In attesa dell’apertura dei battenti della seconda edizione di AGRICultura, voluta, curata e organizzata dall’assessore regionale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca, Vincenzo Aita, con la collaborazione dell’Ersac e del SeSiRca, riteniamo opportuno riportare una serie di schede dell’azienda Improsta per i servizi integrati in agricoltura che, in qualche modo, descrivono tutto quanto di cui si parlerà e troverà nell’esposizione che parte il 6 luglio a Città della scienza fino a tutto il giorno 11. Il programma dell’intera manifestazione si può consultare nella rubrica Archivio, Attività Arga . Dopo la prima scheda sull’allevamento bufalino adesso pubblichiamo qualcosa sulla frutticoltura che l’Improsta sta cercando di valorizzare in modo particolare il materiale genetico locale.
3. Il secondo ambito di attività considerato riguarda la frutticoltura. In particolare, l’Amministrazione regionale ha avviato, sin dal 1993, un piano di interventi volto al recupero, alla conservazione, alla valutazione e all’eventuale utilizzazione del germoplasma frutticolo di presunta origine campana, allo scopo non solo di proteggere dalla sicura estinzione un patrimonio di immenso valore genetico (mantenimento della “biodiversità”) quanto, soprattutto, quello di valorizzare le vecchie varietà frutticole ancora oggetto di interesse commerciale. L’attuale modello organizzativo, che comporta il coinvolgimento di più soggetti e di diversi siti, era giustificato in fase di avvio delle iniziative, mentre appare oggi indifferibile operare su pochi siti, in aziende adeguate dal punto di vista ambientale e dimensionale e funzionalmente attrezzate. Ciò, evidentemente, al fine di ottimizzare le risorse disponibili, contenendo i costi di gestione e allargando il campo d’azione delle iniziative in corso.
L’azienda Improsta dovrà divenire, in tal senso, il nucleo forte di tutte le attività regionali nel campo della riproduzione vegetale in frutticoltura, a partire da quelle collegate al recupero produttivo delle vecchie varietà indigene, tra le quali soprattutto quelle in cui siano stati evidenziati interessi strategici per il loro rilancio (es. marchio collettivo ex-Reg. 2081/92, promozione commerciale, ecc.). Sempre nell’ambito della frutticoltura è stato programmato un intervento pilota nel campo del pre-vivaismo. È noto, infatti, che il comparto frutticolo in Campania risente degli effetti di un sistema vivaistico insufficiente.Le attività previste presso l’azienda Improsta, pur ponendosi in un’ottica di tipo promozionale, progettate su scala relativamente ridotta e solo per alcuni fruttiferi, si candidano comunque a recitare un ruolo non indifferente nel contesto della programmazione vivaistica regionale, specie se i soggetti a valle della filiera sapranno tesaurizzare l’iniziativa, sfruttandone a pieno la ricaduta anche in termini produttivi e commerciali. In questa prima fase l’attività, dovendo provocare ricadute operative immediate, sarà rivolta esclusivamente ai soggetti varietali per i quali sussiste un interesse commerciale da parte dei vivaisti e a quelli che l’Amministrazione regionale individuerà per finalità promozionali e di rilancio produttivo (es. varietà di pregio delle I.G.P. per le quali l’offerta vivaistica è carente). Le collezioni di germoplasma autoctono che si attiveranno presso l’azienda “Improsta”, utilizzeranno il materiale di moltiplicazione presente presso i siti già esistenti.
Sempre nell’ambito della frutticoltura, per meglio rispondere alle esigenze di una corretta scelta varietale e dei portinnesti più volte evidenziata dai frutticoltori della zona, si ritiene quanto mai appropriato la costituzione presso l’azienda Improsta di un nuovo punto di valutazione delle numerose novità varietali (cultivar e portinnesti) che ogni anno vengono proposta da costitutori pubblici e privati, italiani e esteri ai frutticoltori italiani, nell’ambito del Progetto Finalizzato MiPA “Liste varietali”.Ultima iniziativa programmata nel campo della frutticoltura riguarda le attività di collaudo delle innovazioni tecnologiche e varietali che consiste, in estrema sintesi, nel porre a confronto soluzioni alternative ad uno stesso problema per agevolare la scelta da parte dell’operatore agricolo. Le azioni di orientamento tecnico fin’ora condotte hanno privilegiato soprattutto i temi inerenti il collaudo di nuove cultivar di presunto interesse per il contesto produttivo campano e la verifica ambientale ed agronomica di specie di recente introduzione o di rinnovato interesse commerciale. Anche grazie alla collaborazione di enti pubblici che gestiscono aziende agricole e al recente varo del programma di adeguamento delle aziende sperimentali di proprietà dell’Amministrazione regionale, le reti dei campi OTV sono in fase di potenziamento e maggiore articolazione sul territorio.


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