo solo i fatti. Ci saremmo aspettati una normale attività di collaborazione e una responsabilità operativa da parte dei professionisti del lamento che, invece, non hanno perso l’occasione per esercitarsi nel loro sport preferito: scaricare responsabilità su altri. L’aspetto più sorprendente consiste nel dover registrare che le critiche maggiori provengono dall’assessore all’ambiente del Comune di Napoli che ha lanciato l’ennesimo allarme senza dimostrare un minimo di concretezza a risolvere un problema che è tutto della città di Napoli che è priva di un sistema serio di raccolta differenziata e incapace di sfruttare i finanziamenti che, pur tra mille difficoltà, la Regione ha assicurato allo sviluppo del progetto comunale: basti pensare che il 5 maggio scorso abbiamo impegnato la somma di 8 milioni di 250mila euro per il Piano di raccolta differenziata del Comune di Napoli e che non abbiamo potuto liquidare neppure gli acconti perché il Comune non ha compiuto gli adempimenti necessari. A ciò va aggiunto, per quanto riguarda le risorse, che il 17 dicembre scorso sono stati liquidati, sempre a favore di Palazzo san Giacomo, per la realizzazione di Isole ecologiche 540mila euro a titolo di acconto. E ciò anche per smentire le menzogne diramate da Asia che non è capace di smaltire i rifiuti dove la centrale flussi indica di fare, tant’è che in tre giorni, quelli precedenti al Natale (22, 23 e 24 dicembre) sono oltre 700 le tonnellate non conferite da parte di Asia Napoli presso gli impianti. La fiera delle ovvietà ha registrato, invece, lamenti sulla lontananza delle discariche; l’impossibilità a garantire maggiori turni di lavoro per l’incapacità a pagare gli straordinari; mezzi non sufficienti; scuse di ogni tipo accompagnate da non meglio precisate accuse sempre a carico di Regione e Provincia. Siamo fortemente preoccupati per l’effetto negativo che un tipo di inefficienza del genere può causare a danno dei tanti lavoratori della società e degli impianti, il cui impegno meriterebbe ben altro rispetto da parte di chi ha la responsabilità di garantire il loro futuro lavorativo. Illudere le maestranze addebitando ad altri enti responsabilità che sono solo ed esclusivamente del Comune di Napoli e della sua società di gestione è fuorviante e pericoloso per il mantenimento dei livelli occupazionali”.
Per quanto riguarda la gestione degli impianti Stir di Tufino e Giugliano, la stessa è passata da Asia a Sapna solo formalmente, ma, dal punto di vista operativo, sono ancora in corso le procedure di subentro e, dunque, la gestione è ancora a tutti gli effetti della società comunale.
Nella giornata di oggi è stata confermata, dalla Provincia di Caserta, la disponibilità al conferimento nell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetare. Un altro atto di solidarietà istituzionale da parte del Presidente Zinzi per supportare il Comune di Napoli ed aiutarlo a superare le difficoltà.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 27 DICEMBRE 2010
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TIR IN PUGLIA
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Rifiuti, Assessore Romano:
“Tir hanno scaricato in Puglia senza problemi”
“I tre tir contenenti 80 tonnellate di frazione organica proveniente dallo Stir di Giugliano hanno regolarmente scaricato nella discarica Italcave di Taranto”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano. “I camion sono arrivati perfettamente in orario e con tutte le caratteristiche tecniche previste dall’accordo. La Campania – ha detto ancora Romano – si è comportata in maniera egregia e non ha perso tempo. Il 27 – ha aggiunto l’assessore – proseguiranno i conferimenti con 180 tonnellate di organico al giorno che via via aumenteranno fino a raggiungere, con 500 tonnellate di sversamenti al dì, la quota complessiva di 45mila tonnellate prevista dall’accordo. Il risultato – ha poi commentato Romano – ha premiato gli sforzi di questi giorni che sono stati protesi a rispettare gli accordi tecnici. Abbiamo dimostrato di saper sottostare alle regole e di saper agire rispettando quelle clausole che la Puglia ci ha imposto e a tutela delle comunità. Un plauso va all’Arpac, all’Unità Operativa, alla Centrale Flussi e a quanti hanno contribuito al risultato”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 22 DICEMBRE 2010
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POLITICA FALLIMENTARE AL COMUNE
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Rifiuti, Assessore Romano: “Crisi rifiuti dimostra fallimento del Comune di Napoli”. “L’Assessore Giacomelli faccia il suo mestiere correttamente”. Così l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, replica alle affermazioni dell’Assessore all’Igiene di Palazzo San Giacomo. “La crisi dei rifiuti che stiamo vivendo dimostra – dice Romano – il fallimento totale del Comune nell’organizzazione e nella gestione in merito alle competenze sui rifiuti”. “Per questi motivi Giacomelli non è nelle condizioni né di fare osservazioni né critiche. Lavori, parli di meno e risolva i problemi che gli competono per non creare danni a tutta la regione”.
“Per quanto ci riguarda noi continueremo a fare la nostra parte per affiancare e sostenere il Comune di Napoli, ben oltre le competenze – molto limitate – che la legge delega alla Regione. L’Ufficio flussi quindi garantirà la normale mobilità dei rifiuti anche nei giorni festivi”
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 22 DICEMBRE 2010
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7 QUARTIERI NAPOLETANI SUGLI SCUDI
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NAPOLI – NON SOLO “CAOS RIFIUTI”
WWF: “ECCO I CITTADINI ‘CAMPIONI’ DI DIFFERENZIATA
7 quartieri napoletani come il nord-Europa: col ‘porta a porta’ si realizza il 60% di raccolta differenziata con punte oltre il 90%
Replicato sulla città intera si avrebbero 27.000 tonnellate in meno in discarica al mese
La voce dei cittadini con la ‘voglia di differenziata’ in una Video-inchiesta
La raccolta differenziata in Campania è possibile e in alcune realtà produce dei risultati sorprendenti e inaspettati rispetto alle cronache di quotidiana emergenza: lo rivelano le rilevazioni sul campo di WWF Ricerche e Progetti ed una video inchiesta sul ‘porta a porta’ in 7 quartieri del Comune di Napoli che coinvolge 130.000 abitanti, pari al 13% della popolazione partenopea.
In una ‘cronaca nascosta’ questi cittadini ‘Campioni’ di differenziata hanno ‘risparmiato’ alla discarica ben il 66,09% dei rifiuti prodotti consentendo di recuperare la materia e riducendo il fabbisogno di discariche. Sono bastati pochi mesi di attività ‘pilota’ per dimostrare come i cittadini napoletani superino in efficienza i propri amministratori che finora, al contrario, li hanno condannati all’emergenza cronica.
I quartieri coinvolti sono Bagnoli, Ponticelli, Centro Direzionale, Chiaiano, Colli Aminei, San Giovanni a Teduccio, Rione Alto. Bagnoli con i suoi 19.236 abitanti è il quartiere più virtuoso della città con il 91,11% di raccolta differenziata (su 3.519 tonnellate di rifiuti prodotti da gennaio a settembre 2010 ben 3.206 non vanno in discarica). Seguono il Centro direzionale con l’84,25% per 2.349 abitanti, Chiaiano con 72,63% per 24.860 abitanti, i Colli Aminei con 68,43% per 21.961 abitanti, Ponticelli con 65,43% per 10.888 abitanti, Rione Alto con il 64,68% per un totale di 16.509 abitanti, San Giovanni a Teduccio con 50,15% di differenziata per 31.876 abitanti.
I risultati numerici, mai evidenziati per il loro valore, sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa che si è svolta a Napoli presso l’Istituto Studi Filosofici. Insieme ai risultati il WWF ha mostrato anche una video inchiesta svolta nella prima settimana di dicembre, nel pieno dell’emergenza rifiuti, che testimonia la voglia e la necessità dei cittadini coinvolti nella differenziata di partecipare a questo processo di cambiamento profondo della raccolta dei rifiuti . Il WWF ha inoltre presentato un documento dal titolo “Rifiuti in Campania: ricominciamo da cittadini” di analisi sulla gestione dei rifiuti in Campania, la logica degli inceneritori , la disciplina comunitaria sulla gestione dei rifiuti, il caso Terzigno e un commento sul decreto legge rifiuti su cui è prevista la votazione oggi stesso alla Camera dei Deputati.
E sono proprio i 7 quartieri a fare la ‘differenza’ per Napoli dando un contributo significativo alla media percentuale dell’intera città nella raccolta differenziata: senza i 7 quartieri “Campioni” la media cittadina sarebbe ancora bassissima al pari di quella di molti altri comuni della Provincia di Napoli. Infatti, dal 2008, anno in cui è stata introdotta la raccolta “porta a porta” nella città partenopea, la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 14,45% al 18,90%. Nel 2000 il servizio era inesistente: solo l’1,32% su tutto il territorio cittadino. Dai dati si registra un trend costante di aumento nella raccolta differenziata tra il 2009 e il 2010.
Alessandro Gatto, Presidente del WWF Campania ha dichiarato – “Il trend costante nella raccolta differenziata potrebbe ulteriormente crescere se a separare i rifiuti non fosse solo il 13,12% dei cittadini, ma tutti i napoletani. In questo modo i rifiuti diretti in discarica si ridurrebbero del 40%: su 1.500 tonnellate prodotte al giorno in città se almeno 400 venissero avviate al recupero di materiali, avremmo 12.000 tonnellate in meno in discarica al mese. Per questo è importante che a Napoli, come in tutto il resto della Campania, sulla storia dei rifiuti si ricominci da ‘cittadini’, da persone responsabili che con il proprio comportamento possono fare la differenza. Tutti i dati sulla raccolta indicano come potenzialmente, al pari di altre Regioni e Provincie italiane, sia possibile immaginare attraverso la raccolta differenziata e il recupero dei materiali una drastica riduzione dei rifiuti da destinarsi a discarica o incenerimento. I 130.000 napoletani dei quartieri del porta a porta ci dicono che puntare sulla raccolta differenziata spinta è un investimento sicuro che li mette allo stesso livello dei cittadini nord-europei”.
“Questa esperienza ci insegna che occorrono risposte politiche adeguate alle potenzialità e alla volontà degli stessi cittadini e che le scelte finora avviate non hanno tenuto conto di questi fattori – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – E’ bastato ‘gettare un seme’ per avere un raccolto fruttuoso. I cittadini chiedono con forza un cambiamento radicale rispetto alle scelte che hanno subito per oltre 15 anni con le drammatiche conseguenze negative che tutti conosciamo. I napoletani chiedono di avere accesso rapido al servizio ‘porta a porta’ perché ne vedono la ricetta ‘anti-crisi-rifiuti’. Inoltre i dati della composizione merceologica dei rifiuti prodotti a Napoli, come nelle altre città campane, indicano l’enorme potenzialità in termini economici e di lavoro. E’ facile immaginare il recupero dei materiali come carta e cartone, che rappresentano il oltre il 23% dei rifiuti prodotti nelle 6 province campane, dopo la frazione umida (33,62%), a cui si aggiungono plastiche, metalli, vetro e tessili. Questo ciclo virtuoso è poi quanto ci chiede la stessa Unione Europea, la stessa che chiede una riduzione dei rifiuti stessi e del loro smaltimento creando finalmente una ‘società del riciclo’”.
Gaetano Benedetto responsabile Politiche ambientali del WWF Italia ha aggiunto: “Se a Napoli hanno dimostrato che si può fare la raccolta differenziata, allora si può fare in tutta la Campania. Questo dimostra come la scelta degli inceneritori, attuata dal Governo, sia sovradimensionata rispetto a una prospettiva di gestione in normalità – dice Benedetto –. Infatti, pur considerando lo smaltimento delle ecoballe, la capacità di incenerimento degli impianti previsti imporrebbe uno smaltimento tramite incenerimento di circa il 60% dei rifiuti regionali. Ovvero, se come auspicato la raccolta differenziata superasse il 50 o il 60% (cosa possibile se si lavora sulla frazione umida), per fare andare a regime i quattro impianti di termovalorizzazione programmati (Acerra, Santa Maria La Fossa, Napoli e Salerno) occorrerebbe puntare in modo scellerato sull’aumento della produzione dei rifiuti oppure candidarsi a riceverne da altre regioni”.
Infatti, nel documento presentato dal WWF si indica come, ipotizzando una raccolta differenziata che si attesti anche “solo” al 60% in tutta la Campania, si avrebbero “solo” poco più di un milione di tonnellate da mandare agli impianti d’incenerimento, cioè circa 7/800 mila tonnellate in meno della capacità di smaltimento degli inceneritori previsti.
D’accordo sul punto anche Luigi Peluso responsabile WWF Ricerche e Progetti “Sarebbe più logico puntare sugli impianti di compostaggio, visti i costi ridotti e i tempi brevi di realizzazione. Del resto tutta la frazione umida raccolta porta a porta viene mandata fuori regione sostenendo costi molto alti e sprecando risorse che potrebbero essere investite nel potenziamento di impiantistica dedicata al recupero di materia. Auspichiamo perciò una rapida pianificazione e realizzazione degli impianti di trattamento della frazione organica in Campania”.
Il prof. Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale del Dipartimento di Sociologia dell’Università Federico II, ha dato la disponibilità al WWF Italia a fornire, a titolo gratuito, il supporto tecnico metodologico del gruppo di ricercatori del Dipartimento per la realizzazione di indagini su temi ritenuti di grande importanza quale, per esempio, la propensione dei cittadini dei quartieri non ancora coinvolti ad impegnarsi nella raccolta porta a porta.
Napoli, 21 dicembre 2010
da: Silvia Pepe spepe.news@gmail.com;
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L’EMERGENZA EUROPEA
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21 dicembre 2010. COMUNICATO STAMPA CONCLUSIVO.
Crisi rifiuti in Italia, emergenza europea. Perché il dramma del Belpaese
è un problema per l’intera Unione
Creare un’ampia rete di collaborazioni europee al fine difendere l’ambiente e contrastare i potentati economici e politici che inquinano e ammalano milioni di cittadini.
Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso al termine del convegno sul tema “Crisi rifiuti in Italia, emergenza europea”, tenutosi nelle scorse ore a Berlino e a cui hanno partecipato: Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico dell’Isde (International Society of Doctors for Environment); Anna Fava, Società degli studi politici; Luigi Bergantino, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; Salvatore Manzo, attivista del comitato civico Vesuvio in lotta .
All’iniziativa, promossa da numerose organizzazioni locali come l’Ag Italiani Spd e le associazioni Malaparte e Mafie nein danke, ha visto la collaborazione e partecipazione di esperti, studiosi e attivisti civici italiani che si sono confrontati sia con i connazionali residenti in Germania che con i cittadini tedeschi presenti all’incontro.
“Ciò che è successo in Campania e in Italia rappresenta una possibile anticipazione di ciò che potrebbe avvenire in tutta Europa – afferma Anna Fava –. Nel nostro Paese e, soprattutto, nella nostra regione abbiamo assistito durante gli ultimi 16 anni ad un sabotaggio sistemico della raccolta differenziata, del riciclo e del risparmio energetico. Sabotaggio voluto fortemente da chi, in questi anni, ha guadagnato milioni di euro a spese della nostra salute e dell’ambiente”.
“Basti pensare alla legge 123/2008 – spiega l’attivista partenopea –, il primo provvedimento approvato da questo Governo sull’emergenza rifiuti in Campania. In quella legge, nella lunga sezione dedicata alle deroghe, si legge che diventa possibile sversare rifiuti industriali nelle discariche per rifiuti urbani costruite dal commissariato di governo. Così facendo si è condonata la decennale commistione illegale tra rifiuti tossici che la camorra riceveva da mezza Europa e scaricava in cave e terreni e rifiuti urbani”. L’esponente del centro di studi partenopeo ha poi sottolineato come la raccolta differenziata sia stata “sabotata” perché ritenuta un ostacolo all’incenerimento dei rifiuti. “I nostri timori di un possibile effetto domino in Europa – conclude Fava –, nascono proprio dalla tentacolare presenza di società come la Impregilo, sotto processo a Napoli per capi d’imputazione gravissimi come truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, che qui a Berlino, tramite la controllata Fisia Babcock Environment GmbH, dovrebbe realizzare un termovalorizzatore per un valore di cento milioni di euro. Un nuovo inutile mostro inquinante che non farà altro che avvelenare i cittadini”.
E proprio sulle ricadute sanitarie degli impianti di incenerimento è intervenuto il dottor Burgio che ha illustrato quali siano le nuove conoscenze scientifiche in materia di danni biologici e sanitari legati all’inquinamento da particolato ultrafine (PM 0,1) e metalli pesanti. “Gli impianti di cui stiamo parlando emettono, anche secondo l’Istituto superiore di sanità, sostanze estremamente pericolose per la nostra salute tra cui Arsenico, Cadmio, Cromo, Nickel e Mercurio – afferma il medico siciliano –. Tutte sostanze dotate di azione pro-cancerogene e cancerogena”.
Secondo quanto riportato durante l’incontro e sostenuto anche da tossicologi di livello internazionale, i nuovi termovalorizzatori sarebbero persino più pericolosi di quelli precedenti perché, a causa delle temperature più alte raggiunte per dissociare le molecole diossino-simili, produrrebbero notevoli quantità di particolato ultrafine che rappresenta il veicolo ideale di trasporto per i metalli pesanti e gli altri agenti cancerogeni.
Ciò che preoccupa lo specialista sono soprattutto le ricadute sui feti e sulle future generazioni di tali esposizioni massive agli inquinanti. “Il fatto che aumentino soprattutto i tumori del primo anno di vita dimostra che all’origine di questo aumento c’è l’esposizione dei genitori o addirittura dei loro gameti: in pratica il Dna presente negli spermatozoi o negli ovociti viene “marcato” dalle sostanze inquinanti e l’intera programmazione di tessuti ed organi ne risente. E non si tratta soltanto di tumori: anche le malattie endocrino-metaboliche come obesità e diabete II stanno aumentando il tutto il mondo industrializzato, così come le malattie immuno-mediate, come l’asma allergico, le artriti, le malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer e l’aterosclerosi”.
Particolarmente intensi e vibranti anche i racconti di Salvatore Manzo, tra gli attivisti civici di Terzigno che da mesi si oppongono alla riapertura della cava Vitiello all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, che ha raccontato come la battaglia di una popolazione per la propria salute sia stata solo discriminata e strumentalizzata. “Ci hanno dipinto come criminali, facinorosi e magari anche camorristi – ha spiegato Manzo – ma noi siamo tutt’altro. Siamo solo persone normali che dopo aver visto per anni i propri diritti calpestati, abbiamo deciso di dire basta e alzare la voce. La salute è un nostro sacrosanto diritto e continueremo a lottare ogni giorno per difendere le nostre famiglie e il nostro futuro”.
All’incontro è intervenuto anche Bernd Finger, comandante della polizia berlinese per i reati contro l’ambiente. “Le infiltrazioni della malavita campana e calabrese rappresentano un problema anche da queste parti – ha spiegato il funzionario –. Dal 2005 al 2009 abbiamo assistito ad un aumento considerevole di queste attività criminali in tutto il Paese e per questo motivo, la guardia è altissima. Condivido le prospettive di rischio espresse questa sera relative ai pericoli derivanti dallo smaltimento illegale dei rifiuti, anche se devo sottolineare che i Germania i controllo sono molto più accurati e costanti rispetto ad altri paesi europei. Purtroppo qui, come in tutto il mondo, la corruzione e il malaffare esistono ugualmente. E per questo motivo è importante cooperare con le realtà provenienti dai diversi territori al fine di portare avanti strategie comuni per la lotta e il contrasto alla criminalità”.
UFFICIO STAMPA
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CRISI: DI CHI LA COLPA
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RIFIUTI, L’ASSESSORE ROMANO REPLICA A GIACOMELLI: SE A NAPOLI PERDURA CRISI E’ COLPA DEL COMUNE
“Se la situazione critica legata ai rifiuti a Napoli non è ancora cessata la responsabilità è solo di chi gestisce il Comune e la sua Società”. Lo dice l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, replicando alle accuse mosse dall’assessore all’Igiene Urbana di Palazzo San Giacomo, Paolo Giacomelli.
“Abbiamo garantito a Napoli città, negli ultimi giorni, possibilità’ di sversamenti che, invece, non sono stati utilizzati: di volta in volta, sono state addotte motivazioni assolutamente non giustificabili: impossibilità a pagare gli straordinari, indisponibilità a raggiungere discariche ed impianti fuori provincia, addirittura concomitanza di partite del Napoli e difficoltà a sversare a Chiaiano. Sta di fatto – ha spiegato l’assessore Romano – che il 15 dicembre la situazione era tornata alla normalità: in strada erano rimaste 200 tonnellate di rifiuti, cioè un quantitativo fisiologico per una città che ne produce 1250 al giorno. Dal giorno successivo è accaduto di tutto fino a far tornare in strada 1850 tonnellate. Il 16 dicembre, a causa dello sciopero del personale ex Enerambiente, a Chiaiano sono state conferite appena 397 tonnellate di rifiuti sulle 800 programmate e il 17 dicembre la cifra è scesa addirittura a 297. A Tufino, dove potevano essere sversate 250 tonnellate al giorno, è accaduto lo stesso: il Comune di Napoli, il 16 ha conferito 190 tonnellate e il 17 dicembre appena 150. A Santa Maria Capua Vetere in due giorni si sono perse altre 100 tonnellate. A conti fatti, dopo tutti i nostri sforzi, quando la situazione era tornata alla normalità, inspiegabilmente – afferma ancora Romano – il Comune di Napoli non ha smaltito 1100 tonnellate. Delle due l’una: o qualcuno ha interesse a creare il problema per motivi che francamente non comprendiamo o dobbiamo registrare una incapacità gestionale da parte degli amministratori di Palazzo san Giacomo. Giacomelli la smettesse di cercare capri espiatori e di addossare ad altri responsabilità che gli sono proprie per nascondere l’evidente incapacità a gestire la situazione ordinaria della città. La Regione non ha compiti gestionali, ma ha garantito, fino ad ora, un affiancamento finalizzato principalmente al ritorno alla normalità della città di Napoli a discapito dei comuni della provincia. Mentre i tanti sindaci alle prese con situazioni davvero difficili – ha concluso l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano – si danno da fare e contribuiscono con la loro attività a superare la criticità del momento, la città, nonostante possa utilizzare dispositivi di sversamento più ampi non solo non li usa, ma addirittura cerca di addossare responsabilità a chi, come la Regione, invece non ne ha alcuna”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 20 DICEMBRE 2010
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SI PARTE DAI CITTADINI
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RIFIUTI: A Napoli si ricomincia da cittadini. Il WWF presenta una Video-inchiesta sulla raccolta differenziata in sette quartieri.
Martedì 21 dicembre ore 11,00
Istituto Italiano Studi Filosofici, via Monte di Dio, 15 Napoli
Nel disastro della situazione dei rifiuti della Campania, e di Napoli in particolare, ben sette quartieri – pari al 13.12% della popolazione – hanno raggiunto risultati notevoli nella raccolta differenziata con percentuali”nordeuropee”.
Questi risultati hanno contribuito in maniera determinante ad innalzare la media della città di Napoli.
Le esperienze condotte, i numeri e le percentuali, le richieste dei cittadini saranno presentati dal WWF Italia martedì 21 dicembre alle ore 11.00 presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici anche grazie ad una video inchiesta sulla raccolta differenziata “porta a porta” nei quartieri napoletani di Bagnoli, Ponticelli, Centro Direzionale, Chiaiano, Colli Aminei, San Giovanni a Teduccio e Rione Alto. L’evento coincide con la votazione presso la Camera dei Deputati sul decreto rifiuti che dovrà poi passare all’esame in Senato.
Interverranno:
Stefano Leoni, Presidente WWF Italia
Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia
Alessandro Gatto, Presidente WWF Campania
Stefano Consiglio, Professore di Sociologia dell’Università Federico II
Luigi Peluso, Responsabile rifiuti WWF Ricerche e Progetti
Venerdì 17 dicembre 2010
PER INFORMAZIONI:
Ufficio Stampa WWF Campania –
Luisa Maradei 333.5903471,
Silvia Pepe 348.4778292
pepe.silvia@email.it
Ufficio stampa WWF Italia – Cristina Maceroni – tel. 329-8315725, Sara Bragonzi – 329-8315718
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SOLDI PER 14 COMUNI
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RACCOLTA DIFFERENZIATA, FINANZIAMENTI PER ALTRI 14 COMUNI. ROMANO: “LIQUIDATE SOMME PER COMPLESSIVI 2 MILIONI 775MILA EURO”
Sono stati firmati i decreti di liquidazione degli acconti a 14 amministrazioni comunali, per un totale di un milione e 29 mila euro, per i piani di raccolta differenziata.
Con quest’ulteriore stanziamento, salgono a 38 gli enti locali della Campania che ottengono provvidenze a sostegno della differenziata.
Uno dei comuni beneficiari è capoluogo di provincia: si tratta di Benevento, cui sono stati liquidati 222mila euro. Due i Comuni interessati in provincia di Napoli: Acerra, cui sono andate somme pari a 226mila 297 euro e Casoria, al quale è stato attribuito un acconto di 330mila 345. In provincia di Salerno, 111mila euro sono stati saldati al Comune di Eboli, 6mila 921 a Postiglione e 19mila 818 a quello di San Cipriano Picentino.
Otto, infine, i Comuni beneficiari in provincia di Avellino: Ariano Irpino (68mila euro), Vallesaccarda (2mila 500 euro), Calitri (15.454), Trevico (3.979), Aquilonia (5.888), Santo Stefano del Sole (5.388), Andretta (6.441) e Pungoli (4.365).
“Ad oggi – ha detto l’assessore Romano – abbiamo liquidato acconti pari a 2 milioni 775mila euro a 38 Comuni della Campania.
“Come avevamo anticipato, insieme con il Presidente Caldoro, stiamo andando avanti sulla linea che punta al potenziamento della raccolta differenziata, facendo in modo che tutti i Comuni beneficiari del decreto 1169 del 2008 vengano interamente liquidati.
“Stiamo lavorando – ha proseguito Romano – ad aiutare i Sindaci dei Comuni ad acquistare attrezzature e automezzi e a sostenere la raccolta differenziata”.
IN ALLEGATO, L’ELENCO DEI COMUNI FINANZIATI A TUTT’OGGI:
TORRE DEL GRECO (NA) – SERINO (AV) –
BONEA (BN)- SERRE (SA) – CIMITILE (NA) – CASTELFRANCI (AV) – SALERNO –
ATENA LUCANA (SA)- SAN MANGO PIEMONTE (SA)- MELITO DI NAPOLI (NA)- ALBANELLA (SA)- S.ANGELO DEI LOMBARDI (AV) – MOIO DELLA CIVITELLA (SA) – BISACCIA (AV) – ROCCADASPIDE (SA) – PALOMONTE (SA)- MUGNANO DI NAPOLI (NA)- S.PAOLO BEL SITO (NA)- PELLEZZANO (SA)-QUARTO (NA)- SAN RUFO (SA)- PIETRAMELARA (CE)
MONTECORVINO PUGLIANO (SA)- BARONISSI (SA)- ARIANO IRPINO (AV)- VALLESACCARDA (AV) – BENEVENTO – CALITRI (AV)- TREVICO (AV)- POSTIGLIONE (SA)- AQUILONIA (AV)-
S.STEFANO DEL SOLE (AV)- SAN CIPRIANO PICENTINO (SA)- EBOLI (SA)- ACERRA (NA)
CASORIA (NA)- ANDRETTA (AV)- ZUNGOLI (AV) – TOTALE: euro 2.709.117,48
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 15 DICEMBRE 2010
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PREMIO AI COMUNI RICICLONI
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RIFIUTI, SOMMESE: “TASSA PIU’ LEGGERA PER I COMUNI RICICLONI”
L’assessore alle Autonomie Locali della Regione Campania Pasquale Sommese lancia la proposta di una tassa sui rifiuti più leggera per i comuni ricicloni che raggiungono importanti percentuali di raccolta differenziata.
“Chiuse le esperienze commissariali – sottolinea l’assessore Sommese – bisogna ora passare alla fase delle responsabilità degli enti locali, educando e motivando i cittadini a differenziare i rifiuti, e sapendo che in tal modo pagano molto di meno.
“Il Governo deve prevedere compensazioni ambientali per tutti gli enti locali che riciclano, per sostituire le entrate più basse.
“In tal modo, si incentiva ancor più la raccolta differenziata, senza che i bilanci comunali vadano in sofferenza per i ridotti introiti. Si tratta di realizzare un percorso condiviso tra il Governo centrale, la Regione Campania e gli enti locali, che apporterà benefici a tutti”, conclude Sommese.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 13 DICEMBRE 2010
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LE PRECISAZIONI PER IL LAZIO
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RIFIUTI DA CAMPANIA NEL LAZIO, ASSESSORE ROMANO: NESSUN RIFERIMENTO A MALAGROTTA
In relazione alla notizia, riferita da alcune agenzie di stampa, sul presumibile smaltimento dei rifiuti della Campania nella discarica laziale di Malagrotta, l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, precisa che: “la scelta degli impianti di destinazione è e resta solo della Regione Lazio. Al momento, nessun riferimento a siti e impianti specifici”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DELL’ 8 DICEMBRE 2010
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DIFFERENZIATA IN REGIONE
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RIFIUTI, LA REGIONE FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.
In merito all’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania, la Regione ha provveduto a dotare di idonei contenitori per la raccolta differenziata tutte le strutture adibite a sedi di uffici regionali sparsi sul territorio dell’area metropolitana, compreso Palazzo S. Lucia.
La decisione è stata presa ancor prima dell’emanazione dell’ordinanza sindacale del Comune di Napoli n. 1950 del 25.11.2010 che disciplina la materia.
Massima attenzione alla raccolta differenziata veniva peraltro già prestata all’interno delle strutture adibite ad uffici regionali, anche in seguito alle indicazioni scaturite dalla riunione tecnica svoltasi con tecnici dell’Asìa nel novembre 2009.
In particolare, gli uffici delle Torri A/6, C3 e C5 sono dotate di appositi contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti all’interno delle strutture e tutto in personale è stato adeguatamente sensibilizzato all’osservanza delle regole riguardanti le modalità di diversificazione dei rifiuti prodotti e gli orari di deposito degli stessi, attraverso l’emanazione di circolari indirizzate ai dipendenti e alle società appaltatrici del servizio di pulizia.
Risultati incoraggianti, pertanto, sono stati ottenuti nell’ambito della raccolta differenziata (carta, cartoni, plastica e indifferenziata, mentre l’umido è percentualmente basso in termini di produzione).
Allo stato, la raccolta dei vari tipi di rifiuti avviene secondo tempi e modalità stabilite dall’Asìa, mentre per quanto concerne i rifiuti speciali i relativi contenitori vengono ritirati sulla scorta delle indicazioni contenute nel contratto di appalto stipulato con la società che provvede allo smaltimento.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DEL 7 DICEMBRE 2010
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TRAXXIABILITA’ DEI RIFIUTI
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PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO AVELLINO
NUOVO SISTEMA DI TRACCIABILITA’
PER I RIFIUTI SPECIALI O PERICOLOSI:
VENERDI 10 DICEMBRE AD AVELLINO SEMINARIO OPERATIVO
SUL “SISTRI” PER LE AZIENDE IRPINE:
SCADE DOMANI (7 dicembre) IL TERMINE PER LE ISCRIZIONI
Dal 1° gennaio 2011 per oltre 2.500 imprese della provincia di Avellino
sarà obbligatorio utilizzare il nuovo sistema informativo.
Durante l’incontro, oltre alle spiegazioni sulla normativa di riferimento e sugli adempimenti previsti, si svolgerà una demo operativa sul funzionamento
e l’utilizzo del sistema, simulando l’utilizzo del software.
AVELLINO – Si terrà venerdì 10 dicembre il seminario operativo per supportare le aziende che dall’1 gennaio 2011 saranno tenute ad utilizzare obbligatoriamente il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali o pericolosi SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti).
L’appuntamento dunque è per venerdì 10 dicembre, alle ore 10, presso la sede di Piazza Duomo, 5 della Camera di Commercio di Avellino, si terrà l’incontro su adempimenti, criticità e sanzioni del nuovo sistema informativo – operativo appunto dall’inizio del nuovo anno – che sostituirà i registri cartacei.
Nel corso del seminario, sarà illustrata la normativa di riferimento del SISTRI, fornendo indicazioni circa gli adempimenti previsti, il deposito e il trasporto, i registri di carico e scarico, i formulari per i rifiuti, le responsabilità e le sanzioni. Inoltre sarà eseguita una demo operativa sul funzionamento e l’utilizzo del sistema SISTRI, simulando l’utilizzo del software per la gestione dei rifiuti. A seguire si terrà un dibattito di approfondimento.
“Con questa iniziativa – afferma il presidente Costantino Capone – la Camera di Commercio di Avellino intende fornire un ulteriore supporto a tutte quelle imprese che dall’inizio dell’anno dovranno utilizzare il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. L’Ente camerale vuole essere anche in questa fase un punto di riferimento per le tante aziende – oltre 2.500 nella sola provincia di Avellino – che producono rifiuti speciali o pericolosi, e che dovranno avvalersi del nuovo software”.
Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale del 28 settembre 2010, l’operatività del SISTRI è stata di fatto prorogata al 30 novembre, data entro cui dovrà essere completata la distribuzione dei dispositivi Usb e l’installazione delle black box, supporti informatici per il cambiamento di gestione.
Le aziende che intendono partecipare al seminario del 10 dicembre, devono comunicarlo alla Camera di Commercio di Avellino, utilizzando l’apposito modulo presente sul sito www.av.camcom.it, entro domani (7 dicembre).
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UN TEST
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Rifuti, un test di E-Democracy Partenopea. Nota del 6 dicembre 2010
A pochi giorni dal lancio della nuova E-Democracy Partenopea, sono già centinaia i cittadini che stanno affollando le urne di “Città di Partenope” per rispondere al quesito posto in merito al sistema della raccolta differenziata a Napoli.
Saresti d’accordo nel proporre al Comune di Napoli un passaggio di deleghe alle Municipalità in materia di raccolta differenziata, cosicché la pianificazione e il controllo del processo venga decentrato ad organi più vicini ai cittadini?
Ad oggi l’87% è favorevole e il 13% è contrario. E’ evidente dunque al momento che alla maggioranza dei “Partenopei” piace proposta di decentrare alcune competenze in merito alla raccolta differenziata alle Municipalità per una gestione più efficiente. Pronto ad assumersi l’onere anche il presidente della prima municipalità, Fabio Chiosi.
Al termine della votazioni, Città di Partenope sottoporrà al Comune e ai principali candidati per nuova Amministrazione, i termini della proposta ed i relativi risultati condivisi con un campione qualificato di 4100 cittadini, amanti della Città e dotati di senso civico.
Fioccano i pareri nell’area di discussione dell’E-Democracy su www.cittadipartenope.it, primo sistema di democrazia diretta telematica in Campania. Si trovano anche autorevoli opinioni come quella di Amato Lamberti (già Presidente della Provincia di Napoli) mescolate a quelle dei cittadini meno noti ma altrettanto partecipi alla vita cittadina. Un buon esempio di coesione, dunque, che alimenta partecipazione e senso di cittadinanza che le tante emergenze tendono solitamente ad indebolire.
L’iscrizione è libera e tutti possono votare la proposta, naturalmente dopo aver firmato il codice etico della città, un decalogo di regole del vivere civile.
Partenope è una città virtuale che sempre più vuol incidere su quella reale e lo fa affiancando alle denunce, soluzioni concrete che porta avanti con grande tenacia, come nel caso della battaglia per la riqualificazione della Galleria Umberto I oggi sorvegliata 24h dalla Polizia Municipale e presente nel recente censimento del FAI “I Luoghi del Cuore” come monumento più votato in Campania e tra i primi in Italia.
“La nostra è una grande campagna pubblicitaria per il riscatto di Napoli e dei Napoletani, che agisce su più fronti per risvegliare gli animi delusi e trovare nuova forza per ripensare il nostro futuro.” Ha dichiarato il fondatore Claudio Agrelli che a febbraio presenterà il progetto ad Adelaide e Sydney durate il Carnevale Italiano.
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Città di Partenope
—————————-(www.cittadipartenope.it) è una città virtuale abitata di cittadini reali, con tanto di carta d’identità. È stata fondata a giugno del 2008 da Claudio Agrelli, leader dell’agenzia pubblicitaria Agrelli&Basta, per permettere ai napoletani di riconquistare l’identità smarrita a seguito delle emergenze che hanno visto la loro città protagonista negativa dei mass media.
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L’APPELLO DEL SINDACATO
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RIFIUTI. CISL CAMPANIA: L’ASSESSORE ROMANO ASCOLTI IL RICHIAMO DELLE FORZE SOCIALI.
Lucci (Cisl): «Solo le forze sociali possono restituire credibilità all’azione politica»
Napoli, 6 dicembre. «È veramente incomprensibile il comportamento di Comune e Provincia di Napoli e Regione che, a fronte di una crisi che non lascia intravedere percorsi immediati di fuoriuscita dall’emergenza, continuano ad annunciare soluzioni o strumenti normativi che non hanno condiviso con chi, come le forze sociali, hanno invece un ruolo sostanziale in tutta la vicenda rifiuti – ha affermato Lina Lucci, Segretario Generale della Cisl Campania. – La Campania e Napoli sono una regione ed un capoluogo traditi da 15 anni di una politica scellerata ed incapace di trovare risposte per la propria collettività».
«In questo disastro sociale, ambientale ed economico le forze sociali non solo sono in grado di avanzare proposte, ma costituiscono quell’anello di congiunzione tra la società civile e la politica che non è più credibile per non aver mantenuto gli impegni assunti – ha aggiunto Lucci. –All’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano vogliamo ricordare che la Cisl responsabilmente continua a chiedere ai lavoratori del settore che vivono una condizione di disagio – parte fruisce degli ammortizzatori sociali e parte non riceve lo stipendio da mesi – di essere collaborativi. Abbiamo evitato uno sciopero del settore, che in una situazione del genere, acuirebbe ulteriormente il dramma. Rappresentiamo anche le numerose famiglie costrette a confrontarsi con una politica, che negli anni ha promesso tanto, ma che non ha dato niente».
«Ci preoccupa chi si illude di poter fronteggiare da solo la crisi o peggio ancora chi si sente “unto dal Signore”. Solo il confronto può assicurare la costruzione di percorsi condivisi che non minino la già precaria coesione sociale – ha concluso Lucci. – É per questo che sollecitiamo l’assessore a dare immediatamente seguito all’insediamento del tavolo su rifiuti, più volte richiesto e puntualmente disatteso per impegni considerati più urgenti».***
CISL CAMPANIA Ufficio Stampa [stampa@cislcampania.it]
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UNA NUOVA STAGIONE
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RIFIUTI: CALDORO, INTELLETTUALI E SOCIETA’ CIVILE PER AVVIARE NUOVA STAGIONE.
“La presa di coscienza della società civile, di alcuni intellettuali, va nella direzione giusta ed aiuta la politica e le Istituzioni a recuperare ritardi e vecchie inadempienze. L’obiettivo per avviare un ‘circuito virtuoso’ per una cittadinanza attiva troppo spesso assente”. Lo sottolinea il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro in relazione all’appello pubblicato da ‘Il Corriere della Sera’.
“E’l’idea di uno scatto d’orgoglio della comunità napoletana che ha tutti i mezzi per superare questa situazione difficile e per archiviare antichi stereotipi che la vogliono ferma ed abbattuta. Le Istituzioni – aggiunge – sono chiamate a fare la loro parte ma è necessaria una svolta culturale che deve partire dai cittadini. Nelle scorse settimane ho richiamato l’importanza della nascita dei ‘comitati per il Si’, utili a promuovere la partecipazione attiva della società civile che deve essere protagonista di una nuova stagione. E’ necessario un passo in avanti non per delegare e contrattare ma per decidere e partecipare come vuole una democrazia matura”.
“Sono convinto –conclude – che Napoli saprà mettere in campo tutte le sue migliori energie per archiviare questa emergenza ed avviare una nuova stagione”.
REGIONE CAMPANIA. COMUNICATO UFFICIO STAMPA DELL’ 1 DICEMBRE 2010
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