56. Vino: Affinamento e invecchiamento (1)
A primavera il vino è pronto e bisogna affrontare il problema dell’invecchiamento e dell’affinamento. Per invecchiamento e si intende una permanenza in botti che può prolungarsi da uno o più anni. Per affinamento si intende invece un periodo di permanenza in bottiglia che ogni vino dovrebbe avere per poter dare al momento della degustazione il meglio di sé. Per quanto riguarda l’invecchiamento ci si riferisce esclusivamente ai vini rossi, perché i bianchi, o almeno la maggior parte di essi, vengono apprezzati soprattutto per le loro qualità di freschezza e non si prestano quindi a lunghe permanenze in botte.
Affinamento. E’ una fase indispensabile della produzione del vino e riguarda vini sia giovani sia invecchiati in botte. Questo non vuol dire che a primavera il vino nuovo non sia pronto da bere, ma che dopo una permanenza di 6-7 mesi in bottiglia darà certamente maggiori soddisfazioni. Inizieranno quei fenomeni tipici dell’invecchiamento che tolgono al vino le asperità caratteristiche della giovinezza, rendendolo più armonioso, tondo e profumato, e facendogli superare gli eventuali difetti derivati dai primi turbolenti mesi di vita.
Invecchiamento. Non tutti vini hanno caratteristiche tali da consigliarne l’invecchiamento: non basta, infatti, che un vino sia sano, ben fermentato e provenga da uve mature e selezionate, per prestarsi all’invecchiamento; deve avere una buona struttura, cioè elevati contenuti di acidità e di tannino e un buon grado alcolico.


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