COLDIRETTI CALABRIA SULLA REVOCA IN AUTOTUTELA DA PARTE DEL DIPARTIMENTO AGRICOLTURA DI DUE MISURE DEL PSR
Atto condiviso e sollecitato dalla Coldiretti Calabria.
Meno capannoni e più investimenti che danno valore all’agricoltura calabrese.
La revoca in autotutela delle due misure (121 e 123) del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) Calabria non è passata inosservata alla Coldiretti Calabria e al suo presidente Pietro Molinaro, da sempre convinto assertore che il PSR non deve essere considerato uno mero strumento di interessi, con la vecchia logica dei contributi a pioggia, staccato dalle vere esigenze delle imprese agricole ed agroalimentari della Regione.
La rivisitazione in atto, sollecitata e condivisa dalla Coldiretti Calabria, guarda ai cambiamenti di scenario avvenuti in questi ultimi tre anni che associati all’analisi di partenza socio-economica ancora più antecedente ci hanno indotto – prosegue Molinaro – ad assumere responsabilmente il dovere di rappresentare queste nuove criticità che possono addirittura annullare le attese che tutti abbiamo riposto nel nostro PSR 2007-2013 che è lo strumento principe per il rilancio e per lo sviluppo del nostro settore agricolo ed agroalimentare.
Già nel Comitato di Sorveglianza di maggio 2009 la Coldiretti Calabria –prosegue Molinaro – aveva evidenziato quello che andava modificato per adeguare le priorità ai nuovi bisogni per affrontare l’instabilità dei mercati e dei prezzi alla produzione e fare in modo che ci fosse una nuova attitudine e stimolo al sistema produttivo agricolo di recuperare efficienza e capacità innovativa combinandola con gli strumenti finanziari e di sviluppo quale è il PSR.
Le modifiche richieste coinvolgevano proprio le misure più rilevanti (121 e 123) che concorrono a determinare una vera integrazione di coerenza verso le nuove esigenze delle imprese e verso gli obiettivi specifici che il settore agricolo deve compiere con l’ausilio delle uniche risorse certe disponibili per il settore ed in grado di favorire questo reale cambiamento per un modello economico forte e sostenibile. Tutto questo, non solo è stato condiviso in fase negoziale – come peraltro motiva il Dipartimento – ma sollecitato dalla Coldiretti Calabria considerato altresì che alla data della revoca in autotutela da parte della Regione, non vi era la graduatoria definitiva. Siamo sempre piu’ convinti che occorre favorire un assetto del sistema agroalimentare regionale più in linea con i tempi per assicurare alle imprese agricole un sostegno più adeguato alle esigenze nuove da affrontare che sono la vendita diretta, pro un rafforzamento delle filiere, la valorizzazione del “made in Calabria”, micro impianti per le energie rinnovabili insomma: “meno capannoni e piu’ investimenti che danno valore all’agricoltura calabrese”.
La rivisitazione delle misure in atto –continua Molinaro – deve andare nella direzione di individuare nuovi criteri di ammissibilità e selezione delle imprese vere, la sana cooperazione ed in particolare con un occhio molto attento ai giovani.
Un auspicio è senza dubbio d’obbligo: il Dipartimento Agricoltura – questo sì – nel più breve tempo possibile deve avviare le modifiche al programma e procedere velocemente alla pubblicazione dei nuovi bandi con criteri oggettivi ciò rafforza l’univocità interpretativa per i beneficiari e la trasparenza amministrativa da parte della struttura gestionale che ne dovrà altresì garantire l’applicazione e l’uniformità.
Ufficio Stampa Coldiretti Calabria [ufficiostampa.calabria@coldiretti.it]
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