ANEA
Biocarburanti, dal primo luglio scatta l’obbligo comunitario
Anea: “Chiediamo un tavolo tecnico alla Regione Campania”

Dal 1 luglio le auto italiane non saranno più alimentate solo a benzina o diesel. Nel serbatoio dovrà esserci necessariamente anche una quota dell’1 per cento di biocarburanti, ottenuti dall’agricoltura. Lo stabilisce la direttiva comunitaria n. 30 del 2003, attuata dalla legge nazionale n.81 dell’11 marzo 2006, che impone ai produttori di integrare progressivamente i loro carburanti con bioetanolo (prodotto dalla fermentazione di barbabietole da zucchero, mais e vinacce) e biodiesel (derivato dall’olio di colza o di girasole). Si comincia dal 1 luglio con un obbligo dell’1 per cento, per salire al 5 nel 2010, quasi in linea con la direttiva europea che prevede per l’Italia il 5,75 per cento.

L’Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente) ha calcolato i vantaggi legati all’applicazione della direttiva europea a Napoli e in Campania. Nel 2004 in città si sono consumate 190mila tonnellate di benzina e 100mila di gasolio e in tutta la regione 1 milione di tonnellate di benzina e 1milione e mezzo di gasolio. Per soddisfare il fabbisogno regionale bisognerebbe produrre circa 35mila tonnellate di biocarburanti tra il 2006 e il 2007 che diventano 175mila nel 2010. Inoltre, risparmiando l’1 per cento di benzina e gasolio, a partire dal prossimo primo luglio, si eviterebbe di immettere in atmosfera 8100 tonnellate di anidride carbonica all’anno nella sola città di Napoli e 90mila tonnellate in tutta la Campania. Secondo le stime oggi disponibili si calcola che per produrre l’1 per cento di biocarburanti bisognerebbe coltivare circa 1700 ettari per coprire il fabbisogno di Napoli e 22mila ettari per quello di tutta la Campania. “La strada ormai è tracciata: bisogna puntare sull’oro verde anche in Campania per contrastare il caro-greggio. Chiediamo, pertanto, al più presto l’attivazione di un tavolo tecnico con la Regione Campania. In questo modo – sottolinea Macaluso, direttore dell’Anea – si potrebbero riconvertire le produzioni agricole in eccedenza come il tabacco”.

Numerosi i vantaggi ambientali legati all’uso di biocarburanti, sperimentati già in altri paesi europei (Svezia, Francia e Germania) e in Brasile, leader mondiale nella produzione ed esportazione di biocarburanti, che ha puntato su quello che è già stato definito “l’oro verde”, già dal 1975. Rispetto al gasolio tradizionale il biodiesel annulla le emissioni di anidride carbonica, riduce quelle delle polveri sottili (pm10, mentre il bioetanolo dimezza le emissioni di benzene). E questo in linea con gli obiettivi fissati per la qualità dell’aria e nel rispetto del Protocollo di Kyoto che impone la progressiva riduzione di gas serra: per l’Italia -6,5 per cento entro il 2010. Inoltre, l’uso di biocarburanti riduce la dipendenza dall’uso del petrolio, utilizzando le produzioni in eccedenza di determinate colture agricole (es. barbabietole da zucchero) o permettendo la riconversione di altre (es. tabacco).

Napoli, 29 giugno 2006


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