3)LA PIAGA DEL DOPING INFETTA LE OLIMPIADI
Ancora doping. Questa volta cominciano a parlare gli atleti, stanchi di essere guardati come fenomeni da baraccone e di essere “vivisezionati” da media e opinione pubblica. Dopo la squalifica della Pyleva, lo sciatore americano Bode Miller si è lasciato andare a uno sfogo personale: “E’ colpa dei media e dei tifosi se il doping ha preso tanto piede: lo sport alla base è pulito e lo resterebbe se fosse gestito dagli atleti per il puro piacere. In seguito, però, sono i tifosi ed i media che lo corrompono con la pressione che esercitano: nessuno chiede un autografo a chi non vince – ha continuato – e la popolarità è come un veleno.”
Niente pace, dunque, per questa 20° edizione dei giochi olimpici invernali, avvolta ormai da una coltre di sospetto, con il primo caso di doping conclamato: altri 14 atleti,di cui 12 fondisti, sono stati sospesi dal Cio, a causa di un livello di ematocrito troppo alto nel sangue e la russa Olga Pyleva, vincitrice dell’argento nella 15 km del biathlon – è stata sospesa cautelativamente dal Cio, perdendo il titolo. L’atleta di Krasnoyarsk rischia grosso se le controanalisi confermeranno la presenza di una grossa concentrazione del “carfedone”, uno stimolante importato dalla Russia: come emerso da un recente convegno napoletano“Attualità nel doping” promosso dal Centro Nazionale Sportivo Libertas presieduto da Luigi Musacchia e organizzato da Roberto Monti responsabile Nazionale area sanitaria CNSL, gli stimolanti sono sempre più consigliati e adoperati nel mondo dello sport amatoriale e professionistico. Gli stimolanti rientrano nella categoria degli eccitanti centrali che, generalmente, mimano l’azione dei mediatori prodotti dal sistema neurovegetativo simpatico nel corso dell’esercizio fisico e in situazioni di stress. migliorando il grado di attenzione e concentrazione e aumentando la resistenza alla fatica e la tolleranza allo sforzo. Pertanto, può risultare molto utile nel biathlon, sport di fatica, concentrazione e precisione, giacchè prevede anche tiri al poligono: per scongiurare il fenomeno doping e tutelare la salute degli atleti, il Cio ha deciso di effettuare altri 1200 test “dissuasivi”prima del termine delle gare olimpiche di Torino , circa il 72% in più rispetto alla precedente edizione.

2) LA PIAGA DEL DOPING INFETTA LE OLIMPIADI
Ancora doping. Sulla 20a edizione dei giochi olimpici invernali si stende una coltre di sospetto: dopo la positività pre-olimpica di Armando Dos Santos, (istantaneamente escluso dalla formazione della federghiaccio brasiliana) e dopo gli stop forzati, per i valori di ematocrito oltre la norma, per la tedesca Sachenbacher, campionessa olimpica uscente della 4×5, il francese Gallard, il canadese Crooks, i bielorussi Dalidovich e Lazutkin, adesso è doping conclamato. Il primo caso di positività riguarda la russa Olga Pyleva, risultata positiva ad uno stimolante, dopo un controllo antidoping effettuato dopo le gare dei giorni scorsi: la campionessa russa – vincitrice dell’argento nella 15 km del biathlon – rischia di perdere d’ufficio il record e di essere squalificata se le controanalisi confermeranno la presenza di una grossa concentrazione di uno stimolante importato dalla Russia: come emerso da un recente convegno napoleano“Attualità nel doping” promosso dal Centro Nazionale Sportivo Libertas presieduto da Luigi Musacchia e organizzato da Roberto Monti responsabile Nazionale area sanitaria CNSL, gli stimolanti sono eccitanti centrali che generalmente mimano l’azione dei mediatori prodotti dal sistema neurovegetativo simpatico nel corso dell’esercizio fisico e in situazioni di stress. Migliorano il grado di attenzione e concentrazione e aumentano la resistenza alla fatica e la tolleranza allo sforzo; rimane ora da stabilire se il farmaco di produzione russa, adottato dalla Pyleva rientri fra le sostanze proibite dal CIO.

1)Il 15 febbraio, alle ore 9.30 presso l’Hotel Vesuvio, si apre il Convegno “Attualità nel doping” – promosso dal Centro Nazionale Sportivo Libertas e organizzato da Roberto Monti responsabile nazionale CNSL – che verte sull’uso e abuso delle sostanze dopanti , in relazione alla genetica, agli aspetti farmacologici e allergologici del doping, alle conseguenze cardiovascolari ed epatiche, alle nuove metodiche per individuare il fenomeno e al ruolo del medico nello sport: tra i relatori, insigni medici e professionisti del mondo sportivo provenienti da tutta la nazione. La cittadinanza è invitata a partecipare.


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