ALPE NEWS.
SALONE DEL GUSTO: DALLE MALGHE DELL’ALTOPIANO D’ASIAGO,
UN PRESIDIO SLOW FOOD VALORIZZA
L’ASIAGO STRAVECCHIO DI ECCELLENZA
Il presidio Slow Food dell’Asiago Stravecchio
protagonista al Salone del Gusto 2008
Vicenza, 23 ottobre 2008
Giovedì 23 Ottobre, alle ore 13.30 presso il Caffè Letterario (Lingotto, ingresso Padiglione 2), nella giornata inaugurale del Salone del Gusto 2008, è stato presentato il Presidio dell’Asiago Stravecchio, un progetto di valorizzazione della produzione di eccellenza delle malghe dell’Altopiano dei Sette Comuni realizzato grazie alla collaborazione e al sostegno del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago Dop.
L’Asiago Stravecchio è un prodotto rarissimo, che offre una straordinaria complessità di gusti, sapori e aromi. Perdere un formaggio eccezionale come l’Asiago stravecchio delle malghe dell’Altopiano dei Sette Comuni sarebbe un danno irreparabile. Eppure il rischio esiste: perché una buona forma di Asiago diventi stravecchio occorrono almeno 18 mesi di stagionatura in ambiente naturale e molti malgari preferiscono vendere prima le forme. Per questo ogni anno sono sempre di meno le forme di stravecchio.
Per questo Slow Food ha istituito un Presidio composto da sette piccoli produttori dell’Altopiano e sostenuto dal Consorzio di Tutela Formaggio Asiago che, dall’anno scorso, ha avviato un progetto di promozione della produzione estiva di Asiago Dop.
I malgari si sono dati un regolamento aggiuntivo, a integrazione di quello della Denominazione di Origine. Il regolamento del Presidio Slow Food prevede la produzione – solo negli storici Comuni dell’Altopiano – e una pratica di allevamento che prevede il pascolo ed esclude insilati, mangimi industriali e prodotti ogm. Ma soprattutto, definisce la produzione migliore: da giugno a settembre. Il Presidio vuole convincere i casari a far stagionare a lungo un maggior numero di forme di stravecchio Dop, avvicinando un mercato interessato a riconoscere la giusta ricompensa per una qualità eccellente e, soprattutto, vuole fare in modo che i malgari siano sempre più consapevoli del loro ruolo, fondamentale per la tutela di queste montagne e per la salvaguardia di una cultura e di una tradizione antichissime.
Durante l’incontro sono intervenuti Franco Manzato, vicepresidente della Regione del Veneto, Mario Broggiotti e Gino Bortoletto di Slow Food ed Antonio Pozzan, direttore del Consorzio di Tutela.
Le caratteristiche dell’Asiago stravecchio sono state illustrate dal produttore Riccardo Rela (Az. Agr. Waister di Canove di Roana), che ha presentato il prodotto dall’amico e collega Toni Rodeghiero a Malga di Porta Manazzo (1.700 m s.l.m.).
Ufficio Presìdi italiani Slow Food, Alessandro Cecchini, tel. +39 0172 419714 (a.cecchini@slowfood.it).

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Bordolesi Cabernet Merlot 2008: un viaggio nel gusto,all’indietro nel tempo sino alle radici della nobiltà europea
Vicenza, 20 ottobre 2008
Per valorizzare e promuovere la produzione di Asiago Stravecchio, formaggio raro e prodotto in estate in quantità molto limitata nei pascoli dell’Altopiano di Asiago, Slow Food ha costituito un Presidio. L’appuntamento con la presentazione dell’iniziativa, realizzata in collaborazione e con il sostegno del Consorzio di Tutela, è per giovedì 23 ottobre alle 13.30 presso il Caffè Letterario del Lingotto a Torino, in occasione della giornata inaugurale del “Salone del Gusto”.

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Lonigo, 20 ottobre 2008
Assaporare un taglio bordolese, questa mescolanza di Merlot e Cabernet Sauvignon, qualche volta di Franc, è raccontare al proprio palato una tradizione vitivinicola di secoli. Ai vini bordolesi sarà dedicato “BCM, Bordolesi Cabernet Merlot”, il grande evento vitivinicolo e mondano in programma per il 21, 22 e 23 novembre a Villa Da Porto “La Favorita” a Monticello di Fara di Sarego, nella cornice dei Colli Berici, a sud della città di Vicenza.
Le preziose etichette presenti a BCM rappresentano dunque, per l’appassionato degustatore, la possibilità di fare un autentico viaggio nel gusto, un cammino all’indietro nel tempo, fino alle radici della nobiltà europea. Originario del Bordeaux, la regione degli châteaux, dei cru e dei terroir, questo matrimonio di mosti fiore ci porta lontano nelle epoche e nell’arte enologica. Le prime testimonianze scritte del valore di questa regione risalgono al 1152, con le nozze di Eleonora di Aquitania con Enrico Plantageneto poi re d’Inghilterra nel 1154. Esperienza secolare che si tramuta in un taglio che, sapientemente dosato nei suoi due componenti, sa dare sensazioni complesse sia all’esame olfattivo che gustativo.
Il tipico rosso rubino intenso, con riflessi granato, indice di invecchiamento e passaggio in legno, ci fanno capire da subito con che cosa abbiamo a che fare. E’ questa perizia e capacità tecnica, nonché la loro fama, che probabilmente hanno spinto alcuni produttori vitivinicoli italiani nella seconda metà dell’Ottocento, per lo più nobili, ad introdurre in Italia i due vitigni base di questo taglio: Merlot e Cabernet. L’azione venne intrapresa anche per rilanciare la nostra viticoltura, all’epoca flagellata da diverse malattie. Sembra che la più antica importazione in Italia di Cabernet risalga al 1820, da parte del conte Sambuy, che lo introdusse nelle sue vigne di Valmagra, nella pianura di Marengo, presso Alessandria.
In Italia questi vitigni hanno trovato ambienti pedoclimatici simili e allo stesso tempo diversi dal Bordeaux, loro zona d’origine, aspetto questo non di poco conto, perché ha permesso nel corso degli anni di avere in Italia tagli bordolesi con caratteristiche sensoriali peculiari. Così, alla perizia enologica bordolese, i vini italiani hanno aggiunto le peculiarità dei suoli, dei microclimi, di un’attenta maturazione: tutti fattori che insieme al lavoro dell’enologo, all’uso del legno o alla scelta dell’acciaio hanno creato vini spesso unici.
Ogni componente è fondamentale per la creazione di un buon vino. Assaporare un taglio bordolese vuol dire, al naso, giocare con sentori tostati e speziati, derivati dal processo di maturazione e d’invecchiamento del vino; in bocca, con morbidezze e durezze dei tannini legate al periodo di maturazione che il vino ha avuto in barriques, o in botti grandi, oppure in acciaio. Tanti elementi che rendono questi vini intriganti e allo stesso tempo impegnativi: come tutte le cose “nobili”, del resto.
“BCM – Bordolesi Cabernet Merlot”, giunta alla terza edizione, metterà in mostra oltre 250 etichette delle più blasonate bottiglie del panorama enologico italiano e mondiale. I prestigiosi vini verranno proposti in degustazione al pubblico nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 novembre, biglietto di ingresso 15 euro.
La terza edizione di “BCM” è realizzata dal Co.Vi.Vi – Consorzio Vini Vicentini “Palazzo del Vino” con il contributo di Camera di Commercio di Vicenza, Provincia di Vicenza e Regione Veneto, in collaborazione con Vicenza Qualità e l’associazione di ristoratori “Le Buone Tavole dei Berici”.
L’evento quest’anno porta, non a caso, il sottotitolo “Vini aristocratici, nobili produttori” per dare risalto al mondo della nobiltà e allo stretto legame che esso ha con il bordolese. Saranno presenti infatti una ventina di produttori “di sangue blu” ed accanto a questi anche autorevoli firme della moda.

Accrediti:
http://www.pertile.org/bcm8.php

Foto nobili e stilisti produttori attualmente disponibili:
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http://www.ilnomedelrosato.it/monica/foto/brachetti.peretti.conte.aldo.e.figli.jpg
http://www.ilnomedelrosato.it/monica/foto/brachetti.peretti.didascalia.doc
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Categorie: Il Contadino

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