MARCIANO: LEGGE PANE RISULTATO DI GRANDE CIVILTÀ
Napoli, 10 Febbraio – “La legge sulla panificazione approvata oggi all’unanimità è un risultato di grande civiltà per la nostra regione: il pane in Campania sarà davvero pulito, sia per l’obbligo di imbustamento e tracciabilità che garantiranno fragranza, salubrità e provenienza del prodotto, sia perché finalmente sottratto alle mani della criminalità”.
Così Antonio Marciano, vicecapogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale della Campania e proponente della legge “Disposizioni in materia di produzione e commercializzazione del pane”.
“La legge, che ha avuto il parere positivo di tutte le associazioni di categoria e sindacali ascoltate in audizione, doterà la Campania di uno strumento indispensabile per garantire ai consumatori prodotti sicuri e al contempo di qualità, grazie alla tracciabilità dell’intera filiera della lavorazione e della produzione e di tutte le materie prime utilizzate per arrivare al pane, alimento principe delle tavole campane e prodotto tipico della nostra tradizione. E, soprattutto, consentirà di combattere ogni forma di illegalità e di abusivismo, che hanno un grosso peso anche economico: l’indotto del settore panificazione è di 1 miliardo di euro in tutta la regione, mentre quella illegale ha un giro d’affari di 500 milioni l’anno”, conclude l’esponente democrat.
—Gennaro Mancini 333.5923105 328.0218432
Ufficio Stampa Antonio Marciano [ufficiostampa@antoniomarciano.it]
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ITALIA DEI VALORI e le FOIBE.
LORENZI (IDV): “GIORNO DEL RICORDO RESTITUISCA VERITA’ STORICA A CHI E’ RIMASTO VITTIMA DUE VOLTE: DELLA PULIZIA ETNICA E DELLA RETICENZA INTELLETTUALE”.
Napoli (10 febbraio 2014). “Il giorno del ricordo restituisca la verità storica a chi è rimasto vittima non solo degli orrori della pulizia etnica, ma anche delle reticenze intellettuali”. Lo dichiara Maria Lorenzi di Italia dei Valori, presidente della commissione Cultura del Comune di Napoli, la cui famiglia è di origini triestine e ha vissuto da vicino l’orrore delle foibe.
Di seguito la riflessione di Maria Lorenzi nel giorno del ricordo:
“E’ solo da dieci anni che le Foibe hanno conquistato il diritto di memoria. Fu il 30 marzo 2004, infatti che il Parlamento della Repubblica varò la legge che dichiara Giorno del Ricordo il 10 febbraio: solo allora le vittime di uno dei più orrendi massacri del “secolo breve” trovarono posto del sacrario virtuale dei civili sacrificati agli interessi della doppia verità ideologica. Fin lì la loro sorte era stata due volte crudele: povera gente precipitata negli anfratti rocciosi istriani e dalmati dalle belve di Tito e dai loro complici, prima, e poi inghiottite dal silenzio che avrebbe dovuto sigillare le cattive coscienze di tanti, di qua e di là da un confine rintracciato dall’infamia.
La storia delle Foibe è innanzitutto questo: un monito che addita un doppio errore, quello della “pulizia etnica” e quello della “reticenza intellettuale”, entrambi perpetrati al servizio della “ragion politica” fatta Moloch cui immolare innocenti. L’oblio che per lunghi decenni ha ricacciato nel silenzio i tanti tentativi di riportare alla luce l’atroce verità consumatasi nel triennio che precedette la fine della seconda guerra mondiale è una lezione di cinismo e di ipocrisia. In realtà, oggi siamo chiamati ad onorare le vittime di una certa Storia e di una certa Storiografia, entrambe al servizio della stessa logica disumana. Basti pensare al fatto che ancora non abbiamo il numero, ancorché approssimativo, di quanti furono infoibati in quegli anni. Ancora non sappiamo se esistano altre fosse comuni oltre a quelle scoperte. Abbiamo, invece, i nomi dei carnefici, quasi tutti morti di vecchiaia, senza aver mai pagato per le loro colpe, coperti in Jugoslavia e qui in Italia da chi temeva che, insieme a loro, sul banco degli imputati sarebbe stata portata anche la più strumentale delle vulgate intorno alla Resistenza.
Di fatto, abbiamo dovuto attendere che il mito mostrasse le sue crepe perché in esso si potessero scorgere gli innominabili episodi di viltà e ferocia di cui si erano macchiati alcuni dei vincitori. Né è bastato averne prova tangibile per ridare subito dignità alle vittime: mentre amnistie, prescrizioni e rogatorie andate a vuoto impedivano alla giustizia di fare il giusto corso, gli infoibati subivano una seconda condanna, ancora più crudele per certi versi, perché li destinava ad essere considerati un prezzo da pagare per evitare di mettere in discussione un’egemonia culturale ormai consolidata.
Ora, penso, non siamo chiamati solo a ricordare un orrendo capitolo di Storia, ma anche a fare della memoria un garante del diritto alla verità storica, traendola fuori dai gusci retorici in cui va a perdere ragione e senso. Ben più, molto di più, di una commemorazione: siamo chiamati ad onorare la Storia come continua ricerca, piuttosto che come freddo monumento alla più comoda tra le menzogne a disposizione”.
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ufficio stampa Idv Campania
vico san nicola alla dogana regia, 9 (tel. 081.5525315)
alessandra staiano
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COMUNICATO STAMPA DEL 10 FEBBRAIO 2014
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GLI AUGURI DEL PRESIDENTE CALDORO AD ANTONIO POLITO
“Al dottor Antonio Polito gli auguri di buon lavoro.”
Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro.
“Guiderà – sottolinea il presidente – un quotidiano prestigioso, una voce autorevole del Sud. Una redazione di professionisti appassionati e attenti che per anni ha avuto una guida intelligente e preparata, quella di Marco Demarco.
“Antonio Polito, firma di spicco del giornalismo italiano, riuscirà a dare voce ancora più forte al Mezzogiorno. Al Paese serve investire nel Sud perchè è qui che ci sono i maggiori margini di crescita. Bisognerà impegnarsi contro i luoghi comuni, denunciare le ingiustizie che questo territorio subisce e valorizzarne le enormi potenzialità”, conclude Caldoro.
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“Rivolgo al dottor Polito i più sentiti auguri di buon lavoro. E’, la sua, una sfida importante in una città difficile quanto affascinante. L’informazione può essere per Napoli, così come per l’intero Sud, un elemento prezioso per valorizzare le nostre risorse e le nostre capacità, combattendo la tentazione, spesso esistente, di raccontare il Sud, e Napoli in particolare, solo attraverso una narrazione di stereotipi dettata da ingiusti pregiudizi. A lui e a tutta la redazione, dunque, tanti auguri di buon lavoro”. Lo afferma il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, questo pomeriggio, ha telefonato al direttore del Corriere del Mezzogiorno per salutarlo e rivolgergli i suoi auguri.
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Marzia Bonacci
portavoce Luigi de Magistris
mob. +39 3803682674
marziabonacci@yahoo.it
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