72. Vino: casse ossidasica. Per un vino naturale.
Di origine diversa è questa casse, provocata da un’enzima contenuto nelle uve colpite da muffa grigia, Botrytis cinerea. I vini rossi colpiti da questa alterazione si presentano opachi, torbidi e di color marrone. I bianchi tendono a imbrunirsi e ad assumere un sapore che ricorda quello del Madera o del Marsala. Un intervento preventivo può essere attuato nelle annate che ci fanno presupporre il rischio di incappare in questa alterazione lasciando prima di ogni travaso un bicchiere di vino per 1-2 giorni all’aria; se si vedrà comparire uno dei sintomi a cui si è accennato, si dovrà intervenire aggiungendo 3-5g/hl di anidride solforosa pura.
I nemici del vino sono molti e svolgono la loro attività in tutte le fasi di produzione dalla vendemmia alla messa in bottiglia. Per il piccolo produttore che non ha a propria disposizione un laboratorio che segua giorno per giorno la vita del vino è sempre difficile curare i malanni, anche perché certi interventi possono danneggiare a loro volta il prodotto. E’ necessario allora svolgere una energica azione preventiva, operando sempre nel più scrupoloso rispetto delle norme igieniche e senza farsi prendere a mano da pericolosi momenti di trascuratezza che possono farci rinviare di un giorno la pulizia di uno strumento usato o ridurre il numero dei lavaggi a cui sottoporre le botti svuotate. E’ comunque indispensabile rivolgersi almeno due volte l’anno all’enologo: nei primi giorni della fermentazione e in primavera. Solo così si avrà la certezza di cogliere per tempo eventuali difetti del vino e di verificare l’effetto dei rimedi adottati.


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