55. Vino filtrato dolce e spumantizzazione casalinga del vino bianco.
Vanno aggiunte alcune parole sulla spumantizzazione casalinga dei vini. Questa nota, che farebbe inorridire i seri produttori di spumanti metodo Champenois o Charmat, può risultare molto utile al piccolo produttore. E’ infatti molto piacevole per chi produce vino per il proprio consumo familiare avere in cantina qualche bottiglia di vino bianco frizzante assolutamente naturale, soprattutto se ha a disposizione uve aromatiche quali la Malvasia o il Moscato. Appena iniziata la fermentazione del vino bianco, se ne preleva una parte e la si filtra, riponendola poi in una damigiana colma e ben chiusa. Questa operazione va ripetuta due o tre volte nell’arco di 10 giorni accertandosi che il mosto resti dolce e non riprenda a fermentare. Si sarà così ottenuto il cosìdetto filtrato dolce. Per una ulteriore garanzia che l’attività dei lieviti sia inibita conviene riporre la damigiana in un locale dove vi sia una temperatura piuttosto bassa, intorno ai 5-8°C. A primavera, prima di imbottigliare, aggiungere il filtrato dolce, ulteriormente filtrato per eliminare eventuali depositi, al vino bianco già chiarificato, approssimativamente nella percentuale del 20-30%. Si potrà quindi procedere all’imbottigliamento, usando tappi un po’ più grossi del consueto e, possibilmente, legandoli con lo spago, oppure ricorrendo ai tappi a corona. Con i primi caldi i lieviti rimasti nel vino bianco faranno fermentare lo zucchero abbondantemente contenuto nel filtrato, producendo, in bottiglia, anidride carbonica. A chi risiede in zone di produzione vitivinicole può convenire acquistare il filtrato dolce direttamente da qualche cantina locale che, utilizzando filtri di tipo più sofisticato, fornirà un prodotto perfettamente limpido e sicuramente privo di lieviti; anche in questo caso bisogna garantirsi che il produttore abbia lavorato con metodi naturali.


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