DIECI MINUTI DI APPLAUSI IN PIEDI PER “CERTI BAMBINI”
L’UNICO FILM ITALIANO IN CONCORSO ENTUSIASMA I GIURATI
Finisce con una insolita standing ovation la proiezione del film “Certi Bambini”, film crudo e duro sull’infanzia negata in una Napoli mai citata, tratto dall’omonimo libro di Diego De Silva (edito da Einaudi), diretto da Andrea e Antonio Frazzi. Finisce con i giurati di Y Gen in piedi ad applaudire per almeno dieci minuti il cast che si schiera davanti al grande schermo, una volta terminata la proiezione. L’unico film italiano in gara al Giffoni Film Festival riscuote un successo inaspettato. L’animatore dei dibattiti, Luca Apolito, fa notare come, negli ultimi dieci anni, non si era mai registrata una standing ovation così sentita e calorosa. Ride il giovane Gianluca Di Gennaro, straordinario protagonista del film, quel Rosario che da scugnizzo del sud, undicenne dallo sguardo da uomo, diventa scagnozzo di un camorrista privo di scrupoli. Gianluca, napoletano dall’accento marcato, sorrisino furbo di chi sa di avere tutti gli occhi puntati addosso, risponde alle tantissime domande senza scomporsi. “Vivo in una Napoli invivibile – dice ai giurati di Y Gen che hanno più o meno la sua stessa età – il film rappresenta la realtà così com’è, ed è una realtà che è importante venga rappresentata. Episodi come quelli raccontati nel film ne accadono tantissimi, e di molti io stesso ne sono stato testimone. Sono un ragazzo fortunato, vivo in una famiglia perbene, ma di ragazzi come Rosario, in una città come Napoli, capita di conoscerne tanti”. E poi aggiunge, cambiando di colpo tono della voce: “Questo film è stata per me una lezione di vita importante. Indimenticabile”. I ragazzi applaudono. Gianluca, in fondo, altro non è che un simpatico coetaneo calato nei panni di attore, capace di rispondere a tutte le domande in maniera forse frettolosa ma sempre calzante. In “Certi bambini”, il giudizio dei giurati è unanime: i fratelli Frazzi sono stati capaci di raccontare in modo non banale la storia di uno dei tanti giovani scugnizzi del sud. A loro il pubblico ha dedicato un lungo e sentito applauso. Così come a Diego De Silva, salernitano, autore del libro da cui è tratta la pellicola. “Credo sia il film più bello proiettato finora – ha dichiarato al termine della proiezione – “Certi bambini” è un’opera straordinaria, che intende anche come film di denuncia sociale, mettendo a nudo una società assolutamente priva di sensibilità e di senso morale”. “Ma vuol essere anche un film di speranza – gli hanno fatto da eco i fratelli Frazzi – la scena finale di Rosario, che dopo l’omicidio scende in piazza e chiede ai suoi coetanei di poter tirare quattro caldi ad un pallone, è una parentesi di speranza tra tanta violenza”.

Categorie: Eventi

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