ASOIM le notizie di marzo 2014
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28 marzo 2014
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Suggerisco di andare sul sito del Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni perché c’è il seguente bando “BANDO PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI PER ATTIVITÀ DIDATTICA E DI RICERCA IN FAVORE DI STUDENTI E GIOVANI RICERCATORI, PER STUDI E RICERCHE SVOLTE NEL TERRITORIO DEL GEOPARCO DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI”
Un cordiale saluto Maurizio
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27 marzo 2014
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Parte la terza edizione del concorso fotografico “Memorial Mario Milone”, il più bel modo per tenere sempre vivo il ricordo del “nostro professore”, fondatore dell’Asoim.
Le foto dovranno rappresentare la natura tipica del Parco Nazionale del Vesuvio, con tre diverse sessioni: paesaggi, flora spontanea e animali selvatici. Tutti possono partecipare, con una quota d’iscrizione di 10 euro a concorrente.
Sul sito www.asoim.org troverete il regolamento e la scheda di partecipazione. Scadenza per la presentazione delle foto: 15 luglio 2014.Per info: postmaster@asoim.org.
Danila Mastronardi
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26 marzo 2014
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Caro Maurizio,
in Basilicata se vuoi vederne a go-go che ti ssaltano tra i piedi in Basilicata nei posti che frequento io almeno se ne trovano 🙂
Per quanto riguarda la tua mail, la sentenza del tar mi sembra giusta.
Praticamente la Regione qualsiasi richiesta abbia l’accetta, così si leva dalle rogne ah ah!
glia arriva una VI di tizio e va bene, gli arriva la richiesta dell’asoim di non accettare e va bene lo stesso…
Se c’è bisogno di aiuto nella valutazione di questi documenti mi offro volentieri (se è fatta da ingegneri poi…).
Per quanto riguarda l’impianto segnalato da Camillo non mi è chiara una cosa, dici che le VI sono state fatte dai funzionari regionali ma questo è illegale, è la società proponente che si deve assumere l’onere di fare uno studio del luogo ed una valutazione, he poi la regione giudica.
Poi non ho capito riguardo alla questione habitat in direttiva. Se ci sono habitat di allegato non è detto che non so possa fare interventi, se si sia o meno in area sic…ma forse ho capito male io…
a presto e grazie per il lavoro di salvaguardia dell’ambiente che fate a beneficio di tutti noi
Filli
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[asoim] eolico in Irpinia
non ho mai visto una luscengola così da vicino, complimenti. Per l’eolico, la sentenza del TAR fa capire proprio che è necessario presentare controdeduzioni in modo da costringere la Regione a prendere una posizione. E poi in quelle zone ci dovrebbero essere Nibbio bruno, Falco pellegrino, eventualmente Nibbio reale, Biancone, Succiacapre, Averla capirossa che sono tutte specie di appendice 1 della Direttiva Uccelli, e poi ci sono, come dici tu, gli habitat prioritari. Questo costringerà comunque anche le imprese a smettere di fare VI a tavolino, ma a chiamare professionisti seri in grado di fornire info più precise e anche misure di mitigazione serie, là dove applicabili….altrimenti ciccia, non si fanno e basta, tanto ce ne è fin troppe Maurizio
p.s.: se non ce l’hai ti invio il file dell’ASOIM con le controdeduzioni per l’impianto di Monteverde
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eolico in Irpinia
Caro Maurizio,
questa notizia arriva proprio mentre stiamo valutando le azioni per contrastare alcune richieste di impianti eolici nella parte settentrionale della provincia di Benevento (tra le propaggini del Matese e le alte colline tra il Tammaro ed il Fortore).
Come al solito, le VI sono state eseguite a tavolino, senza nessun sopralluogo e da parte di funzionari regionali che non conoscono minimamente il territorio;
per giunta, si basano sulle relazioni presentate dalle stesse società richiedenti…
Purtroppo, finora non abbiamo avuto significativi elementi (non avendo segnalazioni/testimonianze di specie di rilevante importanza ai sensi della Direttiva “Uccelli”) per richiedere il diniego alla Regione, ma proprio in questi giorni stiamo ipotizzando la segnalazione di habitat prioritari (ai sensi della Direttiva “Habitat”) ai gruppi istruttori (per le VI ancora in corso) o alla Commissione Europea (per le VI concluse e gli impianti autorizzati).
Dai primi sopralluoghi effettuati sembra che siamo in presenza di tali habitat in zone SIC !
Intanto vi invio la foto di una luscengola trovata in un prato-pascolo presso Cerreto Sannita.Camillo
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24-mar-2014 19.54 eolico in Irpinia
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Cari amici, nei giorni scorsi il TAR Campania ha depositato una sentenza su di un impianto eolico di grosse proporzioni in provincia di Avellino. Non è l’impianto di Monteverde in cui viene citata continuamente l’ASOIM (stiamo attendendo ancora il deposito della sentenza), ma un altro, poco distante, contro il quale pure ci siamo mossi insieme al Gruppo Italiano Ricerche Chriotteri, GLICINE, Dip. di Agraria della Federico II di Napoli e sicuramente altri che però ora non ricordo (chiedo scusa in anticipo ma non trovo più tutte le email di quel periodo per una cancellatura dell’elenco in memoria).
E’ una sentenza che dà torto alla Regione Campania che aveva negato l’autorizzazione. E’ una sentenza che però apre alcuni importanti spunti di riflessione.
In sostanza il TAR dice che la Regione Campania non si può limitare a dire no, ma deve intervenire attivamente nella valutazione degli atti (VIA, Valutazione di Incidenza ed altro) che vengono prodotti, anche in presenza di terzi (noi) che producono documenti tecnici in contrapposizione a quelli presentati dai proponenti. Ci sono poi tante altre motivazioni che riguardano aspetti amministrativi e colpevoli ritardi nell’agire della Regione, ma quello che interessa noi è il fatto che la Regione non può limitarsi a ricevere le Valutazioni e a non operare un’analisi critica delle stesse, e lo stesso non può non farlo dinanzi a controdeduzioni tecniche e scientifiche. La Regione deve quindi, e io direi finalmente, entrare nel merito e studiare ciò che viene scritto nelle relazioni tecniche di VIA e di Valutazione di Incidenza, soprattutto quando ci sono anche altri che confutano le affermazioni della società che chiede l’autorizzazione.
Ora si riaprono quindi i termini per il riesame del progetto (non è detto che venga autorizzato) e si rifarà la conferenza di servizi e in essa i nostri documenti questa volta dovranno essere presentati.
Questo ci chiama in causa e ci responsabilizza ancor di più nell’agire per denunciare bugie, falsità, mancanze, errori, imprecisioni nelle VIA e nella Valutazioni di Incidenza che spesso vengono protocollati nelle Regioni italiane.Un cordiale saluto
Maurizio Fraissinet
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24 marzo 2014
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Non ho mai visto una luscengola così da vicino, complimenti. Per l’eolico, la sentenza del TAR fa capire proprio che è necessario presentare controdeduzioni in modo da costringere la Regione a prendere una posizione. E poi in quelle zone ci dovrebbero essere Nibbio bruno, Falco pellegrino, eventualmente Nibbio reale, Biancone, Succiacapre, Averla capirossa che sono tutte specie di appendice 1 della Direttiva Uccelli, e poi ci sono, come dici tu, gli habitat prioritari. Questo costringerà comunque anche le imprese a smettere di fare VI a tavolino, ma a chiamare professionisti seri in grado di fornire info più precise e anche misure di mitigazione serie, là dove applicabili….altrimenti ciccia, non si fanno e basta, tanto ce ne è fin troppe Maurizio
p.s.: se non ce l’hai ti invio il file dell’ASOIM con le controdeduzioni per l’impianto di Monteverde
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Monday, March 24, 2014 10:37 PM
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From: Camillo Campolongo
[asoim] eolico in Irpinia
Caro Maurizio,questa notizia arriva proprio mentre stiamo valutando le azioni per contrastare alcune richieste di impianti eolici nella parte settentrionale della provincia di Benevento (tra le propaggini del Matese e le alte colline tra il Tammaro ed il Fortore).
Come al solito, le VI sono state eseguite a tavolino, senza nessun sopralluogo e da parte di funzionari regionali che non conoscono minimamente il territorio;
per giunta, si basano sulle relazioni presentate dalle stesse società richiedenti…
Purtroppo, finora non abbiamo avuto significativi elementi (non avendo segnalazioni/testimonianze di specie di rilevante importanza ai sensi della Direttiva “Uccelli”) per richiedere il diniego alla Regione, ma proprio in questi giorni stiamo ipotizzando la segnalazione di habitat prioritari (ai sensi della Direttiva “Habitat”) ai gruppi istruttori (per le VI ancora in corso) o alla Commissione Europea (per le VI concluse e gli impianti autorizzati).
Dai primi sopralluoghi effettuati sembra che siamo in presenza di tali habitat in zone SIC !
Intanto vi invio la foto di una luscengola trovata in un prato-pascolo presso Cerreto Sannita.Camillo
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24-mar-2014 19.54
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[asoim] eolico in Irpinia
Cari amici, nei giorni scorsi il TAR Campania ha depositato una sentenza su di un impianto eolico di grosse proporzioni in provincia di Avellino. Non è l’impianto di Monteverde in cui viene citata continuamente l’ASOIM (stiamo attendendo ancora il deposito della sentenza), ma un altro, poco distante, contro il quale pure ci siamo mossi insieme al Gruppo Italiano Ricerche Chriotteri, GLICINE, Dip. di Agraria della Federico II di Napoli e sicuramente altri che però ora non ricordo (chiedo scusa in anticipo ma non trovo più tutte le email di quel periodo per una cancellatura dell’elenco in memoria).
E’ una sentenza che dà torto alla Regione Campania che aveva negato l’autorizzazione. E’ una sentenza che però apre alcuni importanti spunti di riflessione.
In sostanza il TAR dice che la Regione Campania non si può limitare a dire no, ma deve intervenire attivamente nella valutazione degli atti (VIA, Valutazione di Incidenza ed altro) che vengono prodotti, anche in presenza di terzi (noi) che producono documenti tecnici in contrapposizione a quelli presentati dai proponenti. Ci sono poi tante altre motivazioni che riguardano aspetti amministrativi e colpevoli ritardi nell’agire della Regione, ma quello che interessa noi è il fatto che la Regione non può limitarsi a ricevere le Valutazioni e a non operare un’analisi critica delle stesse, e lo stesso non può non farlo dinanzi a controdeduzioni tecniche e scientifiche. La Regione deve quindi, e io direi finalmente, entrare nel merito e studiare ciò che viene scritto nelle relazioni tecniche di VIA e di Valutazione di Incidenza, soprattutto quando ci sono anche altri che confutano le affermazioni della società che chiede l’autorizzazione.
Ora si riaprono quindi i termini per il riesame del progetto (non è detto che venga autorizzato) e si rifarà la conferenza di servizi e in essa i nostri documenti questa volta dovranno essere presentati.
Questo ci chiama in causa e ci responsabilizza ancor di più nell’agire per denunciare bugie, falsità, mancanze, errori, imprecisioni nelle VIA e nella Valutazioni di Incidenza che spesso vengono protocollati nelle Regioni italiane.Un cordiale saluto
Maurizio Fraissinet
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21 marzo 2014
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Cari amici, da ieri è attiva la stazione di inanellamento montata nella Riserva Naturale gestita dal Corpo Forestale dello Stato sulla duna antistante il Lago Patria.
Ieri siamo stati allietati dalla cattura di un Gufo comune ed oggi da quella di una Beccaccia. C’è però bisogno di una mano. Ieri a dare una mano ad Elio e Danila per il montaggio c’è stato Stefano D’Orazione e stamane per le attività di inanellamento era presente Silvia Capasso. L’ambiente che ci ospita è semplicemente incredibile. Varcare il cancello d’ingresso alla Riserva significa entrare in un altro mondo, un mondo fatto di silenzi, profumi, vegetazione rigogliosa, animali selvatici, assoluta assenza di tracce della scomoda e invadente presenza umana. Sono chilometri di una costiera mediterranea selvaggia e incontaminata.
C’è ancora tutto il week end per venire a godersi questo paradiso e per dare una mano.
Telefonate ad Elio per l’appuntamento in loco Un cordiale saluto
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15 marzo 2014
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Cari amici, il consiglio direttivo ha fissato per il 13 aprile la data per l’Assemblea dei soci.
All’OdG c’è l’approvazione del bilancio consuntivo del 2013 e alcune altre questioni amministrative.
Intendiamo anche presentare i progetti di ricerca sulla Ghiandaia marina e sul Gabbiano reale urbano e le proposte dei Night and Day.
A questo appuntamento se ne aggiunge un altro a cui sta lavorando il nostro socio “statistico” Stefano Giustino, in cui vogliamo illustrare l’analisi degli andamenti degli uccelli acquatici registrati nel corso degli anni, esaminati con il metodo statistico del TRIM, e illustrare nel contempo anche questo programma statistico.
A questo appuntamento vorremmo invitare tutti i partecipanti ai censimenti dell’ASOIM.
Vorremmo chiedere i Vostri gradimenti a proposito delle seguenti possibili scelte:
1) Assemblea dei soci presso l’Oasi WWF di Serre – Persano la mattina. Assemblea della durata di circa due ore e poi restante parte della mattinata e pomeriggio liberi di visitare l’Oasi. Per il pranzo è possibile prenotare da Renato al Ristorante L’Airone. In questo caso però vorremmo sapere quanti intendono fermarsi a pranzo.
2) Visita la mattina dell’Oasi, pranzo da Renato al Ristorante L’Airone per chi lo desideri e assemblea dei soci nel primo pomeriggio, con l’inserimento, in questo caso, anche dell’incontro con Stefano Giustino
3) Visita la mattina dell’Oasi, pranzo da Renato al Ristorante L’Airone per chi lo desideri e assemblea dei soci nel primo pomeriggio, senza l’inserimento dell’incontro con Stefano Giustino a cui vorremmo dedicare più tempo
4) Assemblea dei soci presso la nostra sede di San Giorgio a Cremano (in questo caso non di domenica, ma nel pomeriggio di un giorno feriale, di un sabato o di un sabato mattina) con programma completo, incluso l’incontro con Stefano
5) Organizzare due appuntamenti, uno con Stefano a San Giorgio e l’altro per l’Assemblea dei Soci a Persano
Il motivo per cui non abbiamo ancora deciso autonomamente sono dovuti al fatto che non sappiamo a quanti soci va l’idea di andare a Persano per l’assemblea domenica (se ne andrebbe l’intera giornata), pur sapendo che l’Oasi del WWF è molto bella e merita una visita.
Vi saremmo grati se ci faceste avere per tempo (max una settimana) il Vostro parere per orientarci nella scelta
Prima di chiudere una bella notizia.
Da alcuni giorni abbiamo un nuovo socio – Filippo Tatino – un bravo ornitologo, là dove per “bravo ornitologo” nel mio personalissimo giudizio intendo una persona che conosce bene gli uccelli e li sa riconoscere, ma che, a questo associa, simpatia e tanta voglia di divertirsi. Benvenuto Filippo. 15 marzo 2014 Maurizio
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14 marzo 2014
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Cari amici, anche quest’anno proseguiamo il monitoraggio delle coppie di gabbiano reale urbano.
I risultati dello scorso anno (chi è venuto al workshop dell’1 marzo ha potuto accorgersene di persona)sono stai più che lusinghieri.
Abbiamo coperto bene il territorio della città di Napoli e di San Giorgio a Cremano e Portici. Occorre però continuare. Dobbiamo completare il monitoraggio della popolazione urbana nella città di Napoli e nelle altre città dell’hinterland, ma anche altre città della regione (Salerno ed Agropoli, ad esempio).
A questo si aggiunga il censimento delle coppie nidificanti lungo la costa di Posillipo e Nisida che lo scorso anno, per le avverse condizioni metereologiche, non abbiamo potuto effettuare.
In particolare chiediamo di segnalarci nidificazioni in atto in qualsiasi centro urbano le osserviate, inviando ad un’apposita casella di posta elettronica: gabbianiurbaninapoli@libero.it
una email con l’osservazione (coppia, nido, uova, pulcini, quanti pulcini o altro che volete indicarci), l’indirizzo esatto (via, piazza, numero civico se possibile, città, e se ne avete la possibilità anche le coordinate geografiche).
Sono da coprire bene quest’anno, perché lo scorso anno non è stato possibile effettuare un buon monitoraggio, i quartieri di Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Miano, Secondigliano, Capodichino, e i centri urbani di Pozzuoli, Torre del Greco, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, oltre a Salerno ed Agropoli e qualsiasi altra realtà urbana vi dovesse capitare di vistare e constatare la nidificazione della specie.
Vi chiediamo quindi di darci una mano.
Da quest’anno inoltre il progetto è diventato nazionale e ciò ci stimola ancor di più nell’agire.
La bella foto di Antonella Taddei in allegato ritrae “Gaetano il Gabbiano urbano” che farà da mascotte alla campagna di monitoraggio
Grazie e cordiali saluti
Maurizio
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4 marzo 2014
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Cari amici, con la pubblicazione degli atti del convegno di ornitologia di Trieste ho superato i 200 lavori tra articoli e libri a carattere scientifico. Una piccola soddisfazione che mi piaceva condividere con Voi.
Maurizio
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RESOCONTO DEL WORKSHOP DELL’1 MARZO 2014 SUL GABBIANO REALE NEI CENTRI URBANI ITALIANI
A cura di Maurizio Fraissinet
La mattina dell’1 marzo 2014 si è tenuto presso la sede dell’ASOIM il workshop dedicato al Gabbiano reale nei centri urbani italiani. Un evento pensato e deciso in occasione del XVII Convegno Italiano di Ornitologia, tenutosi a Trento.
Hanno partecipato Fulvio Fraticelli e Maurizio Fraissinet in qualità di relatori e un pubblico fatto di soci dell’ASOIM (con il Consiglio Direttivo quasi al completo), appassionati e medici veterinari iscritti alla Scuola di Patologia Aviare dell’Università Federico II di Napoli. Il tempo davvero inclemente e la defezione di alcuni relatori non hanno inciso per fortuna sull’interesse e la qualità dell’incontro, al termine del quale si è sviluppato un ricco, intenso e proficuo dibattito. Alcuni relatori impossibilitati a partecipare hanno comunque fatto pervenire materiale utile che è stato distribuito o riportato nelle relazioni.
I temi trattati sono stati i seguenti:
1) La necessità di avere un buon grado di conoscenza della consistenza numerica della popolazione nidificante nei centri urbani italiani, oltre a sapere in quali centri urbani nidifica. Qui nasce un problema da risolvere che è quello della definizione di cosa si intende per centro abitato. Rientra in questo anche il piccolo villaggio di pescatori di un’isoletta? Probabilmente no, ma comunque si deve fornire una definizione. Molto utili gli aggiornamenti pervenuti da Alessio Franceschi per Livorno (il cui testo è stato distribuito in copia ai partecipanti), Enrico Benussi per Trieste e Sandro Brina per Cesenatico. Interessante anche il dato che Alessio fornisce per la Toscana sostenendo che circa il 60% delle coppie continentali toscane è urbano. Un dato che, riflettendo, trova riscontro anche nel Lazio e in Campania e forse anche in altre regioni. E’ stato presentato da Fraissinet un prospetto in cui si indicavano alcuni dati relativi a città italiane in cui è stato possibile comparare i numeri dell’inizio del processo di colonizzazione con quelli degli ultimi anni: è risultato evidente come in tutte le città prese in considerazione sia stata esponenziale e rapida la crescita della popolazione nidificante. C’è inoltre da coprire una serie di vuoti, Sicilia, Sardegna e Puglia, ad esempio, ma non solo.
Per quanto riguarda questo primo aspetto lo scopo del progetto è quindi quello di avere un aggiornamento della situazione in Italia, ottenuto però attraverso una corretta pianificazione su base nazionale per il periodo riproduttivo. Altri risultati attesi sono la conoscenza geografica della nidificazione urbana del Gabbiano reale in Italia, consistenza numerica della popolazione nidificante, scandita per ogni centro urbano, tipologia del substrato scelto per la nidificazione, date di schiusa e di involo. In aggiunta sarebbero utilissimi il numero medio di giovani involati per nido, la percentuale sul totale almeno delle coppie continentali nidificanti nella regione e la dieta.
2) I metodi di censimento e di copertura efficace del territorio. Un tema questo affrontato soprattutto nella relazione di Fulvio Fraticelli. Sarà difficile riuscire a trovare un metodo univoco per il censimento considerando le notevoli differenze geografiche, morfologiche e architettoniche dei nostri centri urbani. Se, ad esempio, per città come Livorno e Napoli (chissà, forse anche Genova) agevola di molto il conteggio dei nidi sui tetti collocandosi sui punti alti della città (conteggio ovviamente non esaustivo, come lo stesso Alessio Franceschi faceva notare), per altre città questo è improponibile e Roma, ad esempio, è davvero una città in cui è difficile operare il conteggio: alle difficoltà legate al tipo di territorio, alla vastità della città, alla dimensione notevole della popolazione di gabbiano nidificante, si aggiunge anche la particolare architettura di molti edifici storici, ricchi di orpelli architettonici che spesso nascondono i nidi all’osservatore. Per quelle città quindi in cui è molto difficile effettuare il censimento ci possono essere due approcci: effettuare l’indagine su più aree campione in cui sia possibile effettuare un buon censimento ed estrapolare le densità ottenute, potendo in tal modo avere anche un margine di errore che faccia capire, sulla base della stima, quanto sia il range effettivo della popolazione, coinvolgere i cittadini nella raccolta dei dati, assecondando anche il criterio di indagine suggerito dalla Direttiva 2007/2/CE del Parlamento e del Consiglio europeo e che va sotto il termine di “citizen science” , adottato di recente anche dal Ministero dell’Ambiente nella conferenza ISPRA sulla biodiversità. I due metodi ovviamente non sono in contrapposizione. Il secondo, in particolare, ha il vantaggio anche di avvicinare i cittadini al fenomeno e di educarli ad un approccio corretto e consapevole alla specie. Per realizzarlo però è necessaria una buona comunicazione.
Nel dibattito molto partecipato e interessato sviluppatosi nel corso del workshop si sono analizzati i vari metodi. In primo luogo, ovviamente, è necessario coinvolgere tutti gli addetti ai lavori: mailing list ornitologiche e similari (EBN Italia, nodi EBN locali, Lista dei Vertebrati, ecc.), siti web delle varie associazioni ornitologiche italiane, l’ordine dei veterinari, ma anche l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani (in sala era presente la responsabile campana che ha aderito all’iniziativa), la LIPU e altre realtà del genere. Questo però non potrebbe bastare e Fulvio Fraticelli propone anche l’organizzazione di un Gabbiano reale urbano day (ribattezzato in “Contagabbiani Day”) da tenersi nella prima decade di maggio che veda il coinvolgimento dei cittadini i quali potrebbero inviare le loro segnalazioni ad una email (una per regione) indirizzati da una semplice scheda per quello che riguarda le informazioni utili da fornire. Al momento si è scartata l’ipotesi Ornitho.it, pure esaminata nel dibattito, perché è sembrata troppo macchinosa la compilazione della scheda per chi non è pratico di questo strumento, al quale, peraltro, occorre comunque iscriversi. Resta molto aperto invece il dibattito su quali mezzi di comunicazione utilizzare per veicolare la notizia e l’appello.Maurizio
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3 marzo 2014
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A Oulu sono stato qualche anno fa.
Una bella cittadina finlandese ma, in realtà, più svedese come cultura ed etnia.
Piuttosto a nord e presumibilmente un pò freddina Maurizio
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The University of Oulu is an international scientific community, with 16 000 students and approximately 3 000 employees. The strenghts of the University are wide multidisciplinary study/research interests and modern research and study environment and good cooperation with international educational and research institutes. More information http://www.oulu.fi/english/
The following job is open in the University of Oulu:
We offer a unique opportunity to join in the exciting project “Evolutionary approach to trophic interactions under climate change” led by Professor Markku Orell at the Department of Biology. The project is funded by the Academy of Finland. The project focuses on climate change induced phenological shifts across four trophic levels of a boreal forest food chain. We study the following multitrophic system: (1) the birch and (2) associated insects, (3) insectivorous bird species (the willow tit, the Siberian tit, the great tit, the blue tit, the pied flycatcher) and (4) two species of birds of prey (the pygmy owl, the sparrow hawk).
The project aims at understanding trophic level-specific responses to climate change and the underlying mechanism, and the consequent changes in ecosystem function. The candidate will work on birds and insects with the following specific questions:
(1) Does climate change induce phenological changes and mismatches between trophic levels? Long-term data are available on birch budburst, caterpillar occurrence, egg laying and hatching dates for the focal bird species to study temporal trends in phenologies within and between trophic levels. We examine changes in synchrony of prey phenology and timing of predators’ highest food demand to see if climate warming has caused trophic mismatches. We expect that climate warming advances phenologies but causes unequal species-specific responses in the food chain, conjoined with changes in synchrony among the trophic levels.
(2) Do animals respond to climate change by plastic responses or by genetic adaptation? In this study, evolutionary potential (i.e. additive genetic variance) and phenotypic plasticity of insect and bird phenology will be studied by applying the “animal model” methodology. Four insect species constituting the most potential food resources of the Parids with either an “early” or “late” phenology in relation to breeding period of birds will be subjected to experimental manipulation of thermal conditions. With long-term pedigree data of the northern Parids, we determine the relative roles of evolutionary and phenotypic responses in the observed changes in timing of breeding.
(3) Do birds use the emergence of adult prey generation as a cue to initiate breeding in the spring? This will be studied in a large-scale field experiment where the perceived timing of moth emergence will be manipulated close to bird nesting sites.
The applicants should hold PhD in a relevant field of bioscience, with knowledge of population ecology and quantitative genetics. Skills in employing advanced statistical methods, capture-recapture models for open populations with extensions implemented in Program MARK, generalized linear mixed models and the derived “animal model” are advantageous. We are looking for an enthusiastic and highly motivated researcher with problem solving skills expected to be able to both teamwork and independent work in lab and field.
Starting date: April 1st, 2014, but negotiable. Duration of the position: 1.5 years with an option to 6 extra months.
The salary will be based on levels 5 – 6 of the demand level chart for university-level teaching and research staff of Finnish universities. In addition, a salary component based on personal work performance will be paid (maximum of 46.3 % of the job-specific component). The salary is in practice roughly 3 000 – 3 500 € per month, depending on the qualifications and experience of the candidate. Health insurance and other benefits are included.
Applications, including any attachments, should be submitted using the electronic application form by March 14th, 2014, at the following address:
in Finnish:
http://www.saimanet.com/certiahome/open_jobs_view_new.html?did=5600&lang=fi&jc=1&new_ijob_request=true
in English:
http://www.saimanet.com/certiahome/open_jobs_view_new.html?did=5600&lang=en&jc=1&new_ijob_request=true
The following documents must be attached to the application: (1) a brief letter of motivation, (2) CV,
(3) list of publications, and (4) contact details of two references.
For further information regarding the filling of this post, please contact Faculty of Science, University of Oulu:
Professor Markku Orell (markku.orell@oulu.fi, +358 294 481216)
Dr. Seppo Rytkönen (seppo.rytkonen@oulu.fi, +358 294 481257)
Dr. Panu Välimäki (panu.valimaki@oulu.fi, +358 294 481256)
Chief Administrator Tiina Pääkkönen (tiina.paakkonen@oulu.fi, +358 294 481256)
(Prof. Orell, Dr. Rytkönen and Dr. Välimäki are out of office 3rd – 7th March, but may be reached by phone.)
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