ASOIM le notizie – 28 maggio 2014 Concordo pienamente. Purtroppo l’ignoranza (se va bene) la tocchiamo con mano ogni volta che ci rechiamo in questi uffici quando anche alcuni dirigenti preposti alla tutela dell’ambiente non conoscono le norme basilari che stanno alla base della tutela. Non dico concetti di ecologia (spesso l’estrazione culturale è completamente estranea a questi temi) ma nemmeno l’abbiccì legislativo. Chiediamo di conoscere i progetti e premiamo perché si facciano le valutazioni di incidenza.Danila
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Penso che l’appello di Filli si possa accogliere e concretizzare con un documento congiunto, firmato da varie associazioni e istituzioni, e tra queste immagino l’ASOIM, il Dipartimento Agraria nella forma che saprà immaginare Danilo, realtà associative del mondo teriologico, singoli ricercatori e altre realtà associative do protezione ambientale. Il documento andrebbe indirizzato agli organismi regionali responsabili dei controlli e delle linee guida e agli organi di stampa.Penso che l’ASOIM non abbia alcuna difficoltà a collaborare Maurizio Fraissinet
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e diversi addirittura in allegato II, per non parlare di tritoni ed altre
specie di anfibi come l’ululone appenninico, specie la cui sopravvivenza dipende dai fontanili in pietra, il punto è proprio questo, molto spesso si ignora l’obbligo di una valutazione di incidenza.
Ho visto fontanili occupati da queste specie in riproduzione distrutti da
calce viva e “ristrutturati” col cemento, in aree protette.
Mi chiedo, in molti comuni dove vige l’obbligo di rispetto della componente
dei beni architettonici, paesaggistici, sono rigorosissimi e non ti fanno fare
nemmeno un balcone che non abbia certe caratteristiche, e va benissimo. Nei
cantieri se si trova un bene archeologico durante gli scavi la sovrintendenza blocca tutto (giustamente).
Pensiamo a quanto possa essere importante la persistenza di una specie rara e protetta a livello comunitario rispetto ad una tonalità di intonaco stonato nel contesto.
Probabilmente ci dovrebbe essere più coscienza da parte degli enti parco e da parte della regione ed un maggiore controllo di queste strutture la cui
persistenza, se interessate dall’occupazione di queste specie, non riguarda più il privato che fa la ristrutturazione ma l’intera comunità, non solo locale.
Forse dovremmo essere noi a muoverci perché ci sia un maggiore rispetto delle norme e maggiore attenzione da parte degli enti? Filli
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Se si parla di chirotteri che si riproducono in edifici, la
ristrutturazione necessita della valutazione d’incidenza poiché tutte
le specie figurano nell’all IV della direttiva Habitat.Danilo
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? un pò complicato intervenire perché la misura dei PIRAP prevede
finanziamenti per il turismo rurale nelle aree naturali protette. Se
un immobile di proprietà di qualcuno, sia esso pubblico o privato,
può godere di un finanziamento per la ristrutturazione è difficile
negarlo. L?unica cosa che si possa fare, ritengo, è quello di
inserire prescrizioni per mitigare l?impatto (periodi di apertura
del cantiere, prevedere misure per agevolare la nidificazione,
ecc.). Queste dovrebbero essere emanate dalla Regione.Un cordiale saluto Maurizio Fraissinet
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Cari tutti,vi scrivo in merito ad un’approvazione di finanaziamenti per pirap in aree parco appena emesse,dentro la pagina cliccate su “definitiva …. pirap” http://redazione.regione.campania.it/rcnews_ce/showDocumentsNletter.php?
nletter=nletter&num_newsletter=288&pgCode=G6I56R5441 molti riguardano la ristrutturazione di casali, muretti, ponti in pietra, fontanili, ecc, credo in piena area parco,ora mi chiedo, dato che queste strutture sono estremamente importanti per alcune specie come uccelli, chirotteri (questi ultimi tutti di interesse conservazionistico), e in particolare gli abbeveratoi in pietra per anfibi in riproduzione, spesso corrispondenti a specie estremanete esigenti e localizzate,in cosa consisteranno queste ristrutturazioni? in che periodo verranno fatte?…possibile che la regione che dovrebbe essere l’ente preposto a questi controlli conceda questi finanziamenti in aree protette senza assicurarsi della salvaguardia delle specie per le quali è stata istituita l’area parco e grazie alle quali hanno avuto questi finanziamenti? possibile che ignorino che spesso, magari, le ristrutturazioni non vanno fatte per niente, o almeno, che ci si debba assicurare che non fungano da ricovero per queste specie?…qui non si tratta di mancati controlli, ma di finanziamenti devoluti ad attività probabilmente impattanti da parte dell’ente che dovrebbe proibirle/regolamentarle Vi prego non lasciamo cadere la cosa Grazie Filli Carpino fillicarp@libero.it
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25 maggio 2014 Già nell’uscita del 4 maggio scorso, in compagnia di Paola Conti, Elio Esse e Danila Mastronardi, rimasi colpito dalla presenza di alcuni Mignattai in una garzaia del casertano e da alcuni atteggiamenti: si posavano spesso sui rami, volavano in coppia. Non sembravano uccelli in migrazione. Quest’anno, vale la pena ricordarlo, la specie in Campania è stata particolarmente abbondante durante il passo, come non mai per il recente passato. Sapevo del periodo di ferie elettorali a scuola per le elezioni europee, ed avevo già deciso da tempo quindi di dedicare la giornata di sabato 24 maggio alle osservazioni nel casertano: c’era da verificare la presenza dei Cavalieri d’Italia e delle Pernici di mare, nonché contarle come faccio ogni anno; c’era da verificare se nei nidi di Cicogna bianca erano nati i cicognini, cercare le Ghiandaie marine e andare a ricontrollare la garzaia per capire se quella mia sensazione sui Mignattai era stata solo un’impressione o poteva avere un fondamento.
Il giorno prima l’ottimo birder che risponde al nome di Alessandro Motta aveva postato un messaggio sulla mailing list di birding campania in cui segnalava di ver visto i Mignattai alla garzaia e che la cosa era quanto meno sospetta. Sono partito quindi ancora più motivato. Dopo aver contato, insieme a Paola Conti e Marcello Bruschini, il discreto numero di Pernici di mare e il calo numerico, invece, dei Cavalieri d’Italia rispetto allo scorso anno, ci siamo diretti alla garzaia. La prima cosa che ci ha colpiti quando siamo arrivati è stata la frenesia con la quale diversi Mignattai sorvolavano il saliceto e il canneto: uno spettacolo. Poi, con calma, abbiamo osservato un esemplare portare un rametto, due accoppiarsi e altri due che ci sono sembrati posati su rami, come se stessero covando, ma purtroppo in una posizione così interna alla vegetazione che rendeva impossibile capire se stessero su di di un nido. Abbiamo contato almeno 3 coppie. Abbiamo provato ad osservare il saliceto anche dall’altro lato ma il sentiero finisce presto, il canneto è fittissimo e ci sono rischi per l’incolumità delle persone perché c’è il rischio di sprofondare su di un suolo piuttosto instabile con, forse, anche fossi.
L’euforia che ci ha preso è stata davvero tanta: Costa nel 1857 riteneva che solo pochi individui si potessero fermare nel Regno di Napoli, ciò fa presupporre che non nidificasse in Campania almeno dalla metà del XIX secolo, se mai vi abbia nidificato in precedenza. Nell’Italia meridionale peninsulare è nota la sola nidificazione nelle paludi del foggiano. Non è finita qui. Ad una distanza notevole dalla garzaia, in un altro punto della piana abbiamo visto altri 4 esemplari in volo. Erano lontani. Chissà dov’erano diretti! Ovviamente queste osservazioni non danno ancora la certezza della riproduzione, occorrerà tornare per ulteriori verifiche, ma l’euforia e l’entusiasmo sono stati davvero stellari. Per il resto la garzaia ospitava moltissimi nidi di Airone guardabuoi con gli adulti ancora in cova, almeno 3 nidi di Nitticora con invece i pulcini già abbastanza sviluppati, 2 coppie di Sgarza ciuffetto e un paio di coppie di Garzetta. Il nido di Cicogna bianca di Cancello Arnone ospitava 2 pulcini, ancora piccoli, mentre quello di Brezza è risultato abbandonato (che tristezza), anche se i locali sostengono che le cicogne si vedono ancora volare intorno al traliccio.Purtroppo non abbiamo visto Ghiandaie marine e nemmeno un’Averla piccola, pur avendo fatto un percorso lunghissimo (siamo stati sul campo dalle 14,30 alle 20,00) in ambienti idonei.Un cordiale saluto Maurizio
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23 maggio 2014 Cari amici, ieri è stata proprio una bella giornata. Tanti studenti la mattina, tanti uccelli presi o ascoltati, tanto interesse e tanta simpatia in un posto molto bello. Un bel modo davvero per festeggiare e celebrare la giornata mondiale della biodiversità. Un grazie a Danilo Russo che si è fatto carico di organizzarla e ai tanti soci ed amici che ci hanno dedicato parte del loro tempo: Silvia Capasso, Filli Carpino, Paola Conti, Elio Esse, Alma Florio, Silvana Grimaldi, Claudio Labriola, Danila Mastronardi, Salvatore Mirra, Stefano Piciocchi, Fabio Tornatore.
Un cordiale saluto Maurizio
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Il 22 maggio 2104 l’ASOIM è impegnata tutta la giornata nel Parco e nella Reggia di Portici per la giornata mondiale della biodiversità.
Vi invitiamo a venirci a trovare ma anche, per chi può, a darci una mano: montare e smontare reti, portare materiale, ecc. Grazie Maurizio
Sulle ali della biodiversità Un evento per celebrare la Giornata Internazionale della Biodiversità Le Nazioni Unite hanno proclamato il giorno 22 maggio 2014 Giornata Internazionale della Biodiversità per ricordare a tutti quanto la nostra vita sia indissolubilmente legata a quella di tutti gli altri organismi che abitano sul Pianeta. Il tema del 2014 è quello delle isole, e il MUSA (Musei delle Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Napoli Federico II), l’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale), il Wildlife Research Unit del Dipartimento di Agraria e Città della Scienza, hanno deciso di ricordare gli animali che, tipicamente, sono tra i primi a colonizzare le isole di nuova formazione, anche quelle più remote e lontane: gli uccelli e i pipistrelli. Grazie alle ali, questi animali hanno conquistato la terza dimensione, quella del cielo, che è negata a tutti gli altri vertebrati. Il ricco programma della giornata comprenderà affascinanti incontri con i ricercatori impegnati, in campo, a studiare questi animali, anche grazie alla possibilità di utilizzare il Bosco della Reggia di Portici e l’Orto Botanico e presentazioni a cura di noti specialisti.
Mattino:Ore 10.00. Aula 1 del Complesso Mascabruno. Saluti del Direttore del Dipartimento di Agraria, Prof. Paolo Masi, e del Direttore del MUSA, Prof. Stefano Mazzoleni
Presentazione della giornata a cura di Danilo Russo (Wildlife Research Unit, Dipartimento di Agraria)Maurizio Fraissinet (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale). Un mondo di ali: storia naturale degli uccelli a seguire:Escursione nel Parco Gussone con lezione di birdwatching e visita a una stazione di inanellamento allestita dai ricercatori dell’ASOIM. Possibilità di imparare a identificare le principali specie di uccelli presenti nell’area osservandoli e riconoscendone il canto. Pomeriggio:
ore 16.00. Aula 2 del Complesso Mascabruno. Danilo Russo (Wildlife Research Unit, Dipartimento di Agraria). I signori della notte. Alla scoperta dei pipistrelli. Al termine del seminario ci sarà la possibilità di osservare da vicino alcuni pipistrelli.
Ore 17-18. Aspettando l’imbrunire: Birdwatching e inanellamento in campo coi ricercatori ASOIM Ore 18. Maurizio Fraissinet. Presentazione “Gabbiani in città”.
Dalle 20.30. Escursione notturna con i ricercatori del Dipartimento di Agraria e dell’ASOIM: ascolto dei pipistrelli in caccia al bat detector e censimento dei rapaci notturni con richiami registrati.
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16 maggio 2014 Cari amici,visto che l’anticipo di data per il night and day 2014 non risolve i problemi di alcuni di Voi, rimaniamo alla data del 21 e 22 giugno. Camillo sta prediponendo gli itinerari per capire come organizzarci, quante squadre servono e come organizzare coloro che potrebbero venire la domenica.Un cordiale saluto Maurizio
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11 maggio 2014 Cari amici, anche quest’anno organizzeremo il Night and Day. Con questo orribile titolo intendiamo un fine settimana (week end, per chi non parla italiano) in cui ci dedichiamo all’esplorazione ornitologica di un territorio poco o nulla esplorato della nostra Regione (e non solo, lo abbiamo fatto anche in Basilicata e Puglia). Partiamo la mattina del sabato, ci dividiamo in squadre e, sotto la guida di un coordinatore, esploriamo dal punto di vista ornitologico il territorio che ci è stato assegnato, riportando il tutto in un taccuino e tenendoci in contatto telefonico con le altre squadre. La sera ci troviamo in un punto di ritrovo (in genere un agriturismo scelto dall’organizzatore), trascriviamo le osservazioni in un unico registro (database per chi non parla italiano), ci raccontiamo le osservazioni, ceniamo, facciamo ulteriori monitoraggi con il metodo dei versi registrati (play back per chi non parla italiano) per verificare la presenza dei notturni e infine, stanchi me contenti, andiamo a dormire. La mattina della domenica si continua negli altri territori che sono stati assegnati alla squadra, e spesso si prosegue anche nel pomeriggio. Se non ci riesce a incontrare i dati raccolti vengono inviati all’organizzatore che li mette in ordine e poi vengono messi nella banca dato dell’Associazione che in tal modo va ad ampliarsi. Un resoconto (report per chi non parla italiano) viene stilato alla fine e inviato ai partecipanti.
Finora abbiamo visitato il Matese, il Partenio, i Picentini, Ischia, la Penisola Sorrentina, il Motola e il Cervati. Una volta abbiamo fatto anche una contemporanea per l’isola di Capri ma fu di un solo giorno. Quest’anno, come Vi ha anticipato Camillo Campolongo, visiteremo il Calore Irpino, un fiume molto affascinante ma quasi del tutto sconosciuto sotto il profilo ornitologico. Il programma prevede un percorso che dalla confluenza con il Fiume Volturno ci conduce fino alle sorgenti sul Monte Accellica. La sosta per la cena e la notte è prevista in un agriturismo nella zona di Taurasi (slurp!). L’Assemblea ha deliberato per il fine settimana del 21 e 22 giugno. Camillo ci faceva sapere che sarebbe utile poter disporre di 5 – 6 squadre. In ogni caso Vi invito a tenerVi pronti e cominciare a programmarVi gli impegni in funzione di quel fine settimana. Appena Vi è possibile comunicate a Camillo la Vostra disponibilità perché lui possa pianificare le squadre e i percorsi. Diciamo che dovremmo avere gli elementi per pianificare per i primi di giugno. La partecipazione alla spedizione, oltre al grande piacere di stare insieme e di divertirsi, comporta anche il contributo di ognuno di noi alla conoscenza ornitologica di aree ancora inesplorate dal punto di vista ornitologico della Campania, e quindi del territorio nazionale. Per alcuni territori la nostra visita comporterà la prima visita di un ornitologo in senso assoluto, o quanto meno dal 1900 ad oggi. In questi casi non mancano mai le belle sorprese. Un cordiale saluto Maurizio
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9 maggio 2014 Stamane piacevole passeggiata ai Camaldoli di Napoli (Parco pubblico ed Eremo) in compagnia dell’amico Flavio Ferlini, a Napoli per un convegno.
Osservati:
2 Gheppi
6 Gabbiani reali
Piccioni domestici
Tortore dal collare
Picchi rosso maggiore
Picchio verde
Rondoni comuni
Scriccioli (in gran numero)
Merli
Usignoli di fiume
Capinere
Pigliamosche
Cinciallegre
Cinciarelle
Rampichini
1 Gazza
1 Cornacchia grigia
1 Corvo imperiale
Passere d’italia
Fringuelli
Verzellini
Verdoni
Un cordiale saluto Maurizio Fraissinet [mfraissinet@tiscali.it]

Categorie: Ornitologia

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