STAMATTINA AL GRAND HOTEL VANVITELLI. Il festival diagonale, bilancio con la De Sio. Quattordici giorni di spettacolo, musica, teatro, danza e comicità. Un festival da scoprire in diagonale, con appuntamenti internazionali e prime d’autore. È tempo di bilanci per la 34° edizione del Settembre al Borgo che chiude stasera con lo spettacolo di Erri De Luca, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi e Mario Brunello. E alla vigilia dell’ultimo spettacolo il direttore artistico Giuliana De Sio, l’assessore regionale al Turismo Teresa Armato, l’amministratore dell’Ept di Caserta Ettore Cucari incontrano la stampa per commentare risultati e avvenimenti di questa nuova edizione del festival. La conferenza stampa è programmata per stamattina, alle ore 11 presso il Grand Hotel Vanvitelli di Caserta.
CINQUE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE.“SETTEMBRE AL BORGO” CHIUDE CON
MARCO PAOLINI, ERRI DE LUCA, GIANMARIA TESTA, MARIO BRUNELLO E GABRIELE MIRABASSI
10 Settembre 2004 – Ultimo appuntamento nel cartellone della 34° edizione del Settembre al Borgo. Sabato è di scena “Attraverso” con Marco Paolini, Mario Brunello, Gianmaria Testa, Gabriele Mirabassi ed Erri De Luca(nella foto) ovvero l’artista più graffiante del nostro teatro, un grande violoncellista classico, un jazzista che sfugge alle definizioni, un cantautore-poeta innamorato della canzone, tutti assieme per far diventare spettacolo le pagine di Erri De Luca.
Un progetto speciale pensato per il Festival della Letteratura di Mantova edizione 2003, eseguito solo 6 volte finora in Italia ed in assoluta anteprima al Sud.
Sul palco, un grande solista classico, un attore “d’autore” maestro dell’epica popolare e del racconto, un cantautore “fuori mercato”, poeta del quotidiano, uno straordinario clarinettista jazz, e soprattutto, uno scrittore italiano, penna e spirito solitario, che per una volta passa dall’altra parte e sale in scena.
Cosa succederà ? Difficile dirlo. Sarà un “attraversarsi”, un mescolarsi, un incontrarsi: poesie di Erri e canzoni di Gianmaria, il Bach di Mario, le note leggere di Gabriele e i racconti di Marco, avventure tra la letteratura e la vita che viviamo.
Un po’ di Ulisse, un po’ di neve e di montagna, un po’ di poesia. Una somma di dettagli, impressioni, sguardi.
C’è la voglia di stare assieme, di dividere e condividere del tempo nelle trame di uno spettacolo raffinato ed originale, unico, ogni volta diverso.
“Lo spettacolo lo fanno loro – spiega Erri De Luca – io obbedisco, sono a disposizione del gruppo. Leggerò alcuni miei brani che parlano d’amore ma anche dell’Italia malata di oggi, di immigrati, dell’ingiustizia sociale. Partiamo con Valore, una mia poesia in cui scrivo che valore è la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano, risparmiare acqua, risparmiare un paio di scarpe”.
“Proviamo poco lo spettacolo – spiega Gianmaria Testa – ed ognuno di noi porta idee. Poi si improvvisa molto: Bach è il punto di appoggio, Paolini interpreta i suoi scritti, lui che sui monologhi è imbattibile. Il jazz di Mirabassi intorpidirà Bach e le mie canzoni si incastreranno in questo melting pot di suoni e parole. Le poesie di Erri saranno il filo conduttore di tutti i nostri interventi”.
Gabriele Mirabassi, che con suo clarinetto passa disinvolto da Ivano Fossati ai canti gregoriani, teorizza un caos ordinato: “Paolini è un perturbatore e gli altri non mi sembrano da meno. Il jazz per sua stessa anima vive di improvvisazione, di schemi scardinati. In questo De Luca è un jazzista della scrittura”.
Sebbene “Attraverso” metta insieme cinque codici artistici, mai parlare con i rispettivi maestri di contaminazione. “Il concetto è stato superato – chiarisce Mario Brunello – ormai l’esperimento chimico è avvenuto, i materiali si vanno fondendo: il circo col balletto, il jazz con la musica classica, il teatro con il rock, la musica, la poesia. Sta nascendo qualcosa di nuovo e di bello. E soprattutto, di attuale”.
Quattro personaggi in cerca d’autore chiamati a raccolta da un maestro dell’epica popolare, Marco Paolini, l’uomo che ha trasformato il palcoscenico nella sua personale prima pagina di cronaca, parlando di scandali nazionali come quelli del Vajont e di Ustica.
Uno spettacolo tutto da attraversare, forse elemento ispiratore del tema (“Diagonali) di questa edizione del Settembre al Borgo nel segno dell’incontro tra forme ed espressioni artistiche diverse.
Uno spettacolo che saluta, con il personale ringraziamento dal palco del teatro della Torre del direttore artistico Giuliana De Sio, un festival dove la parola è diventata musica, la musica poesia, la poesia magia.
GIUSTI “CHIUDE” LA PIAZZA DELLA COMICITA’.
ANTICIPAZIONI E APPLAUSI… ALLA MOVIOLA PER IL RE DELLA RISATA.
Ed intanto chiude con applausi a scena aperta la piazza della comicità del Settembre al Borgo.
Con l’esibizione di Max Giusti va in archivio il tradizionale appuntamento con la risata in piazza Vescovado, quello che la De Sio ha più volte indicato come l’altra faccia del festival, il contenitore di spettacolo amato e seguito da un pubblico numeroso edizione dopo edizione.
Gli spettacoli in piazza (quest’anno tutti in cartellone in prima serata, alle 21) regalano al borgo cinque notti all’insegna del teatro ironico e tagliente, con un bilancio sicuramente positivo.
Anche per Max Giusti pienone di pubblico.
L’attore romano mette in scena le sue celebri imitazioni, da Biscardi a Maradona, Malgioglio e Gaucci, passando in rassegna i personaggi che lo hanno reso celebre al grande pubblico della televisione.
Ma c’è anche spazio per un’anticipazione di un nuovo personaggio, tormentone della prossima stagione di Quelli che il calcio: Max si presenta al pubblico di Casertavecchia nei panni di Eriksson, l’allenatore inglese che sarà preso di mira quest’inverno dal comico romano negli interventi con Simona Ventura.
Ma le sorprese non finiscono qui.
Accompagnato da una band di tre musicisti (batteria, basso e chitarra) Max diventa cantante interpretando brani di Toni Tammaro, Pino Daniele, Baglioni, Venditti, Califano.
Scende tra il pubblico, coinvolge gli spettatori, raccoglie applausi a scena aperta e saluta il borgo con le note di “Generale” di Francesco De Gregori.
Uno spettacolo che dura quasi due ore, con la gente in piedi ad applaudire uno dei comici più taglienti del teatro e della televisione italiana.
Uno show che affronta anche argomenti impegnati, dagli alimenti geneticamente modificati alla globalizzazione, dal consumismo al Mc Donald.
“Ancora una volta la comicità che fa riflettere, il sorriso amaro di chi racconta e interpreta la cronaca e l’attualità con la chiave della risata – commenta Giuliana De Sio -. Sono molto soddisfatta della piazza del festival e registro con piacere che il pubblico ha seguito tutti gli appuntamenti in cartellone. Un pubblico, voglio sottolineare, diverso da quello del teatro, giovane ma anche adulto, un pubblico che sceglie il borgo anche per la sua capacità di far sorridere ed emozionare con ironia. Penso che Della Noce, Parassole, Manera, Patrucco e Giusti abbiano portato in scena ben più che uno spettacolo comico, veri e propri monologhi d’autore dove l’ironia è solo un pretesto per riflettere, giudicare, criticare quando serve”.
Copia di questo comunicato in posta elettronica Ufficio Stampa : Luca Cipriano – Tel/Fax 0823.371071 – 347.6311765 – lucacipriano@hotmail.com


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