Dal 24 settembre al 3 ottobre parte la festa dei funghi sanniti: sua maestà il porcino è a Cusano Mutri, (Bn)
AGENEWS. Dal 24 settembre fino al 3 ottobre a Cusano Mutri è di scena la ventiseiesima edizione della sagra dei funghi, la popolare manifestazione dedicata al fungo porcino, sovrano indiscusso del sottobosco cusanese. Chi ha già partecipato alle edizioni precedenti, sempre più affollate di visitatori, vedrà riproposta la tradizionale e collaudata formula arricchita da sorprese e novità. Agli stand gastronomici, alla mostra mercato dell’artigianato locale, alla musica, ai balli si affiancano le escursioni su itinerari mozzafiato, dalle Forre di Lavelle alla suggestiva grotta dei Briganti o alle spettacolari Gole di Caccaviola, corridoio di rocce scolpite nell’acqua nel corso dei millenni. Previste anche visite guidate al museo del territorio e alla parco geo-paleontologico di Pietraroja. In più intrattenimento e nuove iniziative – promettono gli organizzatori – renderanno la manifestazione ancora più accattivante. Il comune invita aficionados e neofiti, amanti della buona cucina e dell’aria salubre, della natura e del divertimento a non perdere l’importante appuntamento che diventa anche un’occasione per visitare il grazioso paese, luogo di frequenti manifestazioni culturali ed enograstronomiche. Per informazioni i numeri da contattare sono 0824862003, 3475571183.
Sull’evento pubblichiamo una circostanziata nota di Antonio Capuano che ha toccato con mano festa e funghi:
Autunno, stagione di fiere e di sagre, alla riscoperta di antiche tradizioni culturali e gastronomiche, occasioni per valorizzare un artigianato superstite alla standardizzazione commerciale e i tipici prodotti della terra. Ogni anno il già fitto calendario propone nuove manifestazioni offrendo agli appassionati sempre maggiori alternative per trascorrere intense giornate. Ormai non vi è paese, non vi è frazione, che non ospiti un evento gastronomico, talvolta incentrato su un prodotto locale, naturale o lavorato che sia, talvolta su qualche piatto tipico del posto. E in questa moltitudine, come ogni anno, spicca la Sagra dei funghi di Cusano Mutri.
La Sagra, giunta ormai alla ventiseiesima edizione, è diventata un punto di riferimento per gli amanti della natura e dei suoi prodotti che sempre più numerosi affollano le stradine del caratteristico borgo addossato alle pendici del monte Mutria, appendice del massiccio del Matese. Provengono da tutta la Campania, dal Molise ed anche da altre regioni, attratti dalla bellezza del luogo, dalla buona cucina, dalla possibilità di acquistare prodotti artigianali di ottima fattura, e dalla sapiente organizzazione del comune, che mette a disposizione dei visitatori servizi di alta qualità.
Anche noi decidiamo di tornare a quella festa alla quale abbiamo partecipato anche l’anno scorso, nonostante il clima incerto e le previsioni non confortanti per la giornata, e riusciamo a coinvolgere altri amici. Il viaggio è lungo come al solito, rallentato dal traffico nei pressi di Maddaloni, dove si concentrano i turisti da sagra o da scampagnata, che eleggono la provincia beneventana a meta per le loro smanie gastronomiche, e dalla mancanza di segnaletica a Telese, che ci costringe, come la volta scorsa, ad appellarci al nostro senso dell’orientamento, non infallibile.
Appena giunti ci accolgono numerosi volontari che ci indirizzano ordinatamente verso il campo sportivo adibito a parcheggio, ed altri spazi per la sosta sono a disposizione nelle zone limitrofe. Da questi punti partono con alta frequenza le navette gratuite che ci accompagnano all’ingresso del paese, dove sono ubicati i punti di accoglienza, di informazione, e gli uffici della pro loco. Qui è possibile prenotare escursioni naturalistiche alle Forre di Lavelle o alla Grotta dei Briganti, suggestivi scenari della montagna, o alle Gole di Caccaviola, articolato sentiero attraverso rocce scolpite dal millenario passaggio dell’acqua, alle visite guidate al Museo Civico del Territorio ed al Parco geo-paleontologico di Pietraroja. Proseguendo troviamo gli stand gastronomici dove acquistare funghi secchi, sott’olio , tartufi, ed altre specialità, oppure dove è possibile mangiare un pasto completo composto da portate a base di fungo porcino, a 12 euro. Inizia a piovere, e ne approfittiamo per mangiare in uno di questi ristorantini, dove ci servono varie pietanze il cui protagonista è il fungo porcino: tagliatelle, lasagne, fusilli al pomodorino, pasta fatta in casa on fagioli e funghi, salsicce, ariste di maiale, bruschette alla crema di funghi, e vino. La qualità dei prodotti è buona, ma l’esigenza di soddisfare le richieste di un gran numero di visitatori penalizza la qualità della preparazione.
Finito di piovere riprendiamo il nostro cammino ed entriamo nel borgo, dove il folclore diventa festa, dove passeggiare significa entrare nelle abitazioni, scoprire l’arte dell’artigianato, assaggiare, degustare, sorridere, ringraziare, acquistare, bere, mangiare, scoprire, meravigliarsi, ballare, ridere, scherzare, e riposarsi. Qui tutto è festa, tutto è allegria, e non si può restare indifferenti, non si può resistere alle tentazioni gastronomiche proposte in ogni angolo del paese, ai crostoni alla cusanese, alle degustazioni di salumi e formaggi, alle innumerevoli specialità ai funghi porcini, c’è tempo e voglia per sorseggiare ottimi vini, per assaporare i dolci di castagne, per chiudere con liquori di more, di fragole o di alloro. Poi passeggiando l’appetito ritorna ed ecco la scoperta di nuove specialità, dove il fungo regna incontrastato, persino nella classica zeppola, oppure nella pizza fritta. E dopo? Ci si incammina di nuovo per le stradine che salgono verso la parte alta del paese, verso nuove piazze, nuovi panorami, nuove occasioni culturali di svago, come il museo civico, il planetario, i resti del castello medievale, chiesette rurali. Riscendendo giù dall’altra parte ancora mostre, ancora cibo, ancora artigianato, oggetti in legno, di marmo, quadretti, tessuti, prodotti di pelle, e giù di nuovo fino ad un’altra piazza, dove assistiamo a spettacoli, a balli tradizionali in costume, simili alla pizzica salentina o alla tarantella napoletana, a esibizioni canore, e ancora ce ne sarebbero stati la sera. Alla fine siamo stremati, ma felici di aver vissuto una festa meravigliosa, e come tutti ci ripromettiamo di tornarci anche l’anno venturo, magari portando nuovi amici, magari col bel tempo, e già progettando in quale posto mangiare, quali manicaretti assaggiare e quali prodotti acquistare. Per il viaggio di ritorno compriamo un sacchetto di caldarroste appena fatte, e lentamente raggiungiamo la navetta che ci riporta alla nostra auto.


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