D’Angelo (Gesco): non bisogna rinunciare ad investire nelle politiche sociali e si deve considerare il welfare locale una priorità
“I tagli nazionali al Fondo Sociale non devono scoraggiare gli investimenti regionali nelle politiche sociali, poiché dallo sviluppo del welfare locale dipende anche lo sviluppo economico dell’intera regione”. Così Sergio D’Angelo, presidente del consorzio di cooperative sociali Gesco, interviene sulla questione del pesante taglio alle spese sociali previsto nella Finanziaria 2006.
“La situazione sociale ed economica del Mezzogiorno – spiega D’Angelo – si è andata sensibilmente aggravando: assistiamo ad una consistente precarizzazione del lavoro, ad una diminuzione del reddito procapite, al notevole aumento del numero di persone a rischio di povertà. Quasi un lavoratore su quattro è irregolare, mentre il sistema di protezione sociale contrasta meno la povertà e si calcola che circa centomila famiglie non possano permettersi nemmeno una casa in affitto. È evidente che a determinare l’impoverimento e il deterioramento sociale sia stato anche il minore apporto della spesa pubblica, che ha penalizzato innanzitutto le regioni del Sud e i loro sistemi locali di welfare. Nonostante la recente legge regionale sul Reddito di Cittadinanza rappresenti una scelta di coraggio da parte della Regione Campania, tuttavia essa non basta ad aiutare concretamente le famiglie povere della regione. Occorre che lo Stato mantenga l’impegno del Ministro Maroni a cofinanziare la misura ma anche che gli enti locali, da parte loro, accelerino i tempi dell’iter procedurale affinché almeno le 18mila famiglie beneficiarie possano accedere al sostegno economico. Bisogna che la Regione Campania realizzi altre misure concrete di integrazione al reddito, come forme di microcredito, percorsi di autoimpiego e iniziative di sostegno all’inserimento lavorativo di persone particolarmente svantaggiate”.
“Per una reale crescita della regione – conclude Sergio D’Angelo – è fondamentale un forte investimento sociale, in grado di garantire occasioni di lavoro vero e un territorio non solo più attrezzato ma anche socialmente accogliente. Il governo deve fare la sua parte provvedendo al più presto ad un’implementazione delle risorse, ma la Regione Campania deve fare uno sforzo straordinario investendo maggiori risorse economiche nelle politiche sociali, che potrà reperire nell’ambito della programmazione del secondo ciclo dei fondi strutturali. L’impiego delle risorse comunitarie in molti ambiti di spesa ha assolto ad un’utile funzione di supplenza rispetto all’insufficienza delle risorse ordinarie, e può assolverla anche per le politiche sociali”.
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