– 42. Vino: pulizia della botte.
Dopo ogni travaso, la botte vuota va sciacquata più volte facendola rotolare avanti e indietro semipiena d’acqua per eliminare le scorie.
Va poi lasciata sgocciolare capovolta e una volta asciutta, riposta sui propri supporti e solfitata. Per compiere questa operazione si infila nel cocchiume un filo di ferro (o un brucia zolfo) con appeso un disco di zolfo, in modo che stia appeso nel centro della botte; prima di inserirlo nella botte bisogna accertarsi che lo zolfo bruci bene. Quindi si tappa la botte lasciando che il fil di ferro che regge lo zolfo spunti dal cocchiume; i vapori di zolfo satureranno completamente la botte bruciando tutto l’ossigeno.
Il percorso fatto ha portato direttamente alle soglie della primavera. E il vino dopo un mese circa dal terzo travaso, sarà pronto per essere consumato.
I consigli del contadino: i residui vengono rovesciati in un secchio prima di procedere alla pulizia della botte. Se i residui risultano densi e fecciosi conviene senz’altro buttarli via perché sono inutilizzabili. Terminata la pulizia della botte, quando è ben scolata, si inserisce un disco do zolfo acceso che la saturerà con i propri vapori ostacolando la formazione di muffe. Il disco va fissato a un filo di ferro in modo che resti sospeso al centro della botte. Una volta bruciato si potrà estrane l’intera cenere sfilando con cautela il ferro dalla botte.


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