Ultim’ora: l’Unione europea decide che l’Italia deve dimezzare la produzione di zucchero. Il ministro dice che ha sudato sette camicie per questo risultato. Dice anche che ci è andata bene. L’Unione europea fece la stessa cosa due anni fa col tabacco. E anche in questo settore l’Italia è stata penalizzata. Cosa produce ancora l’Italia che non sia stata toccata, tagliata, dimezzata e quasi sparita? Nulla più.Forse ci resta ancora il mare da dare a chi lo vuole. La conserva di pomodoro l’hanno presa i cinesi ed ora pare che stiano uguagliando, clonando, il nostro San Marzano. L’olio? Avevamo l’olio, ma la Grecia pure e anche i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, quindi addio non solo all’esportazione ma anche al monopolio interno. Il vino? Avevamo il vino cattivo (ricordate il metanolo?) e lo bevevano tutti. Ora che ce l’abbiamo buono, anzi ottimo, stiamo in crisi perchè tra i 25 membri europei Francia e Spagna ci hanno messo alle corde coi prezzi stracciati e la stessa qualità.
Avevamo…E ora non abbiamo più nulla che difenda l’agro alimentare italiano, l’olivicoltura e la viticoltura. Men che mai il povero Alemanno se da una sconfitta così sonora riesce ancora a dire che ce l’abbiamo fatta per un pelo.
A maggio si vota, forse per la prima volta anche quelli che stanno a destra sperano di andare al voto per perdere le elezioni. Il governo e Alemanno ne hanno fatte troppe in quel di Bruxelles, più che fare hanno solo subito, e chi governa la cosa pubblica dovrebbe avere più materia grigia, anche più pugni da picchiare sui banchi quando si vuole distruggere l’intyero comparto agricolo italiano. Specie quando sono (sempre) gli altri a vincere e noi solo (e sempre) a prendere cazzotti da tutte le parti.

Ed ecco la buona nuova del Ministro in un comunicato ripreso dall’AGE.
24/11/2005 – 20:37 – UE: ZUCCHERO; ALEMANNO, SALVI OCCUPAZIONE E SETTORE
(AGE) BRUXELLES – L’Europa ha deciso di riformare in profondita’ l’ultimo bastione della politica agricola comune che resisteva da 40 anni: quello dello zucchero. Al termine di tre giorni e due notti di negoziato non stop, il profilo del comparto bieticolo saccarifero europeo emerge radicalmente ridimensionato. ”L’Italia non perdera nessun posto di lavoro ha tenuto a sottolineare subito il ministro per le politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno. E ha precisato: ”Siamo partiti dall inferno, ossia da una situazione che rappresentava la scomparsa del settore, e siamo riusciti dopo difficili trattative a porre le condizioni per salvare un 50% della produzione attuale rendendola competitiva, e convertire in filiere innovative l altro 50% (dal bioetanolo all isoglucosio alla melassa)”. Alemanno non nasconde pero ”una moderata soddisfazione per il risultato conseguito” . Ma aggiunge, ”dico con forza che abbiamo scampato un gravissimo pericolo perche se ci fossimo arroccati in una posizione negativa e di pura resistenza saremmo probabilmente stati tagliati fuori dall accordo, messi in minoranza, e non avremo ottenuto i risultati importanti risultati su cui possiamo contare ora”. Complessivamente l Italia avra a disposizione 700 milioni di euro per la ristrutturazione e per la diversificazione regionale. Questo potra’ equilibrare il taglio del prezzo dello zucchero al produttore che tra il 2006 e il 2010 scendera del 36% nell Ue. Si tratta di ”risorse ingentissime ha rilevato il ministro che ci permettono di ragionare su una riconversione strategica. La soluzione individuata dall Italia e fatta propria nel compromesso europeo soprannominata la torta italiana punta a ridurre la produzione rendendo competitiva la restante, a garantire a bieticoltori e a industriali un aiuto legato alla produzione al quale si potra aggiungere per un periodo un aiuto nazionale di adattamento (11 euro la tonnellata) da dividere tra bieticoltori e produttori di zucchero. Il nostro obiettivo e’ di salvare quindi il 50% della produzione nazionale ”non necessariamente concentrata al nord e di riconvertire in ognuno dei zuccherifici che deve chiudere in un altra attivita’ produttiva di carattere agroindustriale per salvare i livelli occupazionali. Il settore strategico su cui dobbiamo operare – ha aggiunto e’ quello delle bioenergie, biocarburanti e biomasse che e il settore in cui si sta avviando tutta l’Europa. I tempi sono stretti. Dalla settimana prossima inizieranno i contatti con tutta la filiera. Le risorse potranno essere finanziate immediatamente. L Italia, ha spiegato ancora Alemanno, ”non rinuncia all idea di una produzione di zucchero estesa su tutto il territorio nazionale, ovviamente prevalentemente in Pianura Padana – la zona piu vocata dice – ma non si esclude altre parti. In Europa siamo fanalino di coda in termini di competitivita e abbiamo bisogno di una forte ristrutturazione sia agricola, sia industriale. Dei 19 impianti attuali, puntiamo a mantenere in vita sei- sette stabilimenti ma a piu alta capacita”. ”Al termine della ristrutturazione, sara necessaria una legge nazionale in cui si cerchera di mettere insieme ha concluso Alemanno – il discorso sulle risorse dello zucchero con il discorso dei meccanismi necessari per incentivare in maniera completa la filiera delle bioenergie. Insomma riteniamo sia necessario fare un provvedimento organico all inizio dell anno prossimo”. (AGE) RED-CENT


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