ECOMAFIA: LEGAMBIENTE, «IN CAMPANIA E’ L’ANNO DEL BOOM»
(AGE) NAPOLI – E’ la risposta più concreta ed efficace al declino e alla concorrenza cinese. In Campania c’è un impresa che non risente minimamente della ristagnazione economica, aumenta anno dopo anno il proprio fatturato e assume nuova forza lavoro. Con un business potenziale di 6.626 milioni di euro( tra mercato illegale ed investimenti a rischio) e con 67 clan che gestiscono in tutta la regione il portafoglio, Ecomafia S.p.A in Campania nel 2004 registra l’anno del boom. E’ questo l’aspetto più inquietante del Rapporto sull’Ecomafia 2005- Il Caso Campania di Legambiente presentato stamane a Napoli presso l’Istituto Italiano Studi Filosofici Con 3462 infrazioni accertate, alla media di 9 reati al giorno, pari al 13,6 del totale nazionale e con 2789 persone arrestate o denunciate e ben 1340 sequestri effettuati, la Campania per il decimo anno consecutivo si conferma la prima regione d’Italia per quanto riguarda i fenomeni di illegalità ambientale. E il primato della Campania si estende anche la ciclo del cemento e dei rifiuti e nel numero delle case abusive costruite nel 2004. “L’ecomafia –commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania-si è fatta impresa, impresa criminale naturalmente, lucra su tutto, si insinua negli appalti pubblici, sfrutta le debolezze del Paese in alcuni settori (la gestione dei rifiuti al Sud è catastrofica ed è un ottimo volano per chi vuole guadagnarci illegalmente), può reinvestire gli utili senza alcuna pressione fiscale, gode anche di insospettati “aiuti di stato”: cos’altro è il condono edilizio se non un incentivo a costruire case fuorilegge e a realizzare una rendita straordinaria col mattone illegale?” Ma entriamo nel dettaglio dei numeri del Rapporto Ecomafia 2005 di Legambiente. Per quanto riguarda i reati ambientali la Campania si conferma leader nazionale con 3462 infrazioni accertate, sui stessi livelli dello scorso anno, mentre aumentano il numero delle persone denunciate o arrestate(2789 quest’anno contro le 2520 dello scorso anno) aumentano anche il numero dei sequestri(1340 a fronte dei 1158 dello scorso anno). Nel ciclo del cemento la Campania torna al primo posto, con 915 infrazioni( pari al 12,4% del totale nazionale) e 273 sequestri, restando su valori sostanzialmente stabili rispetto al 2003. Commentando invece la classifica regionale dell’illegalità nel settore dei rifiuti, la Campania torna prima con 550 reati (pari al 13,5% del totale nazionale) e 246 sequestri (era quarta nel 2003). Il primato dell’illegalità ambientale nel 2005 spetta alla provincia di Napoli con 885 infrazioni accertate, 992 persone denunciate o arrestate, 320 sequestri effettuati segue Salerno con 830 infrazioni accertate 507 persone denunciate e 189 sequestri effettuati. Terza la Provincia di Caserta con 436 infrazioni accertate, 316 persone denunciate o arrestate, 86 sequestri effettuati. A seguire Avellino con 366 infrazioni accertate , 224 persone denunciate, 72 sequestri effettuati. Ultimo il beneventano con 324 infrazioni accertate, 111 persone denunciate e 62 sequestri effettuati. E nel rapporto Ecomafia arriva la conferma dei danni del condono edilizio: l’abusivismo è infatti cresciuto ancora (+ 3,6% nel 2004). Le nuove case abusive in Italia (al netto delle cosiddette trasformazioni d’uso rilevanti su costruzioni già esistenti) sono state 32.000 nello scorso anno, ovvero 3.000 in più rispetto al 2003, l’anno dell’impennata. Le stime, prudenziali, relative al 2005 indicano un ulteriore diluvio di cemento illegale: altre 32.000 nuove costruzioni abusive, accompagnate dalla sensazione di una “marea che continua a crescere”. E la Campania si conferma leader anche in questo settore con 6144 case abusive realizzate nel 2004(erano 5568 nel 2003) e altrettanto si stimano che verranno realizzate nel 2005. Le isole ma soprattutto la costiera amalfitana le zone più colpite. Una costruzione abusiva alla settimana. Nei primi cinque mesi del 2005 sono stati sequestrati ben 22 manufatti abusivi per un valore complessivo di oltre 13 milioni e mezzo di euro. 73 le persone denunciate. Il bilancio lo fornisce il Comando Sezione Operativa Navale di Salerno della Guardia di finanza. Senza contare il lavoro dei Carabinieri, che nel solo 2004 in costiera amalfitana hanno denunciato circa 200 persone per violazione in materia di abusivismo edilizio. E non parliamo certamente della semplice casetta per la vacanza. Siamo in presenza di abusivismo di alto livello. Complessi turistici-alberghieri, complessi residenziali, unità immobiliare su più livelli e suntuose ville a mare. E in questo scenario spicca l’esperienza positiva della città di Napoli. Per la prima volta grazie al lavoro dell’Osservatorio sull’abusivismo del Comune vengono resi noti i dati sull’abusivismo edilizio nel biennio 2003-2005. In una regione dove le demolizioni spesso sono una chimera, a Napoli l’abusivismo e le demolizioni viaggiano su un binario parallelo, con la stessa marcia. Infatti al 31marzo 2005 secondo i dati forniti dal Servizio Antiabusivismo sono stati rilevati nell’arco di due anni 1355 abusi, con una media di 677 illeciti all’anno. Di questi ben 697(pari al 51% del totale) riguardano realizzazione di nuove costruzioni(da veri e propri manufatti a verande, recinzioni, e garage). Il periodo piu’ critico è stato il 2004 dove sono state realizzate ben 505 nuove costruzioni pari al 72,45% del totale. Ma la risposta del comune è stata immediata e di pari vigore. Infatti nello stesso periodo sono in totale 1245 le demolizioni effettuate, di cui ben 774 spontanee e 471 in danno. “Le oltre 12mila costruzioni abusive tirate su dal 2004 alla fine dell’anno in corso in Campania- dichiara Nunzio Cirino Groccia, coordinatore Ambiente e Legalità di Legambiente – sono un fardello insopportabile per la qualità dell’ambiente nel nostro Paese e della Campania in particolare, la tutela della legalità, i legittimi interessi delle imprese costruttrici che operano nel rispetto delle regole. Ma non solo: dopo il terzo condono edilizio in meno di vent’anni, questi numeri mettono in discussione, presso comunità sempre più ampie di cittadini, la credibilità stessa delle istituzioni. Serve una risposta immediata e convincente, magari attraverso la definizione di un vero e proprio programma nazionale di lotta all’abusivismo edilizio”. Dal cemento ai rifiuti. Nell’intera Campania i rifiuti rimangono l’industria trainante. La Campania continua a rimanere epicentro privilegiato dei traffici illeciti di rifiuti in Italia. I numeri e le storie raccolte nel Rapporto lo testimoniano. Su 37 inchieste aperte in base all’art. 53 bis del Decreto Ronchi, ben 16 vedono coinvolte la Campania con tre Procure in prima linea, Napoli, Nola e S. Maria Capua Vetere. Quaranta le aziende coinvolte nelle inchieste, tre le aree maggiormente colpite, il casertano, il giuglianese ed il nolano. Venticinquemila euro al giorno il guadagno di un trafficante campano di rifiuti. Circa un milione e mezzo il fatturato realizzato in un mese da un imprenditore campano che ha smaltito rifiuti fuori regione. Secondo le principali operazioni delle forze dell’ordine, nel solo 2004 sul territorio regionale sono state sequestrate 99 discariche abusive per una superficie complessiva di 375mila metri quadrati. Discariche piene di rifiuti di ogni specie. E sempre nel mirino la terra dei fuochi, quel triangolo di illegalità impunita tra Giugliano, Qualiano e Villaricca. Nella prima relazione della Commissione monocamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dell’ormai lontano 1995, venne ribattezzata come la “terra dell’ecomafia”. Poi è diventata, per l’evoluzione dei sistemi criminali di smaltimento illecito, la “terra dei fuochi” a causa degli innumerevoli roghi appiccati in una sorta d’inceneritore abusivo diffuso sul territorio. Oggi, questa parte d’Italia attende ancora risposte concrete dalle istituzioni. “Dopo undici anni di denunce-commenta con amarezza Buonomo, presidente regionale Legambiente- rischia di venire meno anche quel barlume di speranza che abbiamo contribuito a tenere acceso tra le comunità locali, tra i tantissimi cittadini onesti per nulla disponibili a chinare la testa e tapparsi il naso. E’ indispensabile, allora, che si dia corso a quell’azione di controllo del territorio, coordinata tra le varie forze dell’ordine, che abbiamo ribattezzato, nella precedente edizione del Rapporto Ecomafia, come “Operazione primavera”. Ed è fondamentale che proseguano e vengano approfonditi gli studi già avviati sulle aree di rischio e gli impatti sanitari degli smaltimenti illeciti. Riteniamo- conclude Buonomo- infine, che questi territori, inseriti insieme al litorale domizio-flegreo e all’agro aversano tra i siti d’interesse nazionale da bonificare, debbano avere, per quanto possibile, la precedenza: sia in considerazione dell’elevata densità abitativa sia per la presenza, ancora diffusa, di importanti produzioni agro-alimentari, commercializzate su tutto il territorio nazionale e non solo. “

LA CLASSIFICA DELL’ILLEGALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA NEL 2004
Regione Infrazioni accertate Persone denunciate o arrestate Sequestri effettuati
1 Campania ↔ 3.462 2.789 1.340
2 Sicilia ↑ 3.279 2.277 753
3 Calabria ↓ 3.142 1.802 834
4 Puglia ↑ 2.612 2.578 1.378
5 Lazio ↓ 1.891 1.518 662
6 Toscana ↓ 1.774 1.829 537
7 Sardegna ↔ 1.748 1.458 496
8 Liguria ↔ 1.191 1.159 297
9 Lombardia ↔ 979 1.175 407
10 Veneto ↔ 792 864 369
11 Emilia Romagna ↔ 697 736 277
12 Piemonte ↑ 610 693 195
13 Basilicata ↓ 605 356 114
14 Marche ↔ 589 780 250
15 Abruzzo ↔ 533 478 192
16 Umbria ↓ 514 379 112
17 Friuli Venezia Giulia ↓ 388 457 216
18 Trentino Alto Adige ↑ 309 236 91
19 Molise ↓ 269 203 88
20 Valle d’Aosta ↔ 85 86 48
Fonte: elaborazione Legambiente su dati delle forze dell’ordine (2004)
La classifica Provinciale dell’illegalità ambientale nel 2004
Provincia Infrazioni
Accertate Persone denunciate
o arrestate Sequestri
effettuati
1 Napoli 885 992 320
2 Salerno 830 507 189
3 Caserta 436 316 86
4 Avellino 366 224 72
5 Benevento 324 111 62
Fonte: elaborazione Legambiente su dati delle forze dell’ordine (2004)
TUTTI I NUMERI DELL’ECOMAFIA 2005 CAMPANIA
3462 infrazioni accertate,2789 persone denunciate o arrestate,1340 sequestri- Prima regione italiana
915 infrazioni accertate pari al 12,4% del totale nazionale, 273 sequestri effettuati nel ciclo del cemento, prima regione d’Italia
550 infrazioni accertate pari a 13,5% del totale nazionale con 246 sequestri effettuati. Prima regione italiana
885 infrazioni accertate, 507 persone denunciate o arrestate e 320 sequestri effettuati la Provincia di Napoli al primo posto dell’illegalità ambientale regionale
6144 case abusive nel 2004 e altrettante si prevedono nel 2005, prima regione d’Italia per numero di case abusive
In costiera amalfitana si viaggia alla media di un sequestro di manufatto abusivo alla settimana
Nel biennio 2003-2005, nel Comune di Napoli sono stati rilevati 1355 abusi, con una media di 677 illeciti all’anno. Di questi ben 697(pari al 51% del totale) riguardano realizzazione di nuove costruzioni(da veri e propri manufatti a verande, recinzioni, e garage).
Nello stesso periodo sono state in totale 1245 le demolizioni effettuate, di cui ben 774 spontanee e 471 in danno.
6624 milioni di euro il business potenziale dell’ecomafia campana(tra mercato illegale ed investimenti a rischio)
67 clan che gestiscono gli affari dell’ecomafia in Campania
Nel solo 2003, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio sono stati abbattuti 18mila metri cubi di immobili abusivi e recuperati circa 15mila metri quadrati di aree che saranno destinati alla rinaturalizzazione.
Secondo le statistiche della Procura di Napoli il profitto della camorra sugli appalti si aggira intorno ai 5,8 milioni di euro
Su 37 inchieste aperte in base all’art. 53 bis del Decreto Ronchi, ben 16 vedono coinvolte la Campania con tre Procure in prima linea, Napoli, Nola e S. Maria Capua Vetere. Quaranta le aziende coinvolte nelle inchieste, tre le aree maggiormente colpite, il casertano, il giuglianese ed il nolano.
Venticinquemila euro al giorno il guadagno di un trafficante campano di rifiuti. Circa un milione e mezzo il fatturato realizzato in un mese da un imprenditore campano che ha smaltito rifiuti fuori regione.
Secondo le principali operazioni delle forze dell’ordine, nel solo 2004 sul territorio regionale sono state sequestrate 99 discariche abusive per una superficie complessiva di 375mila metri quadrati. Discariche piene di rifiuti di ogni specie
(AGE) PIC


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.