La Campania è la quarta regione in Italia per attrattiva nel comparto dell’enoturismo, settore che fa registrare una crescita esponenziale annua del 10 per cento (i visitatori sono passati da 3 a 5 milioni nel 2003, sul territorio nazionale), e si candida ad aver un ruolo sempre maggiore da assoluta protagonista anche grazie all’iniziativa di “Cantine Aperte” che quest’anno si svolgerà il 29 e 30 maggio prossimi, all’insegna del binomio Vino & Archeologia, tra degustazioni, visite ai monumenti, eventi collaterali e incontri ravvicinati con 50 aziende vinicole campane. La kermesse è intitolata appunto “Cinque Siti Archeologici nel segno del vino”, ed è organizzata dal Movimento Turismo del Vino della Campania in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, la Soprintendenza regionale per i Beni e le Attività culturali, le Soprintendenze Archeologiche di Napoli-Caserta; Pompei; Avellino-Benevento-Salerno: è stata presentata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Azienda di Turismo e Soggiorno di Napoli. All’incontro hanno preso parte, accanto a Manuela Piancastelli, presidente del Mtv Campania; Michele Manzo, funzionario delegato dell’assessorato regionale all’Agricoltura; Stefano De Caro, soprintendente regionale per i Beni e le Attività culturali; ed i soprintendenti archeologici Giuliana Tocco (Avellino-Benevento-Salerno); Annamaria Ciarallo (Pompei) e Valeria Sampaolo (Napoli-Caserta).La due-giorni campana prevede, per sabato 29 maggio, la visita a cinque siti archeologici: La Villa Regina e l’Antiquarium di Boscoreale in provincia di Napoli; il museo archeologico di Teano in provincia di Caserta; il Parco archeologico di Buccino in provincia di Salerno; il museo archeologico di Ariano Irpino in provincia di Avellino e il museo della città a Benevento. Le visite avranno un corollario di mostre, momenti culturali e enogastronomici. La seconda giornata della manifestazione si svolgerà, domenica 30 maggio, seguendo il tradizionale canovaccio della visita alle 50 cantine che aderiscono (c’è anche un agriturismo, tra i soci) al Movimento del Turismo del Vino della Campania. Per chiedere informazioni e prenotarsi per le degustazioni si può telefonare al numero: 081.7648676. Fax: 081.7641429. E-mail: campania@movimentoturismovino.it
“La formula è innovativa – ha detto Manuela Piancastelli, presidente del Movimento del Turismo del Vino della Campania – perché abbiamo raddoppiato l’iniziativa, occupando l’arco di due giorni, sia perché vogliamo festeggiare il decennale del Movimento che nacque nella nostra regione grazie all’intuizione di Corrado D’Ambra, sia perché puntiamo a soddisfare in modo appropriato le esigenze dell’enoturista, che è sempre più colto e curioso verso la cultura del territorio, realizzando dunque un percorso più denso di cultura, coinvolgendo le soprintendenze archeologiche e l’assessorato regionale all’Agricoltura: andremo a scoprire cinque siti archeologici che sono piccoli gioielli, in qualche modo ancora sconosciuti”.”Il turismo del vino – ha sottolineato Michele Manzo, funzionario regionale che ha portato il saluto dell’assessore all’Agricoltura, Vincenzo Aita – è un fenomeno sociale ed economico, non solo per le aziende produttrici, ma per l’intera realtà territoriale. Il comparto è in forte sviluppo, anche grazie al cambiamento del consumatore, sempre più esigente. E, in questo scenario, l’assessorato regionale all’Agricoltura è impegnato a rafforzare il fenomeno con servizi di qualità in rete con la filiera aziendale, dalle cantine agli agriturismi, dagli alberghi ai ristoranti, attraverso la realizzazione delle Strade del Vino, ormai prossime al varo ufficiale: costituiscono un volano fenomenale anche sul piano occupazionale”.”Quest’anno si celebra l’anno dell’alimentazione – ha ricordato Stefano De Caro, soprintendente regionale per i Beni e le Attività culturali – e quindi è apparso molto opportuno valorizzare il legame tra il vino, uno degli elementi cruciali di tutte le culture del Mediterraneo, con la cultura archeologica. L’archeologia, del resto, è sempre più un’archeologia della vita quotidiana e ci propone continui reperti legati al cibo. Il mondo antico era un mondo in cui i cibi viaggiavano e la Campania era un grande crocevia, dove la storia dell’alimentazione si è intrecciata con quella dei commerci”.Le soprintendenti Giuliana Tocco, Annamaria Ciarallo e Valeria Sanpaolo hanno poi illustrato le peculiarità dei siti che saranno visitabili gratuitamente nella giornata di sabato 29 maggio, con una serie di micro-eventi collaterali. (Nota di Gianpaolo Necco, inviata alle Arga)


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