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L’Unione Provinciale ha chiamato a raccolta le cooperative di tutti i settori,dalle agricole al credito, dalle edilizie alle sociali e di lavoro

Confcooperative Vicenza:“Avanti tutta sulle rinnovabili”
Presentata il 26 maggio a Vicenza
“BIT – Banca per l’Investimento sul Territorio”, finanziaria delle Banche di Credito Cooperativo che accompagna passo a passo nella realizzazione di progetti di autoproduzione di energia e di risparmio energetico.
Ogni anno 4 miliardi di incentivi alle fonti rinnovabili finiscono negli inceneritori: questo dato dev’essere riequilibrato.
A Reggio Emilia straordinari risultati dalla prima Cooperativa Agroenergetica Territoriale italiana

Vicenza, 27 maggio 2010
Il sole, la sorgente di energia più potente ed inesauribile, riscalda e si trasforma in altre fonti energetiche: muove le turbine eoliche ed idroelettriche e diventa vita vegetale che può essere sfruttata per combustione o gassificazione.
La stessa energia fornita dal petrolio, è stata, un tempo, assimilata dal sole.
E’ inevitabile che la diversificazione della produzione di energia a favore della rinnovabile comporti la creazione di impianti diffusi, sempre più piccoli e vicini ai punti di consumo, in uno schema di interconnessioni sempre più “a maglia”.
Proprio il contrario del vecchio modello “a macrostella”, fatto di poche megacentrali e da tanti consumatori anche molto distanti dal punto di produzione.
Le tendenze sono tre, già in stato avanzato di applicazione in Emilia Romagna, ad esempio nelle aree tra Reggio Emilia e Parma.
Si tratta di soluzioni tutte molto adatte anche al nostro Vicentino ed a molti altri contesti dell’Italia rurale: i tetti solari per stalle, caseifici ed altri insediamenti, anche con incentivi aggiuntivi per la sostituzione delle coperture in Eternit; gli impianti a biomasse, in grado di assimilare tutti gli scarti delle produzioni agricole, il letame della zootecnia e gli scarti verdi provenienti dalla manutenzione del verde pubblico.
C’è infine la possibilità di produrre cippato dai sarmenti lignei della potatura delle viti, raccolti meccanicamente adattando il meccanismo di sollevamento delle macchine per la fienagione.

Ma il sole può scottare. Per evitare di rimanere accecati dal suo bagliore, in un momento in cui lo sviluppo delle energie rinnovabili appare sempre di più come la via d’uscita per tanti problemi, la galassia delle Banche di Credito Cooperativo ha dato vita ad una finanziaria estremamente specializzata e attiva, che accompagna vecchie e nuove cooperative, privati e comunità locali, nella valutazione, nella progettazione e nella realizzazione di ogni possibile soluzione di risparmio energetico e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
La presentazione è avvenuta nella sede di Confcooperative Vicenza. Si comincia con l’audit energetico per banche ed uffici, dove correggendo cattive abitudini, come luci e computer accesi inutilmente, si può risparmiare fino al 20% in bolletta, fino alla selezione di fornitori e tecnologie, alla consulenza ingegneristica, al finanziamento ed alla realizzazione di impianti di piccole e medie dimensioni.
Oggi in Italia ci sono circa 3.000 tipi diversi di pannello solare fotovoltaico, che vengono proposti da 800 operatori diversi: ciò ha consentito ai prezzi di scendere nel nostro Paese più che in qualunque altro dell’Unione Europea, anche se ha complicato la selezione del prodotto da acquistare.

«Ogni anno 4 miliardi di euro di incentivi per le energie rinnovabili finiscono nel camino dei termovalorizzatori», ha esordito Mauro Conti, direttore di BIT – Banca per l’Investimento sul Territorio: «Questo valore deve essere riequilibrato. Le tecnologie veramente rinnovabili sono mature ed il prezzo è diminutito: parliamo di biomasse, impianti eolici e solari, geotermia. Il fotovoltaico è al momento la più interessante. Grazie alla concorrenza, nell’ultimo anno il costo dello stesso pannello è sceso del 30-40%».

Oggi solo il 7% dell’energia italiana è rinnovabile. L’obbiettivo per l’Italia richiesto dalla UE è raggiungere il 17% entro il 2020. «Dobbiamo arrivarci», ha soggiunto Conti, «In Lombardia un caseificio ha sostituito tutto il tetto con 700 mila euro ed oggi produce formaggio ed elettricità». L’alternativa, per non pagare sanzioni, è acquistare all’estero energia prodotta da fonti rinnovabili… Con il Conto Energia è ancora possibile avere incentivi significativi, che permettono di ammortizzare un impianto fotovoltaico in circa 9 anni o 12 se acquistato con mutuo.
L’incentivo è in base all’efficienza ed il progetto dev’essere messo a punto entro il 31 dicembre, ma anche dopo le rinnovabili continueranno ad essere interessanti.
Per l’installazione di impianti sui tetti fino a 20 kW, basta una semplice comunicazione al Comune, mentre è necessaria una DIA per gli impianti a terra.
I contributi sono maggiorati del 5% per scuole, ospedali e rimozioni di amianto, a cui si sommano premi per interventi a diminuzione dei consumi, come sostituzione dei serramenti, solare termico e “cappotto”.
Regole speciali valgono per il Ministero della Difesa ed Comuni sotto i 20.000 abitanti, i quali possono interconnettere, anche indirettamente attraverso la rete pubblica, varie unità indipendenti tra loro.

Per quanto riguarda le cooperative di consumo di energia, è un modello che si sta costruendo.
Un primo esperimento è stato fatto a Reggio Emilia, con la disponibilità della municipalizzata locale.
Molto più avanzato è lo sviluppo delle cooperative agroenergetiche.
A Correggio, dove la riforma del mercato europeo dello zucchero ha dimezzato la superficie richiesta per la coltivazione delle barbabietole, nel 2007 gli agricoltori sono partiti con la costituzione della CAT – Cooperativa Agroenergetica Territoriale, destinando alla produzione di biomassa per il proprio digestore ciascuno una parte della superficie aziendale.
In questo modo nessuno ha dovuto snaturare la tradizione produttiva della propria azienda agricola.
Le prove in campo hanno dimostrato la straordinaria attitudine del “sorgo zuccherino”: di portamento simile al mais, a fine campagna e senza irrigazione è più rigoglioso del granturco irrigato due volte e può essere raccolto con le stesse macchine.

«Ancora una volta il potenziale della cooperazione appare dirompente, in positivo, rispetto a qualsiasi sforzo possa essere messo in campo da un singolo operatore», ha spiegato il presidente di Confcooperative Vicenza, Alberto Chiodi: «Ad esempio le cooperative agricole ed i singoli soci sono già proprietari della filiera delle biomasse e, organizzandosi, possono sfruttarla a fini energetici anziché trattarla come scarto della produzione. Credo che su questo dovremo riflettere in modo molto approfondito, alla luce dei costi sempre crescenti, in termini economici ed ambientali, dell’estrazione del petrolio e dell’energia nucleare. In provincia di Reggio Emilia, solo dalle potature delle vigne, l’anno scorso sono state recuperate a fini energetici 3.250 tonnellate di legno, mentre nella vicina Austria le Raiffeisen, cooperative territoriali con funzioni anche di banche cooperative, hanno i propri distributori di gas metano prodotto da biomasse per fare il pieno alle auto e in primavera regalano le cassettine contenenti l’humus residuo del digestore, con l’insalatina già seminata».
File Word: http://www.albertopertile.it/confcooperative/2010/solare.confcooperative.doc
Foto Mauro Conti (direttore BIT – Banca Investimento sul Territorio): http://www.albertopertile.it/confcooperative/2010/mauro.conti.bit.jpg
Foto Mauro Conti 2 (direttore BIT – Banca Investimento sul Territorio): http://www.albertopertile.it/confcooperative/2010/mauro.conti.bit.2.jpg

Foto Alberto Chiodi (presidente Confcooperative Vicenza): http://www.albertopertile.it/confcooperative/2010/alberto.chiodi.jpg

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