Premio “Donne in Campo” 2010, promosso dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori
Potenza il Premio della Cia, Donne in campo, anche alle giornaliste Iranna De Meo e Luigia Ierace.

LA NOTA A MARGINE
di Gianpaolo Necco

14 ottobre 2010. L’Arga Campania-Calabria-Basilicata si complimenta con le due giornaliste vincitrici della sezione del “Premio Donne in Campo” voluto dalla Cia, che si è celebrato in prossimità di un evento funesto che a me ed ai soci dell’Arga Campania resterà sempre nella memoria, e che ha la data del 19 ottobre 2006, giorno in cui scomparve il primo presidente dell’associazione dei giornalisti agricoli della Campania, Francesco Landolfo.
Sembra quasi un segno premonitore, in positivo, per la nostra Iranna, impegnata a costituire l’Arga Basilicata, che ha visto premiare il suo impegno professionale in un settore tradizionalmente terreno privilegiato dagli uomini, tant’è che quasi mai si legge di “contadine”, ma spessissimo di contadini.
Eppure, quei contadini, senza l’apporto delle donne, non avrebbero mai avuto la forza di andare avanti e forse nemmeno di esistere.
Onore al merito, dunque, a Iranna De Meo e Luigia Ierace (che spero di trovare tra le iscritte all’Arga Basilicata) che hanno nobilitato e rivalutato, (non solo al femminile, però), un settore col loro diuturno impegno, alla ricerca di tutto quello che valeva la pena di essere divulgato a favore dei profani e degli edotti, soprattutto parlando di ciò che fanno gli addetti ai lavori, gli enti e le istituzioni preposte.
E qui esprimo un mio personalissimo parere, non so quanto condiviso dai signori maschietti: viva le donne, viva Iranna e Luigia e tutte le altre premiate dalla Cia, alla quale va un ringraziamento per aver saputo rivalutare l’opera e l’impegno delle donne in agricoltura, creando un apposito premio.
Gianpaolo Necco, consigliere nazionale Unaga per l’Arga Campania-Calabria-Basilicata.

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Potenza, 16 ottobre 2010.
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Una spiga e un papavero come spilla, simboli della terra e del lavoro di chi opera nel mondo agricolo, ma anche il simbolo consegnato a tre donne in campo.
Sono stati consegnati ieri mattina, nella cornice di palazzo Loffredo, i premi “Donne in campo”, il concorso nazionale indetto dalla Cia.
Un riconoscimento e un ringraziamento simbolico rivolto alle donne che si sono particolarmente distinte nel campo agricolo, giornalistico e della ricerca consegnati nella giornata mondiale dedicata alla donna rurale.
“Le donne in agricoltura sono spesso custodi di pratiche e di conoscenze tradizionali – ha detto Donato Distefano, presidente Cia Bsilicata – che, se da un lato vanno salvaguardate e valorizzate, dall’altro richiedono di essere integrate con le evoluzioni della moderna ricerca.
In tale contesto è essenziale delineare politiche di innovazione che prevedano modalità e azioni che permettano una partecipazione a pieno titolo delle donne.
La multifunzionalità è il modello delle tante agricolture – ha continuato Distefano – che oggi diversificano le attività del comparto agricolo”.

Per la sezione impresa è stata premiata l’azienda agricola La Coccinella di Satriano di Lucania.
Due le imprenditrici, Palma Michela Pascale e Rosanna Dimuro premiate “per l’utilizzo di moderne tecniche di produzione quale quella del fuori suolo, un sistema di coltivazione condotto al di fuori del terreno e che utilizza l’acqua come veicolo di sostanze nutritive per le piante”. L’azienda si occupa della produzione di fragole e piccoli frutti.

Per la sezione ricerca, premiata Donatella Negro, ricercatrice del CNR Istituto di Genetica Vegetale – Centro Tematico per la Biodiversità di Policoro “per aver puntato la ricerca sull’influenza di alcune tecniche agroalimentari sulla variazione del contenuto di polifenoli in due cultivar di carciofo – si legge nella motivazione. Sono stati studiati i fattori agronomici e colturali che favoriscono la biosintesi e l’accumulo degli antiossidanti nei carciofi”.

Per l’informazione, due le vincitrici:

– Iranna De Meo, giornalista agroalimentare, collaboratrice di riviste di settore e coordinatrice dell’Arga Basilicata (associazione dei giornalisti agricoli) “per il significativo apporto dato alla crescita culturale del sistema agricolo regionale. Si è distinta nel promuovere le produzioni locali e le tipicità del territorio della nostra regione. Ampi i servizi giornalistici sulle problematiche degli imprenditori agricoli lucani”;

– Luigia Ierace, collaboratrice de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e “Il sole 24 ore” “per l’ampio servizio giornalistico sull’esperienza di tre donne imprenditrici agricole e il loro impegno non solo per produrre prodotti sani e genuini, ma anche per avvicinare i consumatori al territorio e alle produzioni locali con la “spesa in campagna”.

La piccola scultura è stata realizzata a mano e in esclusiva dal maestro orafo Simeone Giorgio di Matera.
La cerimonia di premiazione è stata preceduta da un convegno sul tema “Agricoltura Multifunzionale: prospettive, sviluppo e salvaguardia ambientale”.
Alla tavola rotonda, coordinata da Paolo Carbone, membro della direzione Cia, hanno partecipato Rosanna Bollettino, presidente dell’associazione Donne in campo della Basilicata che si è soffermata sull’esperienza delle donne nelle fattorie didattiche, negli agriturismi e nella didattica ambientale, Angela Laguardia, vincitrice nel 2008 del premio e addetta alla comunicazione dell’Alsia che ha relazionato sul ruolo delle donne in agricoltura come comunicatrici dei valori della terra, Nicola Figliuolo, assessore alle Attività produttive della Provincia di Potenza, che ha parlato di progettualità integrata e delle azioni messe in campo dall’ente a favore degli agricoltori, Antonietta Botta presidente della Commissione regionale Pari opportunità.
I lavori sono stati conclusi dalla direttore nazionale della Cia, Rosanna Zambelli che ha parlato della maggiore capacità delle donne di cogliere l’innovazione e di essere al servizio del territorio.
“Le aree rurali sono luoghi dove fare impresa e sviluppo – ha detto. La carta di Matera lanciata nella città dei sassi, nello scorso mese di settembre, vuole porre al centro dell’agenda politica l’agricoltura e le sue opportunità. Si rivolge soprattutto ai sindaci e noi chiediamo loro di sottoscriverla per prendere un impegno. Chiediamo per il Mezzogiorno pari opportunità di servizi e infrastrutture per rilanciare il sistema Paese”.

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“PREMIO CIA DONNE IN CAMPO”.
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Potenza, il 15 ottobre 2010. Le vincitrici del Premio:

LE VINCITRICI:

– le imprenditrici agricole Michela Pascale e Rosanna Di Muro, per l’utilizzo di moderne tecniche di produzione quale il “fuori suolo”;

– le giornaliste Iranna De Meo e Luigia Ierace per il significativo apporto dato alla crescita culturale del sistema agricolo regionale attraverso articoli e servizi di informazione;

– la ricercatrice del CNR Istituto di Genetica Vegetale – Centro Tematico per la Biodiversità di Policoro Donatella Negro per aver svolto attività di ricerca sull’influenza di alcune tecniche agroalimentari sulla variazione del contenuto di polifenoli in due cultivar di carciofi.

Queste sono le vincitrici dell’edizione 2010 del Premio Donne in Campo promosso dall’Associazione
“Donne in Campo” della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata.
La cerimonia di consegna del Premio si è svolta oggi a Potenza presso il Palazzo Loffredo (Sala del Cortile) ed è stata preceduta da un convegno sul tema: “Prospettive, Sviluppo, e Salvaguardia Ambientale Agricoltura Interventi: Multifunzionale”, con la partecipazione di dirigenti della Cia, esperti ed amministratori locali e regionali.
Tra le “storie” di donne impegnate nei campi, quella di Michela Pascale e Rosanna Di Muro che utilizzano un sistema di coltivazione condotto al di fuori del terreno e che utilizza l’acqua come veicolo di sostanze nutritive per le piante.
Il sistema viene utilizzato prevalentemente per le produzioni di fragole e fragoline destinate all’alimentazione umana ed al consumo fresco, con ulteriore caratteristiche afferenti la temporalità dei cicli produttivi, infatti le produzioni arrivano a maturazione e sono pronte per il mercato a partire da metà giugno fino ad ottobre, non accavallandosi con le produzioni delle aree limitrofe ed intensive. L’interesse che queste tecniche di coltivazione stanno riscuotendo risulta legato alla possibilità di ottenere buone produzioni sia dal punto di vista quantitativo e qualitativo e di contenere in modo significativo l’impatto ambientale.
La ricercatrice Donatella Negro, invece, studia i fattori agronomici e colturali che favoriscono la biosintesi e l’accumulo degli antiossidanti nei carciofi. L’estrazione delle sostanze ad attività antiossidanti ha permesso di ricavare informazioni utili ed attualmente poco disponibili, su questi preziosi principi attivi di importanza fondamentale nel settore tecnologico alimentare, in quanto potenzialmente utilizzabili in sostituzione degli attuali integratori sintetici che oggi sono di uso corrente nell’alimentazione umana.
Sui temi specifici che riguardano le condizioni di vita e lavoro in agricoltura, di fronte ad uno stato attuale di continua perdita di risorse umane nel mondo agricolo, di un invecchiamento evidente e preoccupante e con un ricambio generazionale insufficiente, la scelta di un numero importante di donne di gestire e costruire imprese agricole – hanno sottolineato le dirigenti di Donne in Campo- va considerato nelle sue potenzialità innovative.
Donne in campo – ha detto la Presidente regionale Rosanna Bollettino – rileggono e reinterpretano il ruolo dell’agricoltura italiana rivendicando sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell’ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e delle culture locali.
Le donne riaffermano così la centralità imprenditoriale che è il perno sul quale ruota lo sviluppo agricolo, il fattore umano come valore economico da incrementare perché la competitività non è garantita dalla struttura aziendale, ma dalla capacità di organizzarla e gestirla.
Le aziende agricole “rosa” –ha affermato il presidente regionale della Cia Donato Distefano – svolgono in modo importante specialmente in attività innovative, come ad esempio nell’agriturismo, le cui imprese per il 35 per cento del totale sono condotte da imprenditrici.
Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni di “nicchia” Dop e Igp, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura.
Donne che guardano all’impresa con sempre maggiore attenzione, che puntano con caparbietà sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti legati al territorio, sulla difesa della biodiversità.
Insomma, vere imprenditrici che operano con la dovuta incisività per una competitività reale sui mercati nazionali e mondiali, che fanno dell’innovazione uno strumento indispensabile per crescere e svilupparsi.

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14 ottobre 2010
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Si svolgerà venerdì prossimo 15 ottobre a Potenza la cerimonia di consegna del Premio “Donne in Campo” 2010, promosso dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, in collaborazione con la Camera di Commercio di Potenza.
La Cia Basilicata ha indetto il “Premio Donne in Campo” edizione 2010 (Donne e Agricoltura – Territori, Risorse rurali e Agroambientali) il cui obiettivo è quello di promuovere l’immagine positiva delle imprenditrici agricole e delle donne che operano nel settore, valorizzando sia il ruolo della donna in agricoltura e sia l’impegno del mondo professionale femminile a favore dello sviluppo del settore agricolo.
Il bando è aperto alle donne imprenditrici dell’agricoltura, alle donne impegnate nelle attività di ricerca e dell’ informazione nel settore.
Il premio prevede tre sezioni di concorso:
Sezione Impresa – il premio è rivolto a donne la cui storia imprenditoriale (continuità generazionale/creazione di nuova impresa) sia caratterizzata da una forte impronta creativa e/o capacità d’innovazione oppure abbiano realizzato di recente progetti, iniziative, investimenti, accordi e joint, caratterizzati da elementi di creatività e/o innovazione;
Sezione informazione – donne che si siano distinte in campo giornalistico e nella pubblicazione di articoli, sondaggi, opinioni, programmi, ecc., diffusione di informazioni e aggiornamenti nell’ambito dell’agricoltura regionale, nel settore agroalimentare e agroindustriale, agroambientale e risorse rurali;
Sezione Ricerca e Sviluppo – donne che operano nell’area della Ricerca e Sviluppo sia nel settore pubblico che privato, che si siano distinte nel settore della ricerca scientifica per lo sviluppo economico e sociale dell’agricoltura regionale, attraverso ricerche, pubblicazioni, seminari, convegni.
La cerimonia del Premio sarà preceduta alle ore 9.30, presso il Palazzo Loffredo (Sala del Cortile), da un convegno sul tema: “Prospettive, Sviluppo, e Salvaguardia Ambientale Agricoltura” .


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