ALPE NEWS

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20 dicembre 2010
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Asiago e Speck per la “Pizza Altopiano”:omaggio gastronomico all’Unità d’Italia
Garibaldi non fu ferito invano: oggi l’Italia è unita attorno alla nuova pizza, con Speck Alto-Adige, Asiago mezzano, pomodorini di Pachino ed olio extra vergine. La delizia messa a punto dai maestri pizzaioli di Vitulazio (Caserta).
Italia, 20 dicembre 2010
E’ una rivoluzione di equilibrio, un risorgimento di buon gusto, quello architettato dai maestri pizzaioli delle pizzerie “Napulèone” (leggi “Napule Uan”) di Caserta e Napoli. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la creatività dirompente di cui i meridionali sono capaci nel creare con la massima naturalezza dei veri nuovi classici, hanno sfornato una ricetta di pizza che hanno voluto intitolare all’Altopiano, in omaggio alla terra di provenienza di uno dei suoi ingredienti: l’Asiago DOP stagionato. Sulla Pizza Altopiano, l’Asiago mezzano si accompagna ad alcune fra le più felici specialità alimentari del nostro Paese: lo Speck Alto-Adige IGP, i pomodori ciliegini di Pachino IGP e l’olio Extra Vergine di Oliva, sempre meglio se DOP.
Il gastronomo casertano Vincenzo D’Antonio racconta: «Una volta nelle pizzerie di Napoli, quelle vere, anzi “veraci”, si facevano sì e no soltanto una mezza dozzina di pizze. Se la memoria mi soccorre, provo a dirle: la napoletana, ovvero la semplicità difficile a farsi (olio, aglio, origano e pomodoro), la marinara, come sopra ma con aggiunta delle acciughe, la margherita, senza origano, bensì fiordilatte e qualche fogliolina di basilico, il calzone, ovvero con ripieno di ricotta e salame (in origine, i cicoli, ovvero pezzetti di lardo di maiale) e variazioni semplici quali capricciosa e quattro stagioni. Tant’era».
«Poi, con il proliferare delle pizze, si cominciò a ritenere che vinceva chi… la sparava più grossa con la fantasia. Adesso le cose sembra tendano ad un savio riequilibrio», prosegue D’Antonio: «Mai più si tornerà allo spartano assortimento della mezza dozzina di pizze, ma nel contempo speriamo che ci si stia allontanando per sempre da “mare e monti”, “panna e würstel”, “patatine fritte e mais” ed altre nefandezze del genere. Una pizza innovativa nella meritoria accezione, ovvero laddove l’aspetto di innovazione si addentella alla tradizione, è la pizza dell’Altopiano. Base ben lievitata ed in entrata forno sottili fette di Asiago mezzano DOP (in assenza, Asiago fresco DOP) e pomodorini ben maturi tagliati a metà. A metà cottura, si appongono sulle fette di Asiago che hanno preso nel mentre la giusta morbidezza, delle sottili fette di Speck dell’Alto-Adige IGP. La cottura in forno prosegue per un altro minutino. In uscita forno, cadono sulla pizza auree gocce di olio extravergine di oliva. La pizza, caldissima, è pronta per il tavolo. E beato sia il commensale».
Foto della Pizza Altopiano su http://www.ilnomedelrosato.it
——————————–Vicenza, 14 dicembre 2010
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SVOLTA PER IL FORMAGGIO ASIAGO DOP:
FRESCO, STAGIONATO E… COMUNICATO
A piccoli passi, comincia la rivoluzione nella comunicazione della quarta specialità vaccina italiana
a Denominazione di Origine Protetta. Ai tradizionali spot radio e Tv di fine anno,si affiancano Internet e social network
Raggiungere direttamente il consumatore è una cosa che al formaggio Asiago riesce molto facilmente: con un milione ed ottocentomila forme prodotte ogni anno, è una delle maggiori specialità casearie DOP del nostro Paese. A questa capacità di penetrazione sul mercato, che l’Asiago deve alla sua storia millenaria ed a una tradizione produttiva saldamente imperniata su territorio delimitato e filiera certificata, il Consorzio di Tutela ha deciso di affiancare una svolta nella comunicazione che integri, oltre alle tradizionali campagne pubblicitarie televisive e radiofoniche, anche Internet, social network e Youtube.
Oltre a Radio Uno e Due, Radio Italia, 101 e Kiss Kiss, passando per Rete 4, Canale 5 ed Italia Uno, da quest’anno quindi il Consorzio svolta su Internet, cominciando con l’inserimento della voce Formaggio Asiago sulle Wikipedia italiana, tedesca, spagnola, inglese e francese e dando poi largo spazio ai contenuti dei consumatori, mediante il loro coinvolgimento sui social network ed attraverso la creazione di filmati e ricette con il formaggio.
«L’obiettivo della nuova comunicazione dell’Asiago», spiega il direttore del Consorzio di Tutela, Flavio Innocenzi, «è rafforzare il legame del formaggio con il territorio, fino a stabilire un legame diretto tra produttori e consumatori attraverso la “nuova” comunicazione: non più solo quella classica, da-uno-a-molti e dall’alto-al-basso ma anche quella reticolare, di tutti ed in entrambe le direzioni, nella convinzione che nessuna conquista sia eterna ma che il futuro vada costruito giorno per giorno».
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Asiago, 7 dicembre 2010
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L’ASIAGO DOP FA BENE ALLO SCI:
IL CONSORZIO DI TUTELA PARTECIPA
AI MONDIALI MASTER DI SCI NORDICO 2013
Il formaggio Asiago DOP sostiene i Campionati Mondiali Master di fondo che si terranno sulle proprie montagne nel 2013. La prestigiosa specialità casearia rinsalda il legame con il suo territorio e con stili di vita sani e attivi, con un occhio di riguardo per l’Asiago “Prodotto della Montagna”
Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago è tra gli sponsor dei Campionati Mondiali Master di sci nordico, che si svolgeranno sull’Altopiano di Asiago, dal 14 al 23 febbraio 2013. Si tratta della più importante rassegna di sci da fondo “over 30”, riservata ad atleti non professionisti di livello agonistico, a cui partecipano 27 nazioni da tutto il mondo. L’assegnazione della competizione ad Asiago è avvenuta lo scorso settembre a Oberwiesenthal, in Germania, dove i delegati della WMA (World Master Association) si sono espressi a favore della cittadina altopianese, preferita ad una località austriaca.
La manifestazione si presenta dunque come un appuntamento unico non solo dal punto di vista sportivo, ma anche turistico, perché diventerà l’occasione per promuovere il territorio ed i suoi prodotti tipici in una logica mondiale. A sostenere la manifestazione, con il Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago, ci saranno anche altre importanti realtà come lo Speck di Asiago, la Rigoni di Asiago, le Scioline Rode e le Banche di Credito Cooperativo della Provincia di Vicenza.
Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, ha detto: «Sono orgoglioso che Asiago possa diventare, attraverso questa manifestazione, la vetrina delle eccellenze sportive e identitarie della Regione. Sono certo», ha proseguito, «che i Campionati asiaghesi saranno un successo da ogni punto di vista e che i diversi soggetti coinvolti lavoreranno insieme con la professionalità di sempre».
«Per la sua posizione geografica favorevole, i suoi 500 km di piste da fondo e la qualità tecnica dei tracciati», gli ha fatto eco Alessandro Rigoni, presidente esecutivo della Masters World Cup Asiago 2013, «l’Altopiano di Asiago è il luogo ideale per ospitare una gara sportiva di questo tipo, nella prospettiva di poter disporre a breve anche di uno stadio del fondo a struttura fissa. Inoltre la manifestazione porterà con sé circa duemila persone tra atleti, accompagnatori e famiglie, che ne approfitteranno per concedersi dei giorni da dedicare a conoscere il territorio. Sarà quindi necessario che le diverse realtà, dalle associazioni di categoria e sportive, ai consorzi, agli enti di promozione turistica, senza dimenticare il volontariato, lavorino in sinergia per sfruttare al meglio questa grande opportunità».
Per il presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Asiago, Roberto Gasparini «L’Asiago è lieto di sostenere una competizione di questo rilievo, sia per la sua valenza sportiva che per la ricaduta che avrà per il turismo e, perciò, nella percezione del territorio e dei suoi prodotti tipici nella prospettiva migliore. Crediamo che l’associazione dell’evento con il nostro formaggio Asiago sia importante anche perché insieme potranno farsi apprezzare da migliaia di persone di tutto il mondo».
«Una manifestazione così importante – afferma Fiorenzo Rigoni, direttore dello storico Caseificio Pennar di Asiago – avrà sicuramente un’influenza positiva anche sul formaggio Asiago. Promuovere l’Altopiano nelle sue bellezze paesaggistiche, non solo le piste da sci, ma anche i pascoli, i boschi e le montagne incontaminate, permette di far conoscere l’ambiente dove da secoli si produce un formaggio dal sapore unico».
Proprio il comprensorio dell’Altopiano è il primo produttore di un particolare tipo di Formaggio Asiago, quello contraddistinto dalla menzione aggiuntiva di “Prodotto della Montagna”, il cui utilizzo è regolamentato da un disciplinare di produzione ad hoc, del cui rispetto è garante lo Stato attraverso il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Tra i requisiti di questo formaggio, la necessità per l’intera filiera di produzione di insistere in territorio montano, dallo stanziamento del bestiame, ininterrottamente fino ai magazzini di stagionatura, oltre ad un regolamento di alimentazione delle bovine limitato ad erba e fieno ed a tempi di stagionatura del prodotto più lunghi. L’Asiago si conferma il formaggio buono per natura, ideale riserva di nutrienti di pregio come proteine e grassi ricchi di vitamine liposolubili, oltre naturalmente a significative quantità di calcio e di altri oligoelementi essenziali.
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Breganze (Vicenza), 3 dicembre 2010
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Festa della spremitura per il Breganze DOC Torcolato
TUTTI IN PIAZZA A BREGANZE
C’È LA “PRIMA DEL TORCOLATO”
XVI Edizione – Domenica 16 gennaio 2011.
Il Torcolato DOC, il famoso vino dolce della Pedemontana vicentina, torna in piazza a Breganze il 16 gennaio: con la terza domenica del nuovo anno si rinnova infatti l’appuntamento con la “Prima del Torcolato”, la tradizionale festa che i viticoltori locali dedicano al proprio dolcissimo passito, uno fra i più ricercati ed amati del panorama enologico italiano. Le uve di Vespaiola della vendemmia 2010, dopo quattro mesi di appassimento nei fruttai, nei solai delle cantine e delle case, verranno spremute pubblicamente in un vecchio torchio degli anni Trenta, messo a disposizione da un socio della Strada del Torcolato. Con questa manifestazione nella centrale piazza Mazzini, da sedici anni a questa parte si rievoca un’antica tradizione che riunisce le famiglie di viticoltori locali.
Breganze si fregia della Denominazione di Origine Controllata dal 1968: è la prima DOC del Vicentino a vedere la luce. Il Torcolato è sicuramente il vino che meglio esprime ed incarna la storia secolare e la tensione al perfezionismo di tutti i prodotti della zona DOC, frutto com’è di sapienze tramandate di generazione in generazione, di lavoro artigianale, di selezione certosina dei grappoli insieme ad una grandissima perizia enologica. Il vino del resto è di casa a Breganze fin dall’antichità: la felice posizione geografica tra l’Altopiano di Asiago e la pianura, ben collegata alle vie di comunicazione già da epoca romana grazie alle centuriazioni, ed il terreno alluvionale associato ad un microclima particolare, vi hanno favorito molto la coltivazione della vite.
L’appuntamento per festeggiare ed assaggiare il mosto dolcissimo del futuro Torcolato è dunque per il pomeriggio di domenica 16 gennaio 2011, quando i produttori locali sfileranno in piazza sui loro carretti stracolmi di uve, che verranno sottoposte ad una torchiatura soffice sul palco eretto al centro della piazza. Il nettare che si ottiene dalla spremitura impiegherà almeno altri diciotto mesi di maturazione controllata, prima di poter essere imbottigliato. Un lavoro lungo e scrupoloso, che dà vita ad un vino memorabile: lo rendono inconfondibile il colore giallo dorato, il profumo intenso di miele di acacia e fiori bianchi, il sentore in bocca di frutta, di fichi e di albicocche secchi, di datteri e nocciole, con leggere note di agrumi, come di scorze d’arancia o di mandarino, ed un gradevole accenno speziato, impartito dall’affinamento in legni nobili nell’interpretazione di alcuni produttori. La sua straordinaria dolcezza è contemperata da una buona acidità, che gli deriva dall’uva autoctona Vespaiola, leggermente aromatica ed esclusiva della zona di Breganze, da cui ha origine.
Il nome Torcolato nell’opinione più diffusa deriva dal metodo utilizzato per asciugarne le uve subito dopo la vendemmia: attorcigliate, “torcolate” per l’appunto, con una coppia di spaghi, vengono lasciate appese nei mesi invernali alle travi di soffitte pulite e ben aerate. Secondo altri invece il nome sarebbe dovuto dal fatto che l’uva appassita viene torchiata: quest’interpretazione lascia perplesso più di qualche produttore, per cui quale delle due versioni sia con certezza la più fondata non si saprà, probabilmente, mai.
Durante la manifestazione si potrà inoltre assistere alla sfilata della Magnifica Fraglia del Torcolato, seguita dalla nomina dei nuovi confratelli e dalla proclamazione pubblica dell’Ambasciatore del Torcolato nel mondo per l’anno 2011. Si proseguirà con la vendita benefica delle bottiglie della “Prima del Torcolato Vendemmia 2008” e la premiazione della sesta edizione del concorso “Realizza l’etichetta della Prima del Torcolato”, il cui vincitore avrà l’onore di “etichettare” la bottiglia celebrativa della “Prima del Torcolato D.O.C. Breganze vendemmia 2010” con la propria opera.
In occasione della Prima, si terrà il classico mercatino dei prodotti tipici della Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze, con possibilità di degustare ed acquistare i Torcolati dei Soci del Consorzio Tutela Vini D.O.C. Breganze ed altri specialità enogastronomiche tipiche. Sarà inoltre possibile visitare il campanile di Breganze, il più alto del Veneto dopo quello veneziano di San Marco.
Accrediti stampa: http://www.pertile.org/prima16.php
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Vicenza, 30 novembre 2010
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L’Asiago Fresco conquista la Francia
Diecimila forme di Asiago vendute Oltralpe in cinque settimane per un nuovo panino
Quasi diecimila forme di formaggio Asiago DOP, pari a oltre 120 tonnellate di prodotto, nelle prossime cinque settimane prenderanno la via della Francia, dove saranno utilizzate da McDonald’s France per preparare il nuovo panino chiamato “Italian Focaccia”. L’ordinativo proveniente dalla sede francese della nota catena di ristorazione veloce americana fa seguito al successo ottenuto in Italia dal panino McItaly, prodotto sviluppato dallo staff italiano di McDonald’s e commercializzato nel nostro Paese lo scorso inverno.
L’iniziativa italiana aveva avuto il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e lo stesso Ministro Luca Zaia aveva presentato il panino “McItaly” a Roma nel primo ristorante McDonald’s aperto in Italia 25 anni fa. Il panino “Italian Focaccia” è composto da pane tipo focaccia, una fetta di carne, una fetta di formaggio Asiago DOP da 25 grammi, una fetta di pomodoro, 12 grammi di insalata batavia e 15 ml di pesto.
L’acquisto di Asiago Fresco da parte di McDonald’s France è accolto con soddisfazione dal Consorzio di Tutela, poiché testimonia la diffusione, presso un pubblico sempre più vasto, della sensibilità verso i prodotti di qualità riconosciuti dall’Unione Europea.
Il sistema valoriale che sta alla base del marchio europeo DOP (Denominazione di Origine Protetta) e della catena di valore che esso è in grado di creare si sposa quindi anche con il simbolo della ristorazione veloce mondiale.
Anche in questo caso il prodotto sarà consegnato a McDonald’s France già porzionato a fette, pronte per l’impiego nei ristoranti. Ad assoluta garanzia dell’autenticità del prodotto lungo tutta la filiera, anche questa delicata operazione avviene in uno stabilimento di confezionamento ricadente proprio nella zona di produzione dell’Asiago DOP.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato: «Sono felice che da una buona esperienza nascano frutti utili ai produttori. Uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi con McDonald’s era proprio questo. Auguri di cuore per un prosieguo che sappia mettere assieme i campi italiani di qualità e quei tanti giovani che attraverso McDonald’s consumano magari per la prima volta la nostra straordinaria “pietanza”».
«Duemila forme di Asiago a settimana per il nostro formaggio sono un ordine significativo», ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Roberto Gasparini. «Al mero valore economico dell’iniziativa di McDonald’s voglio aggiungere quello, per me forse ancor più importante, di un approccio culturale nuovo, che in Italia ha seguìto il lancio di McItaly. Credo che l’aggiunta di Asiago ai menù di Mcdonald’s sia la miglior dimostrazione dell’importanza di un marchio in grado di certificare la filiera di un formaggio che spazia dalle forme di Asiago Stravecchio, certamente più adatto ad un consumo nei momenti di meditazione, fino all’Asiago Fresco, che più si presta ad un consumo quotidiano».
«Con questa operazione si conferma la bontà del progetto McItaly, promosso a gennaio di quest’anno, che vedeva proprio l’Asiago DOP come protagonista di una tra le ricette più apprezzate dal consumatore italiano, affermandosi come volano per l’esportazione di prodotti italiani nel mondo», dichiara Roberto Masi, amministratore delegato McDonald’s Italia. «L’apprezzamento di queste nostre proposte ha anche valicato i confini nazionali».
Il presidente Gasparini ha concluso: «Voglio aggiungere che vendere un quantitativo così importante di Asiago oltralpe inorgoglisce il nostro Consorzio, poiché la Francia, Paese di grande tradizione casearia, è uno di quelli che, insieme all’Italia, ha deciso di puntare maggiormente sulla tutela delle produzioni DOP».

Alpe Comunicazione – Agenzia di Stampa in Vicenza
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