Taglio del nastro per il frantoio Nata Terra, in località Valle del Garigliano, Cellole, Caserta. L’inaugurazione è stata una tappa del percorso di recupero di uliveti tra Cellole e Sessa Aurunca che la cooperativa sociale Osiride sta portando avanti con i finanziamenti di Fondazione Con il Sud e Fondazione Peppino Vismara. Si tratta di oltre 3000 piante che sorgono sulle colline sessane e sidicine su terreni confiscati alla camorra.

Il progetto di agricoltura sociale produce occupazione e rigenera terre incolte ed abbondonate.

«Al progetto lavorano anche giovani, come l’agricoltore tutor che ha 34 anni e un ragazzo migrante del Mali, di 27 anni. Il nostro obiettivo è sottrarre all’abbandono gli uliveti del nostro territorio, produrre un olio di qualità che esprima la storia di un impegno civile che portiamo avanti con determinazione. Nata Terra è un marchio che rappresenta un altro modo di intendere l’agricoltura: un’agricoltura inclusiva, sostenibile, sociale» fa sapere Ciro Maisto, presidente della cooperativa sociale Osiride, nella rete di Confcooperative Federsolidarietà Campania.


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