54. Vino: filtrazione.
Ha lo scopo di trattenere le parti più grossolane in sospensione. Nei vini bianchi è meno indicata della chiarificazione, ma è assai utile a preparare vini dolci o abboccati, in quanto elimina i lieviti e puà essere attuata quando il vino, non completamente fermentato, è ancora torbido grossolanamente. Vi sono in commercio vari tipi di filtri alcuni adatti al piccolo produttore, perché poco costosi e di impiego semplice anche per piccole quantità; si tratta dei filtri a sacco, in tela, feltro o nylon che possono essere usati liberi oppure chiusi in una apposita campana. Un inconveniente di questo trattamento è che il vino rischia di rimanere troppo esposto all’aria e quindi può ossidarsi. Per il piccolo produttore che non voglia sobbarcarsi le spese di filtri a pompa, spesso sproporzionati a una ridotta produzione, è consigliabile il ricorso alla semplice chiarificazione del vino bianco, usando un filtro a sacco solo per recuperare il vino che nei travasi resta nella damigiana o tina travasata mischiato ai fondi.
I consigli del contadino: un tradizionale filtro a sacco in feltro è lo strumento che svolge una buona funzione di filtraggio, ma espone il vino a un prolungato contatto con l’aria e quindi al pericolo di ossidazione. La vinificazione in bianco, quindi, ha questi tempi: 1) l’uva pigiata viene immessa direttamente nel torchio prima che abbia inizio la fermentazione; 2) qui viene torchiata e se ne estrae mosto liquido privo di bucce; 3) il liquido uscito dal torchio viene immesso nei recipienti in cui avrà luogo la fermentazione alcolica.


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