TITO SCALO(PZ). DAL 12 AL 14 IL SALONE DELLA ZOOTECNIA.
16 nov.2010. La zootecnia in bella mostra. Ha chiuso i battenti Alleva in fiera, il salone zootecnico organizzato dalle Apa di Potenza e Matera, che per tre giorni ha messo in mostra il comparto con workshop, laboratori del gusto, mostre, stand espositivi-degustavi, ma anche spettacoli, animazione musicale e fotografie.
Protagonisti gli animali da reddito: podoliche, bufale, ovini-caprini, cavalli avelignesi e murgesi, oltre a una rassegna della biodiversità, dedicata alle specie regionali in via di estinzione. Soddisfatti gli organizzatori dell’evento.
“L’obiettivo era dare entusiasmo al mondo allevatoriale – ha detto Nunzio Di Mauro, presidente Apa Matera – ma anche momento di confronto”.
“Il pubblico ha apprezzato i prodotti trasformati per la loro genuinità e qualità – ha aggiunto Palmino Ferramosca, presidente della struttura di Potenza. Anche alcuni politici, grazie alla vendita diretta, per la prima volta hanno potuto degustare questi prodotti”.
“Alleva in Fiera – ha affermato Augusto Calbi, direttore delle due strutture – è stata il frutto di un lavoro di squadra. Nonostante il periodo di crisi del comparto, ci sono le potenzialità, la qualità e la voglia di fare. L’entusiasmo mostrato dagli allevatori e degli espositori, la numerosa presenza di pubblico e l’alto standard qualitativo rappresentano il potenziale da valorizzare per superare la crisi e dare nuova linfa al settore. La zootecnia non è difesa dell’ambiente, ma è ambiente”.
Attenzione anche per il mondo dell’asino.
“Le difficoltà – ha spiegato Vincenzo Claps, allevatore di Avigliano di asini da latte e carne – sono la distribuzione e la commercializzazione di questo prodotto, chiamato farmafood. È un settore che ha tante potenzialità, ma scontiamo carenze infrastrutturali e la mancanza di liquidità delle aziende agricole blocca ulteriori investimenti. È un animale rustico che ben si adatta al nostro territorio e utilizza bene le nostre essenze vegetali. Conferiamo il latte al consorzio italiano latte asina da una a tre volte a settimana. È stato istituito un numero verde (800-864848) per i clienti per mettersi in contatto con la sede più vicina. Vasta la gamma di prodotti: dal latte fresco, ai ciucchini, biscotti profumati e stiamo tentando di produrre cioccolatini. Più prodotti riusciamo a produrre e meglio rispondiamo alle esigenze dei consumatori”.
Una manifestazione che ha saputo coniugare qualità, cultura e tradizione.
————————-
I CAVALLI
————————-
Una vera e propria sfilata. A salire sul gradino più alto del podio, investito di mantello rosso, è stato “Woliero-O” bdell’Allevamento Piano delle Rose di Marino Francesco di Noepoli, esemplare di razza avelignese. Campione assoluto, lo stallone di 3 anni stallone, ha vinto la mostra interregionale cavalli di razza Haflinger Italia a cui hanno partecipato 76 esemplari provenienti da allevamenti di Toscana, Campania, Basilicata e Puglia.
Incetta di premi per la scuderia 3H di Avigliano. Due le campionesse, una per la categoria 18 mesi e l’altra fattrici oltre 10 anni.
Per la categoria maschile, non sono mancate coccarde per alcuni stalloni (un campione riserva categoria 30 mesi e ancora, campione e campiones di riserva categoria 3-5 anni).
“E’ una bella soddisfazione – ha detto Lorella Esposito, segretaria della scuderia e insegnate di riabilitazione equestre. Alleviamo solo cavallo avelignesi e la nostra scuderia offre una gamma di servizi: oltre a essere una stazione di monta, prepariamo i cavalli per concorsi morfologici, organizziamo passeggiate a cavallo, facciamo scuola equitazione e ippoterapia. Questa razza – ha aggiunto – è consigliata per le dimensioni e il suo carattere mansueto. La riabilitazione equestre è adatta a persone con problematiche neurologiche e psichiatriche e abbiamo ottenuto importanti risultati. L’equitazione fa bene per l’autostima. Infatti, dominando il cavallo, si acquista fiducia in sé”.
————————
LA PODOLICA
————————
Dall’osso alla polpa, dalla razza rustica marginale alla competitività. Ieri agricoltura di sussistenza, oggi, invece si dà il premio a chi tutela questa razza.
“Il recupero della podolica – ha ricordato Romualdo Coviello, presidente Cra e ex assessore regionale all’Agricoltura – è iniziato dagli anni 70. I maschi non si potevano tenere perché si riteneva che distruggessero i boschi. Si penalizzava chi le allevava, addirittura con anni di carcere o almeno la fedina penale sporca. Poi fu inserita come razza rustica nazionale tra le cinque razze tipiche. Istituimmo un albo regionale e poi fu consegnato un premio annuale per il miglioramento genetico. Oggi, addirittura, c’è una mostra e viene premiata la qualità animale. Abbiamo anticipato la revisione della futura pac che premierà quell’agricoltura di servizio con la tenuta dell’ambiente e della sanità”.
Visitando il salone zootecnico, Coviello ha visto i frutti di un lungo lavoro.
La XI Mostra Nazionale bovini di razza Podolica a cui hanno partecipato 183 capi provenienti da 40 allevamenti di Puglia, Basilicata e Calabria, ha premiato come campione nazionale il toro Turi, dell’allevamento Perrone, come miglior allevatore dell’anno Francesco Potenza dell’omonima azienda di Brindisi di Montagna e ha assegnato il “Trofeo Lucio Migni” all’allevamento “Molfese Lucia “ di Albano di Lucania.
Dalla tutela alla commercializzazione. Oggi, c’è chi, come il giovane Giuseppe Carbone, ha messo sù una filiera corta, dall’allevamento di 250 capi a Vaglio alla vendita diretta. La transumanza non è solo un ricordo: “A giorni faremo la transumanza – ha detto Carbone – portando gli animali alla marina per svernarle”.
E ancora c’è, chi, come Nicola Grippo di Picerno, costruisce artigianalmente campane, molto richieste nelle scuole del Nord e soprattutto a Verona, dove le invia, per raccontare la transumanza. Hanno fatto il giro del mondo, i grossi campanacci di almeno 5 kg di Grippo: “Ho pezzi antichi – ha detto – di oltre 300 anni per un valore di 12 milioni di euro”.
Quando l’idenatità contadina è un valore per le nuove generazioni.
Iranna De Meo
——————————
13 nov. 2010.
—————————–
Un’occasione di confronto tra le realtà che operano nel mondo zootecnico.
Si è aperto con il convegno sulla politica agricola comunitaria (Pac) e il mercato la seconda giornata di Alleva in fiera, il salone della zootecnia organizzato dalle associazioni provinciali allevatori (Apa) di Potenza e Matera.
“Il settore – ha detto Nunzio Di Mauro, presidente Apa Matera – deve essere concepito in un nuovo modo, come patrimonio da tutelare e salvaguardare”.
Il presidente di Potenza, Palmino Ferramosca ha puntato sulla costruzione dell’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, sulla tracciabilità delle produzioni, sul miglioramento dell’efficienza aziendale e dei processi produttivi.
A illustrare la fase attuale della Pac e la riforma della stessa (2014-2020), è stato il professor Angelo Frascarelli.
“La futura Pac – ha spiegato – darà più sostegni a chi offre beni pubblici. Tre i pilastri: pagamenti diretti, misure di mercato e sviluppo rurale. Sarà una pac integrata, flessibile e mirata, con attenzione alla filiera”. La vera sfida della zootecnia , come ha sostenuto nel suo intervento il direttore delle due strutture allevatoriali, Augusto Calbi, si gioca sulla competitività sostenibile come la produzione di beni pubblici e sicurezza alimentare.
L’assessore regionale all’agricoltura, Wilma Mazzocco, nell’esporre i progetti integrati di filiera (pif) nel settore lattiero caseario che hanno coinvolto 320 imprenditori ha sostenuto che “i veri pif agganciano anche le risorse delle attività produttive, in una nuova ottica dell’agricoltura come risorsa che abbraccia molteplici responsabilità”.
Ha parlato anche del progetto nuovo del sistema allevatori, della regionalizzazione che coinvolgerà le due Apa (trasformate in Ara), “passando dai servizi zootecnici di prima generazione a quelli di seconda, tutto in nuovo progetto regionale, unitario, diffuso ed esteso”.
Sulla biodiversità, ha tenuto una mini lezione il professor Donato Matassino, per 20 anni responsabile della biodiversità per la Fao e grande ricercatore, oltre a essere membro del ConSDABI, istituto di ricerca genetica.
“La Basilicata è una regione ricchissima. Non si trova più la cavallina, suino lucano definito così perchè sgambato. Ora è stato individuato il nero lucano. Lo sforzo ulteriore è fare delle prove per vedere la qualità delle carni. In una visione sistemica zootecnica, la qualità diventa punto fondamentale per uno sviluppo sostenibile”.
Protagonisti gli animali da reddito, ma anche le storie degli allevatori.
“Siamo le sentinelle del territorio – ha detto Maria Stellato, proprietaria dell’azienda agricola zootecnica casearia che produce formaggi pecorini e di capra del Parco del Pollino. Teniamo animali al pascolo però senza retribuzione e i cereali non vengono pagati al prezzo reale. In più, il prezzo di vendita di agnelli e capretti è fermo agli anni 60 quando però 7 mila lire erano soldi”.
“Sicuramente dal comparto ovi-caprino si può ricavare reddito”, ha aggiunto Francesco Sabino, produttore di Venosa che trasforma il latte di capra e di pecora in vere bontà da provare come la pasta filata, ma anche yogurt, budini e ricottine. E’ la strada della diversificazione. Con il latte di bufala, invece, ha puntato su due nuovi prodotti: un delicato di bufala, formaggio cremoso e una giungatina, un latte cagliato.
“Bisogna trasformare in loco – ha detto – e costruire reti di commercializzazione e distribuzione lucane”.
Novità della fiera, gli allevamenti di bufala.
“La vera difficoltà – ha detto Francesco Mazzarelli dell’azienda La Marchesa di Lavello che ha 250 capi per una produzione giornaliera di prodotto trasformato di 250 kg di mozzarelle – è spianare una strada nuova perchè i prodotti ovicaprini e di podolica, oltre quelli a marchio come i pecorini di Filiano e Moliterno hanno già un percorso avviato. Inoltre, noi dobbiamo competere con la mozzarella di bufala campana che ha una storia e una tradizione. Però, fare diversificazione di prodotto può essere redditizio. Il nostro è un prodotto diverso, più dolce, meno acidulo. Utilizziamo solo latte prodotto dalle nostre bufale e abbiamo preferito la vendita diretta con uno spaccio aziendale e due punti”.
Da qualche mese è stata costituita presso l’Apa la sezione bufalina ed equina presieduta da Mauro Mazzarelli. In serata, la festa degli allevatori, con uno spettacolo di cavalli e cavalieri. Oggi, invece, chiusura dell’evento con la premiazione dei vincitori.
Iranna De Meo
————————
IL SALONE
————————
Venerdì 12 novembre al via la tre giorni di Alleva in fiera, il salone della zootecnia organizzato dalle Associazioni allevatori provinciali (Apa) di Potenza e Matera.
Di scena presso l’ente fiera di Tito scalo il mondo della zootecnia con animali, prodotti trasformati e servizi alle aziende, ma anche mostre fotografiche e degli attrezzi contadini.
Una giornata ricca di appuntamenti: momenti tecnici, l’apertura dell’XI mostra nazionale della podolica con la valutazione morfologica dei capi, la mostra interregionale dei cavalli avelignesi, laboratori del gusto, ma anche animazione musicale.
Tanta curiosità per l’angolo adibito alla fattoria della biodiversità con animali da cortile e da reddito.
In esposizione capi delle specie a rischio estinzione come la pecora leccese, il suino nero, l’asino di Martina Franca, storni e fagiani. Un’intera area è stata destinata ai prodotti trasformati.
In vetrina salumi, formaggi freschi e stagionati, uova e porchetta. Un’occasione per conoscere i produttori e fare acquisti.
Durante la cerimonia di inaugurazione l’assessore regionale all’agricoltura, Wilma Mazzocco ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti: “un momento di visibilità degli allevatori, ma anche dei servizi svolti dalle Apa contribuendo alla crescita delle aziende assistite. In queste settimane – ha annunciato – stiamo mettendo a sintesi provvedimenti importanti. Tra le azioni in campo abbiamo puntato alla sicurezza alimentare, al benessere animale e a fare rete tra sistemi”.
A fare un primo bilancio serale, i presidenti dell’Apa di Potenza e Matera, Palmino Ferramosca e Nunzio Di Mauro soddisfatti per l’affluenza di pubblico e il gradimento espresso.
“L’obiettivo – hanno aggiunto – è che Alleva in fiera possa essere un valido supporto per tutti quelli che con noi vogliono essere artefici della crescita e del progresso dell’allevamento di qualità”.
“Sono soddisfatto – ha dichiarato il direttore della struttura allevatoriale, Augusto Calbi – per la forte partecipazione degli allevatori, il gran numero di animali presenti. E’ un’occasione per mettere in evidenza il lavoro degli allevatori e delle strutture di supporto tecnico al loro fianco quali le due Apa, ma anche il lavoro di miglioramento genetico degli animali e dei prodotti da loro ottenuti. E’ motivo di soddisfazione constare la vicinanza delle istituzioni regionali al mondo degli allevatori come testimoniano la presenza dell’assessore Mazzocco e del presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, oltre al prefetto e al vescovo”.
“E’ una rassegna – ha detto Folino – che mette in evidenza il grande patrimonio zootecnico lucano, i suoi prodotti, la nostra storia, le nostre tradizioni quali radici di una qualità alimentare, sana e capace di coniugarsi con le moderne tecniche di produzione. Un grande patrimonio sono i nostri allevatori che contribuiscono a mantenere un territorio a rischio desertificazione. Da qui il monito e la necessità di sostenere a rafforzare la zootecnia lucana”.
Sabato 13 seconda giornata con mostre e il convegno Sulla politica agricola comunitaria (ore 11).
—————————
LA CONFERENZA STAMPA
—————————
Un salone della zootecnia, con animali in esposizione, spettacoli equestri, mostra-mercato di prodotti lattiero caseari, laboratori didattici e del gusto, convegni, worshop e rassegne fotografiche. Un contenitore per far conoscere il mondo zootecnico nei suoi molteplici aspetti: prodotti, territori e cultura.
Sarà tutto questo “Alleva in fiera”, l’evento che da oggi e fino a domenica, si svolgerà presso l’Efab di Tito scalo.
L’iniziativa è stata presentata alla stampa ieri mattina presso la sede dell’Apa di Potenza, l’associazione provinciale allevatori. Ad organizzare la manifestazione le due Apa (Potenza e Matera) in collaborazione con il dipartimento agricoltura della Regione Basilicata.
Appuntamento questa mattina alle 10 per la cerimonia di inaugurazione e la benedizione agli animali.
“Alleva in Fiera – ha detto Nunzio Di Mauro, presidente Apa Matera – è una vetrina del patrimonio zootecnico, facendo conoscere il valore genetico che le Apa con professionalità hanno ottenuto. Sarà l’occasione per far apprezzare al consumatore la qualità di produzioni tracciate e certificate”.
Consumare prodotti lucani è il messaggio lanciato da Di Mauro, non solo per l’alta qualità, ma anche per salvaguardare i redditi delle imprese e posti di lavoro.
Non ha nascosto le difficoltà di un settore in affanno, Palmino Ferramosca, presidente Apa Potenza che ha sottolineato come “Alleva in fiera” sarà un’occasione di confronto tra allevatori, operatori del settore, tecnici e e organizzazioni professionali.
Non è mancato un pensiero di solidarietà agli allevatori del Veneto e della Campania colpiti dall’ondata devastante di maltempo.
A presentare il fitto calendario di appuntamenti è stato il direttore delle due strutture, Augusto Calbi.
Due i workshop della prima giornata (alle ore 11 “Zootecnia e ricerca in Basilicata”, alle 16 “Etichettatura delle carni”), con l’apertura dell’XI mostra nazionale di podolica con la valutazione morfologica degli animali, il corso di aggiornamento per allevatori di podolica a cura dell’Anabic, (l’associazione nazionale allevatori bovini italiani carne) per discutere dei lavori di performance dei tori del centro di Laurenzana che tra qualche settimana saranno battuti all’asta.
Allestito un ristorante “dop”, dove si potranno degustare piatti e prodotti tipici a pagamento a cura dell’associazione cuochi lucani. Previste mini lezione sulla valutazione sensoriale di formaggi e salumi. Sabato sera, la festa dell’allevatore e lo spettacolo con cavalli e cavalieri, con esibizioni attitudinali con esemplari murgesi e avelignesi.
A sfilare una carrozza utilizzata durante il periodo della riforma fondiaria. Vera novità l’esposizione di due allevamenti di bufali.
Tra le mostre, “Mille anni che sto qui” di Rocco Giorgio e quella sulla civiltà contadina, mentre sarà possibile visionare un filmato sulla transumanza. Spazio riservato alle specie in via di estinzione.
“Tra le razze da salvaguardare – ha spiegato Calbi – grande attenzione alla pecora leccese, al suino nero, all’asino di Martina Franca e alla pecora grigia di Potenza (sono ammessi anche altri colori). Per i più piccoli, visita alla fattoria didattica, dove si potranno trovare animali da cortile. La chiusura è prevista per domenica alle 14 con le premiazioni. Sarà un confronto sul settore come momento da difendere e per dare risposte al territorio”.
In bella mostra, 120 podoliche e 110 cavali tra puledri, fattrici e stalloni.
Una rassegna per scoprire il mondo zootecnico nelle sue molteplici espressioni.
da: Iranna De Meo
coordinamento provvisorio per l’Arga Basilicata, referente Arga Campania-Calabria-Basilicata
giornalista free lance
Mobile + 39 347-9553076
iranna77@gmail.com
0 commenti