Da venerdì 18 a domenica 20 giugno alla riscoperta della cultura rurale: è stata una delle finalità de “I sentieri del latte”. La Terza fiera dei Monti Lattari realizzata alla frazione San Lazzaro di Agerola. In questa manifestazione è stata annunciata un’altra grande iniziativa per il rilancio turistico dei Monti Lattari. Agerola, infatti, sta preparandosi un rilancio turistico imprenditoriale alla grande, mettendo in vendita una parte dei monti Lattari. Il Comune di Agevola, dunque, cerca acquirenti per nove boschi pubblici che, entro il primo luglio, passeranno nelle mani dei privati. Chi vuole acquistare terre pubbliche da utilizzare per strutture da destinare al turismo può osare. Il bando per la partcepazione all’assegnazione dei suoli, infatti, sarà in vigore fino al 30 giugno. E’ un nuovo bando di privatizzazione che corregge quello approvato ad aprile e andato deserto. Il piano presentato dall’amministrazione comunale interessa in particolare i boschi comunali più importanti: Rosario, Arco Grande e Piano di Perillo dal valore stimato da una delibera di giunta di 209mila euro. È una trattativa, dunque, tra politici locali e semplici cittadini che chiedono certezze perfino sui dettagli, spiegazioni su ogni sillaba del bando di gara. Ma l’obiettivo è fin troppo chiaro: nessuno vuol restare con un pugno di mosche in mano magari sborsando cifre abbastanza consistenti. Il sindaco Tommaso Cuomo, appare soddisfatto; ha spiegato che in pochi giorni ha già incontrato una decina di offerenti e in calendario vi sono già altri appuntamenti; inoltre altri ancora se ne aggiungono. Il progetto è appetibile e allettante: il Comune vuole dare una boccata d’ossigeno non solo alle proprie casse, ma soprattutto all’economia puntando soprattutto sul turismo. La vendita dei boschi a ditte private potrebbe infatti aprire le porte a nuove iniziative turistiche, ovviamente compatibili col piano regolatore. E così, per attirare i privati, si è deciso di mettere sul mercato ciò che ha di più prezioso: decine di migliaia di ettari che rappresentano il fiore all’occhiello della «piccola Svizzera napoletana». I potenziali acquirenti del patrimonio boschivo possono presentare una domanda negli uffici del Comune entro il 30 giugno e dichiarando di aver visitato il bosco prescelto prima della formulazione dell’offerta e di avere conoscenza del suo stato attuale di manutenzione. Semplificati anche gli iter per quanto riguarda invece le ditte e le cooperative interessate. Insomma, cosa non si farebbe per rimpinguare le casse sempre più asfittiche dei comuni?


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