IL DISTRETTO INDUSTRIALE DI ARZANO
HA 5 NUOVE IMPRESE.

Noleggio degli abiti da cerimonia, artigianato e tessile. Cinque nuove imprese nel distretto industriale di Arzano.
I risultati del progetto Apri in un convegno al teatro Le
Maschere.
Dal noleggio degli abiti da sposa firmati all’artigianato etnico africano, dalla vendita di abiti sacri ai gioielli in ceramica fino alla produzione di magliette con
cardiofrequenzimetro incorporato per l’attività sportiva con misuratori del battito cardiaco. Nuove idee d’imprese crescono nel distretto industriale di Arzano. Dieci ragazzi, cinque business plan per altrettante aziende che dovrebbero sorgere nell’area a nord di Napoli e seminare occasioni di lavori e speranze di sviluppo.I cinque progetti sono il lusinghiero risultato del progetto A.Pr.I. (Arzano progetto impresa), nato neIl’ambito del POR Campania 2000 – 2006 – Misura 4.3, e sviluppato dall’intesa tra il Comune di Arzano e le società Protom Spa e RC&P Srl. Una complessa azione su una vasta area tra Napoli e Caserta. Si tratta del distretto industriale n. 5 comprendente i comuni di Aversa, Cesa. Frignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Marcellino, San Tammaro, Sant’Arpino, Succivo. Teverola,Trentola Ducenta, Villa di Brianzo, Arzano, Casandrino,
Casavatore, Casoria,Grumo Nevano, Frattamaggiore, Melito di Napoli. Sant’Antimo.
Qui è stata sviluppata un’azione che ha creato contatti tra gli imprenditori, percorsi formativi per giovani con idee di lavoro autonomo, e la costruzione di una rete di animazione e servizio per lo sviluppo del territorio.
I cinque business plan sono stati presentati questa mattina, al Teatro Le Maschere di Arzano, nel corso di un convegno.
La tavola rotonda, moderata dal giornalista Antimo Scotto, è stata anche l’occasione di rilanciare la sfida sul territorio del distretto industriale e per fissare nuovi
obiettivi.
“Si tratta di idee di imprese che possono avere successo perché cercano l’innovazione nella
specificità territoriale – ha detto Raffaele Cercola,
professore di Marketing territoriale, presidente della
Mostra d’Oltremare e partner del progetto – Valorizzano
il genius loci. Esaltano la non omologazione e cercano, pur
nella semplicità, lo sfruttamento di potenzialità specifiche, irripetibili.Il noleggio degli abiti da cerimonia, in un’area che conta 22mila matrimoni l’anno
e che con la crisi economica, vede un impoverimento delle famiglie, può essere una idea di impresa brillante,piccola ma efficace. Anche la vendita di abiti sacri, in
un’area vasta di 100mila fedeli e 30 comunità cattoliche, ha un suo mercato. Per non parlare poi di
produzioni innovative come la t-shirt con tecnologia avanzata o gli accessori etnici africani e in ceramica. Idee che attingono alla tradizione locale e si inseriscono in un mercato che ne ha bisogno. Sono sfide importanti, che
possono avere futuro e creare sviluppo. Su questi territori,
vale molto di più un ragazzo che ce la fa e che diventa un
simbolo positivo che dieci caserme dei carabinieri”.
“Iniziative come queste ricostruiscono la speranza – ha
sottolineato Roberto Ferracci, della commissione straordinaria del Comune di Arzano – La vera impresa produce ricchezza e sviluppo per la collettività. Queste idee hanno un forte potenziale”.
“L’ente comunale – ha detto Angela Errichiello, Comandante della Polizia municipale e responsabile attività economiche del Comune
di Arzano – è lieto di aver collaborato a un progetto di
questo tipo che nel tentativo di stabilire una connessione
tra imprese e istituzioni, può far superare un gap che rallenta lo sviluppo”.
“In Campania – ha spiegato il sindacalista Achille Capone, presidente dell’Ebac – muoiono più aziende di quanto ne nascano. Siamo indietro, non solo rispetto al nord ma anche verso regioni del centrosud come Abruzzo e Basilicata. Mettendo in rete più soggetti e lavorando su servizi e innovazioni possiamo
crescere”.
“La vera sfida è fare sistema – ha concluso Massimo Pierro, del distretto industriale di Arzano
– se riusciamo a ragionare come un blocco territoriale potremo lanciare la scommessa dello sviluppo e vincere qualche partita importante”.

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L’ANNUNCIO DELLA CONFERENZA
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Nuove imprese nel settore tessile tra Napoli e Caserta
Il progetto A.Pr.I. presenta i suoi risultati in un convegno ad Arzano.
Un sostegno a donne e giovani senza occupazione per la creazione di piccole imprese operanti nei settori tessile, abbigliamento e calzaturiero.
Questo, in sintesi, l’obiettivo del progetto A.pr.I., nato neIl’ambito del POR Campania 2000 – 2006 – Misura 4.3, e sviluppato dall’intesa tra il Comune di Arzano e le società Protom e RC&P.
I risultati finali del progetto saranno presentati giovedì 11 settembre, alle ore 11, al teatro Le Maschere di Arzano, nel corso di una tavola rotonda moderata dal giornalista Antimo Scotto e animata dagli interventi di Angela Errichiello, Dirigente Attività Produttive del Comune di Arzano, di Raffaele Cercola, Prof. Ordinario di Marketing Territoriale per l’ ATI PROTOM S.p.A-RC&P s.r.l, e Guglielmo Allodi, Assessore alle Risorse strategiche, Bilancio, Programmazione negoziata, Politiche comunitarie della Provincia di Napoli.
Prevista la partecipazione anche di Alessandra Bocchino, Presidente EFI Campania, Achille Capone, Presidente EBAC e degli imprenditori Gabriele Peluso e Giorgia Barba.
Il convegno, che segue quello dello scorso luglio nel corso del quale sono stati presentati i risultati intermedi, è il punto di approdo per l’intensa attività svolta sul territorio durante lo sviluppo del progetto, che ha riguardato un distretto industriale importante quello dell’area stretta tra Napoli e Caserta.
Si tratta del distretto industriale n. 5 comprendente i comuni di Aversa, Cesa. Frignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Marcellino, San Tammaro, Sant’Arpino, Succivo. Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Brianzo, Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Frattamaggiore. Grumo Nevano, Melito di Napoli. Sant’Antimo. Un’area che mescola punte di eccellenza produttive con una realtà territoriale degradata e densa di problemi sociali.
Un territorio dove la mancanza di lavoro e l’economia sommersa rappresentano due facce di una stessa emergenza.
Il progetto A.Pr.I. ha tentato, nel corso della sua azione, di incidere sul territorio attraverso una pluralità di interventi in favore di giovani e donne non occupati che avessero voglia di guardare all’autoimpresa come alla frontiera di nuove possibilità di sviluppo.
Sono state sviluppare azioni di assistenza e animazione, per promuovere la nascita di nuove imprese, specie giovanili e femminili, la realizzazione di percorsi di emersione e la cooperazione fra imprese; sono state attivate inoltre azioni di marketing territoriale per promuovere la localizzazione di investimenti esogeni e la cooperazione interregionale fra distretti e sistemi di imprese.

INFO
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